SULMONA – Smembrare l’ospedale di Sulmona,
la cui progettazione sarà avviata entro il prossimo autunno. E’ quanto
annunciato ieri dal direttore della Asl 1 Giancarlo Silveri, in una visita in
sordina al santissima Annunziata senza conferenze stampa o comunicazioni
ufficiali, ribadendo la volontà della Regione Abruzzo di dotare l’Area Peligna di
un nuovo presidio ospedaliero e parlando dell’avvio di trattative private per
il trasferimento parziale. “Esprimiamo forte contrarietà” afferma in una nota
Giuseppe Ranalli, capogruppo consiliare Idv a palazzo San Francesco temendo lo smembramento dalle “conseguenti difficoltà
organizzative e gestionali che potrebbero comprometterne anche la salvaguardia per il futuro”. Chiede un incontro pubblico Ranalli e spiega che i sindaci del comprensorio Peligno-Sangrino e i sindacati sono stati convocati dal manager della ASL il prossimo 3 settembre per assumere determinazioni sul futuro del nosocomio sulmonese. “Al fine di fronteggiare l’emergenza da oggi alla realizzazione del nuovo ospedale, essendo risultati infruttuosi i tentativi di reperire spazi idonei ad ospitare provvisoriamente l’intero presidio, viene comunicato che da parte della ASL è stata avviata una ricerca mediante trattativa privata per il trasferimento parziale dello stesso (Area Medica). Nel rimarcare le nostre preoccupazioni” scrive Ranalli “in merito alla certezza dei finanziamenti promessi per la costruzione del nuovo ospedale , abbiamo l’obbligo di sottolineare che non puo’ e non deve esserci una sanità territoriale di serie A ed una sanità territoriale di serie B in ordine agli interventi urgenti ed immediati sui presidi ospedalieri che necessitano di identici interventi strutturali. In attesa di conoscere quali e quante sono le risorse finanziarie destinate a Sulmona , se e quando il Presidente Gianni Chiodi deciderà di mantenere la promessa della costruzione del nuovo Ospedale, sollecitiamo di nuovo la tempestiva evacuazione dell’ala vecchia, con alleggerimento della stessa per consentirne l’uso al primo piano per la diagnostica esistente ed il recupero immediato del progetto che prevedeva la realizzazione di moduli ospitanti nuove Sale Operatorie esteso alle UU.OO. di Ostetricia-Ginecologia e Pediatria. I tempi di realizzazione sarebbero ristretti, raggiungendo una sufficiente sicurezza per i degenti, garantendo continuità assistenziale senza smembramento del presidio ospedaliero. Sarebbe opportuno non appena le promesse si trasformano in certezza, aprire un dibattito pubblico sulla localizzazione e sulle caratteristiche del nuovo ospedale, che dovrebbe assurgere a riferimento di un ampio territorio, dall’area Sangrina all’Alta Valpescara, passando per
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| Giuseppe Ranalli Idv |
