Riecheggiano ancora le doglianze da loro espresse in quella occasione e referenti di una Sua decisione che prevederebbe entro Giugno la loro sotituzione con altri provenienti dalle graduatorie ASL"si legge nella lettera."Lo scrivente non può che associarsi alle parole espresse dal Dirigente Sanitario della struttura peligna per cui non ritengo sia giusto nei confronti dei lavoratori, dei detenuti e, ci aggiungerei, di tutto il personale penitenziario, adottare provvedimenti che non rispecchiano quelli già presi nelle restanti ASL abruzzesi e che in tempi brevissimi, dopo l'avvento del DPCM del 2008 ( passaggio della sanità penitenziaria sotto l'egida delle AASSLL)stabilizzarono la posizione di tutti i medici, infermieri, fisioterapisti etc, lavoranti in quelle sedi facendo, nel contempo, relegare gli stessi operatori di settore aquilani e soprattutto del carcere di Sulmona , a meri “ figli di un Dio minore”.
Sembrerebbe, inoltre, che l'attuazione della paventata politica costerebbe molto di più a noi cittadini proprio perchè i medici che verrebbero a sostituirli, essendo medici di primo livello, pretenderebbero, a “giusta” ragione, prestazione economiche di gran lunga superiori.
Cosa dire dei livelli di insicurezza che,stante l'inesperienza degli arrivandi, unito all'esiguo numero degli stessi, si creerebbero in un carcere dove, ricordiamolo, sono reclusi 500 tra i piu' pericolosi criminali?
Premesso quanto sopra sono qui a chiederLe di rivedere il Decreto da Lei emanato prevedendone, per il bene di tutti, uno che tenga in seria considerazione la professionalità, l'esperienza, l'abnegazione e l'innato spirito di sacrificio dell'attuale quadro organico. Il compito è molto facile: adottare le stesse politiche portate avanti nelle restanti Province abruzzesi.
Nel restare in attesa di riscontro si coglie l'occasione per porgere distinti saluti".
Il Segretario Provinciale e Vice Regionale
Mauro Nardella