SULMONA - " Il vice commissario alla sanità, Zuccatelli è il presidente dell’Agenas, non potrà negare la deroga alla chiusura del Punto Nascita di Sulmona perché ha già concesso la deroga a ben quattro punti nascita della Toscana e tale deroga è stata motivata da problematiche territoriali". Lo ha sottolineato in una nota l'economista sulmonese, Aldo Ronci dopo aver fatto delle indagini sulle peculiarità territoriali. Secondo quanto rilevato dalle indagini la conformazione orografica del Centro Abruzzo porta diversi fattori negativi:
un'ora ed un quarto per raggiungere un ospedale di riferimento; un'altitudine media di 780 metri sul livello del mare (quindi questo comporta condizioni meteorologiche avverse per la maggior parte dei mesi dell'anno); una densità abitativa bassissima (con un indice di spopolamento altissimo ed un indice di invecchiamento elevato). Inoltre, la città di Sulmona è l'unica tra quelle abruzzesi con più di 15mila abitanti che tra il 2001 ed il 2011 ha perso abitanti (-1.029; -4,07 per cento). Un dato, questo, che fa emergere con evidenza che si va pericolosamente indebolendo la dimensione urbana della città che dovrebbe, invece, svolgere una funzione di riequilibrio nella distribuzione della popolazione nel territorio pelino. Il dato è ancora più clamoroso se si riscontra che in Italia i comuni più attivi sono proprio quelli delle dimensioni di Sulmona. Una ricerca che evidenzia lo stato di "crisi" del Centro Abruzzo rispetto ad altre regioni considerate "sane". Questo dovrebbe far riflettere e far capire che non si sta parlando di "guerra dei poveri" ma di una realtà che fa paura.
Barbara Delle Monache
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