
SULMONA - Lega Popolare torna a chiedere il diritto alla mobilità per le regioni italiane non ancora servite dalla Tav. Con una lettera indirizzata all’Amministratore Delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, LP chiede i motivi dell’esclusione dal piano Tav nazionale delle regioni del centro-sud. “Ci chiediamo come mai paesi come la Spagna, la Francia e la Germania – scrive Francesco Di Nisio, Segretario LP - siano riusciti a costruire una rete capillare in tutto il territorio nazionale a partire dalla loro capitale, mentre in Italia la rete è presente solo al nord, dove la città di riferimento è Milano, con un singolo ramo
diretto alla capitale”. La nota, inviata per conoscenza anche al Ministro Corrado Passera e ai Presidenti delle regioni Marche, Abruzzo, Molise e Basilicata, evidenzia all’amministratore delegato di Trenitalia come un servizio di trasporto pubblico da una parte, e nel concreto, favorisca solo una porzione della nostra Nazione e dall’altra pubblicizza la rete Tav con lo slogan “La metropolitana d'Italia", forse nel tentativo di colmare una grave discriminazione sociale. “Converrà con noi – continua Di Nisio - che l’Italia è una e indivisibile, che tutti i cittadini italiani sono figli della stessa Repubblica e che godono della piena cittadinanza, in uno Stato di Diritto la cui appartenenza comporta un insieme di doveri, oggi ancor più noti agli italiani, ma anche un insieme di diritti, tra i quali, quello inerente la ‘Mobilità’. In difetto i cittadini delle regioni orfane della Tav, non potendo realizzare la loro crescita, risulterebbero essere sudditi di uno Stato despota, che impone tutti i doveri e nega la possibilità di godere dei Diritti fondamentali” . LP richiede quindi un incontro con Trenitalia per capire le ragioni dell’esclusione di alcune regioni italiane dal sistema Tav nazionale e per comprendere la scelta di collegare la regione Puglia con Napoli e non con Bologna, attraverso il ‘corridoio adriatico’.