SULMONA -"Se potessimo dare un titolo a questo incontro potremmo citare un famoso film che si chiama "A volte ritornano"nel senso che abbiamo già fatta questa esperienza nel 2008"Così ha esordito Raffaele Giannantonio nella conferenza stampa di presentazione del suo staff e del relativo programma in vista delle primarie di coalizione del centrosinistra del 13 Gennaio per la scelta del candidato sindaco.All'incontro ha partecipato anche il segretario del Pd sulmonese Roberto Spinosa che ha tenuto a precisare che la sua partecipazione è stata una forma di cortesia nei confronti di uno dei tre candidati del Pd in questa competizione, come ha fatto con gli altri candidati.Giannantonio ha presentato i suoi collaboratori Gianluigi Quaraglia, Daniele Marinucci, Francesco Orsini e Maria De Deo."Ci sono dei problemi personali anche per me, non userò mai come scusa il fatto di essere entrato per ultimo in questa competizione, i problemi vanno tenuti fuori come vanno tenute fuori le polemiche". "Il nostro programma parte dal basso, in ritardo nella forma ma non nei contenuti" ha affermato Giannantonio."Bisogna parlare di noi come facenti parte di un progetto e di un programma che è stato impostato su una fase di ascolto".
"Non c'è stato bisogno di esperti, ma abbiamo ascoltato la gente e le loro esigenze, facendo attenzione alle fasce più deboli.I problemi di Sulmona sono i problemi del suo territorio che risulta uno dei punti fondamentali del nostro programma".Questi sono i temi del progetto della nuova Sulmona.Il lavoro - grazie a progetti strategici per il rilancio del nucleo industriale, il commercio - con un salto di qualità delle attività del centro storico, la cultura, che alla pari dell'industria deve essere occasione di
occupazione, il turismo - che va collegato a quello culturale visto l'abbondanza di monumenti, la scuola - che va vista in maniera globale per tutto il circondario come un territorio unico e non con una visione campanilistica, l'urbanistica - con la valorizzazione dell'esistente e la mitigazione del rischio sismico il centro storico - con i numerosi monumenti che bisogna far tornare a "cantare"perché ora sono muti, i giovani - creando delle condizioni per inserirli stabilmente nei posti di lavoro, il territorio e la solidarietà- il programma per una nuova Sulmona non puo' prescindere dai concetti strategici di condivisione e solidarietà.
"Occorre mettersi al servizio di una città i cui componenti, singoli o raccolti in società, accettino la responsabilità di collaborare alla costruzione di una nuova realtà, nella quale ognuno senta il “palazzo” dell’amministrazione diviso in pietre, che ricomposte daranno luogo al palazzo della responsabilità collettiva, costruito superando le vecchie logiche che hanno impoverito Sulmona fino allo stremo"."Mi sono ripresentato perchè vorrei mettere a frutto l'esperienza di questi ultimi cinque anni. Ritengo che in questo momento Sulmona debba scegliere un Sindaco non per le proprie “aderenze” in campo politico ma per quello che conosce della propria città. E io ritengo di conoscerla a fondo, per aver vissuto e lavorato a Sulmona, che ho avuto modo di studiare dall’antichità ai giorni nostri, attraverso le attività professionali e di ricerca che mi hanno consentito di conoscerla a tutto tondo, con le sue straordinarie potenzialità" ha concluso Giannantonio.