SULMONA - "Sono sei mesi che continuo a evidenziare che il Governatore D’Alfonso con le sue scelte continua a penalizzare il Territorio Peligno non intervenendo:sul declassamento di Sulmona da parte del Ministero dello Sviluppo Economico da Polo di Attrazione a Aerea intermedia che comporterà il depauperamento dei servizi essenziali che costituiscono le precondizioni per lo sviluppo; sulla esclusione della Valle Peligna e della Valle del Sagittario dalla Strategia Regionale per le Aree Interne svantaggiate, che non permetterà di tutelare il territorio e la sicurezza degli abitanti e di rilanciare lo sviluppo;sulla chiusura del punto nascita di Sulmona che determinerà nel centro Abruzzo il peggioramento della qualità della vita, un ulteriore spopolamento, la marginalizzazione e l’isolamento"si legge in una nota a firma di Aldo Ronci.
"Mi corre però l’obbligo di evidenziare che Domenica 12 Aprile 2015 il Governatore D’Alfonso, dopo il poco felice intervento fatto il giorno prima nel presidio civico di Sulmona dove ha ribadito la chiusura del punto nascita di Sulmona e dove è stato forse anche troppo duramente contestato, ha poi, nel corso di una intervista rilasciata al Tg3, pubblicamente sostenuto che, per non tralasciare nulla e per approfondire ogni elemento che nel territorio abruzzese è complesso e complicato, vuole chiedere aiuto alla AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) per valutare la possibilità di deroghe valutando attentamente le peculiarità dei territori interessati alla chiusura.
Non bisogna assolutamente sottovalutare ma anzi sostenere con forza questa apertura del Governatore D’Alfonso che, quasi sicuramente, a questo punto, è l’unica strada che riuscirà a salvare il Punto Nascita di Sulmona, dimostrando le difficoltà e lo svantaggio del Centro Abruzzo sulla base di dati e indici oggettivi. La strada è la stessa percorsa dalla Regione Toscana che, in accordo con il Ministero della Sanità, sulla base delle problematiche territoriali, è riuscita a mantenere aperti 4 punti nascita sotto i 500 parti l'anno. Si tratta di Barga (460 parti l'anno), Piombino (313), Bibbiena (295) e Portoferraio (211)".
Aldo Ronci
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