SULMONA - "La valorizzazione della memoria storica, il ricordo di ciò che è accaduto, dimenticato e poi, fortunatamente tornato alla luce, ha permesso alla Città di Sulmona di vivere una giornata particolare con la visita di Sua Eccellenza dott. Petr Buriánek, Ambasciatore della Repubblica Ceca presso lo Stato Italiano. L’occasione è stata fornita dal recupero di vario materiale documentario riguardante l’ex Campo di concentramento di Fonte D’Amore relativi agli anni della Prima guerra mondiale e, soprattutto, grazie alle numerose informazioni reperite sui prigionieri di guerra che vi sono stati rinchiusi, in gran parte di nazionalità boema e morava. A Sulmona, a causa delle precarie condizioni di detenzione morirono circa 400 prigionieri i cui resti furono seppelliti nel cimitero cittadino e successivamente raccolti in un ossario sul quale fu eretto un monumento che ne conserva la memoria e ammonisce l'oblio"si legge in una nota giunta in redazione
"La ricerca condotta dal dott. Mario Salzano e da Roberto Carrozzo, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Sulmona, ha permesso di stabilire, tra l’altro, che il Campo di Concentramento di Fonte d'Amore, nel 1918 fu luogo deputato all'accoglienza di quei prigionieri che giuravano fedeltà alla costituenda Legione Cecoslovacca. Alcune centinaia di questi volontari, partiti dal campo di Fonte d'Amore, furono impiegati in combattimento al fianco delle unità italiane contro il nemico comune: la Duplice Monarchia austro-ungarica
La ricerca storica sui fatti di Fonte d'Amore ha attirato l'attenzione dei funzionari dell'Ambasciata della Repubblica Ceca, tra i quali il dott. Jozef Španik, Rappresentante Permanente presso la FAO, che, informato sui progressi fatti negli ultimi mesi dai ricercatori, ha mostrato sin da subito una particolare attenzione verso il particolare oggetto di studio.
Ieri, 16 aprile, si è tenuto l’incontro tra il Sindaco della Città, dott. Giuseppe Ranalli e i funzionari dell'Ambasciata Ceca, dove S.E l'Ambasciatore, accompagnato dal dott. Jozef Španik e dalla responsabile dell'Ufficio del Cerimoniale, sig.ra Renata Petroušova, è stato accolto dal Sindaco, dal Consigliere comunale, dott.ssa Roberta Salvati, dal Generale di Brigata Rino De Vito del Comando Militare Esercito Abruzzo, dal dott. Salzano e dal sig. Carrozzo; è intervenuto all’incontro anche il dott. Marcello Puppi, familiare di uno dei comandanti del campo di concentramento di Fonte d'Amore negli anni della Prima guerra mondiale, il quale ha mostrato ai presenti alcuni importanti documenti del proprio archivio di famiglia. Dopo aver rimarcato l’importanza delle scoperte archivistiche che si andavano delineando grazie ai fondi conservati nell’Archivio di Stato di Sulmona, nell’archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito a Roma e nell'Archivio Centrale dello Stato, i presenti si sono diretti alla Sezione di Archivio di Stato di Sulmona, dove è stata visionata la documentazione recuperata. Particolare interesse, hanno mostrato gli ospiti nel leggere i nomi dei propri connazionali e le testimonianze delle tragiche vicende che li hanno accompagnati nel periodo della prigionia a Sulmona. La delegazione si è recata al cimitero della città dove ha deposto due corone di fiori al Sacrario che raccoglie le spoglie dei prigionieri morti a Sulmona. Nel primo pomeriggio gli ospiti sono stati accompagnati all’ex campo di concentramento di Fonte d’Amore per visitare le baracche in cui alloggiarono i prigionieri Boemi e Moravi.
Il legame tra la Città di Sulmona e la Nazione Ceca, nasce in un tempo lontano, negli anni della Guerra che cambiò per sempre il volto dell'umanità; raggiunse la sua massima espressione concretizzandosi in un luogo di dolore, quale è stato il campo di concentramento di Fonte D’Amore. Nonostante i drammatici eventi della Grande Guerra, che in un primo tempo ci videro schierati su fronti opposti, già prima della fine della Guerra le nostre Genti strinsero un patto di Amicizia e di Alleanza, che ieri, 16 aprile 2015, nello stesso luogo di 99 anni fa, è stato di nuovo confermato.
L'incontro di ieri può trovare nuova linfa nella valorizzazione di questa struttura come strumento di conservazione della memoria storica per entrambe le guerre mondiali, affinché non si dimentichi il passato comune e si consegnino al futuro i sacri valori dell'Amicizia tra i Popoli".
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