La ripartizione percentuale delle imprese tra le attività economiche è di gran lunga diversa tra Castel di Sangro e i restanti comuni. Castel di Sangro si caratterizza per avere, da un lato, un’alta percentuale di imprese dedite alle attività ricettive (11% contro il 7% nazionale), alle costruzioni (18% contro il 16% nazionale), alle attività commerciali (29% contro il 27% nazionale) e dall’altro lato una bassa percentuale di imprese nel settore dell’agricoltura (9% contro il 16% nazionale). I restanti comuni si contraddistinguono per percentuale molto alta di imprese nelle attività ricettive (23% contro il 7% italiano) e per una bassa percentuale di imprese che esercitano attività commerciali (22% a fronte del 27% nazionale), attività industriali (7% contro l’ 11% nazionale) e attività commerciali.Tra il 2006 e il 2011 Castel di Sangro, spiega ancora Aldo Ronci, registra importanti incrementi nelle attività ricettive (+31), nelle costruzioni (+29) e negli altri servizi (+19) e subisce decrementi nell’ industria (-19) e nel commercio (-8).In termini percentuali la crescita è stata determinata dal notevole incremento delle attività ricettive (68,89% contro il 34,80% nazionale) e delle costruzioni (31,52% contro il 10,45% italiano).Tra il 2006 e il 2011, i restanti comuni dell’Alto Sangro registrano importanti decrementi di imprese nell’ industria (-34) e nel commercio (-29) e incrementi nelle attività ricettive (+30) e nei servizi alle imprese (+21). In termini percentuali la decrescita è stata determinata dalla notevole flessione dell’ industria (-28,10% contro il 13,34% nazionale), del commercio (-9,54% contro il -0,02% italiano) e dalla bassa crescita nelle attività ricettive (11,86% contro il 34,80% italiano e il 68,89% di Castel di Sangro).Nelle attività ricettive gli incrementi sono stati per Castel di Sangro 31 unità, Pescasseroli 10, Roccaraso 4, Pescocostanzo 4 e invece Rivisondoli segna un decremento di 1 unità. In termini percentuali Castel di Sangro si incrementa del 68,89%, Pescocostanzo del 16,67%, Pescasseroli del 15,63%, Roccaraso del 6,90%, Rivisondoli decresce del 3,57% a fronte di un incremento del 34,80% italiano e del 68,89% di Castel di Sangro. La crescita disomogenea di Castel di Sangro e dei restanti comuni lancia un forte segnale d’allarme in quanto denuncia lo stato di crisi del settore delle attività ricettive proprio nei comuni ad alta vocazione turistica come Roccaraso, Pescasseroli, Pescocostanzo e Rivisondoli che, come visto, crescono molto meno del valore medio italiano. Inoltre Roccaraso, tra il 2006 e il 2010, ha perso 16 posti letto e le presenze negli esercizi ricettivi sono diminuite del 15,89% mentre in Italia sono cresciute del 2,39%.Nel territorio dell’Alto Sangro bisogna rilanciare con forza lo sviluppo legato al turismo in tutte le sue declinazioni. I recenti bandi regionali possono essere uno strumento per migliorare la qualità delle prestazioni turistiche, ampliare la gamma delle offerte di turismo ma quello che manca, e questo non solo per l’Alto Sangro, è soprattutto una politica di promozione territoriale a livello regionale per poter far conoscere a livello nazionale ed internazionale l’Abruzzo attraverso i media. Ad esempio il Trentino distribuisce in tutte le regioni italiane e all’estero gli spot pubblicitari.
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venerdì 11 gennaio 2013
ANDAMENTO ECONOMIA ALTO SANGRO, CASTEL DI SANGRO INCREMENTA IMPRESE
La ripartizione percentuale delle imprese tra le attività economiche è di gran lunga diversa tra Castel di Sangro e i restanti comuni. Castel di Sangro si caratterizza per avere, da un lato, un’alta percentuale di imprese dedite alle attività ricettive (11% contro il 7% nazionale), alle costruzioni (18% contro il 16% nazionale), alle attività commerciali (29% contro il 27% nazionale) e dall’altro lato una bassa percentuale di imprese nel settore dell’agricoltura (9% contro il 16% nazionale). I restanti comuni si contraddistinguono per percentuale molto alta di imprese nelle attività ricettive (23% contro il 7% italiano) e per una bassa percentuale di imprese che esercitano attività commerciali (22% a fronte del 27% nazionale), attività industriali (7% contro l’ 11% nazionale) e attività commerciali.Tra il 2006 e il 2011 Castel di Sangro, spiega ancora Aldo Ronci, registra importanti incrementi nelle attività ricettive (+31), nelle costruzioni (+29) e negli altri servizi (+19) e subisce decrementi nell’ industria (-19) e nel commercio (-8).In termini percentuali la crescita è stata determinata dal notevole incremento delle attività ricettive (68,89% contro il 34,80% nazionale) e delle costruzioni (31,52% contro il 10,45% italiano).Tra il 2006 e il 2011, i restanti comuni dell’Alto Sangro registrano importanti decrementi di imprese nell’ industria (-34) e nel commercio (-29) e incrementi nelle attività ricettive (+30) e nei servizi alle imprese (+21). In termini percentuali la decrescita è stata determinata dalla notevole flessione dell’ industria (-28,10% contro il 13,34% nazionale), del commercio (-9,54% contro il -0,02% italiano) e dalla bassa crescita nelle attività ricettive (11,86% contro il 34,80% italiano e il 68,89% di Castel di Sangro).Nelle attività ricettive gli incrementi sono stati per Castel di Sangro 31 unità, Pescasseroli 10, Roccaraso 4, Pescocostanzo 4 e invece Rivisondoli segna un decremento di 1 unità. In termini percentuali Castel di Sangro si incrementa del 68,89%, Pescocostanzo del 16,67%, Pescasseroli del 15,63%, Roccaraso del 6,90%, Rivisondoli decresce del 3,57% a fronte di un incremento del 34,80% italiano e del 68,89% di Castel di Sangro. La crescita disomogenea di Castel di Sangro e dei restanti comuni lancia un forte segnale d’allarme in quanto denuncia lo stato di crisi del settore delle attività ricettive proprio nei comuni ad alta vocazione turistica come Roccaraso, Pescasseroli, Pescocostanzo e Rivisondoli che, come visto, crescono molto meno del valore medio italiano. Inoltre Roccaraso, tra il 2006 e il 2010, ha perso 16 posti letto e le presenze negli esercizi ricettivi sono diminuite del 15,89% mentre in Italia sono cresciute del 2,39%.Nel territorio dell’Alto Sangro bisogna rilanciare con forza lo sviluppo legato al turismo in tutte le sue declinazioni. I recenti bandi regionali possono essere uno strumento per migliorare la qualità delle prestazioni turistiche, ampliare la gamma delle offerte di turismo ma quello che manca, e questo non solo per l’Alto Sangro, è soprattutto una politica di promozione territoriale a livello regionale per poter far conoscere a livello nazionale ed internazionale l’Abruzzo attraverso i media. Ad esempio il Trentino distribuisce in tutte le regioni italiane e all’estero gli spot pubblicitari.