
E' stata accolta all’unanimità, durante l’odierno Consiglio comunale di Bugnara, la mozione “Acqua bene comune pubblico. Modifica allo statuto comunale”, presentata lo scorso 11 gennaio dai consiglieri di minoranza a seguito della raccolta firme per il referendum avvenuta nei giorni 22 e 23 maggio.Grande soddisfazione per i consiglieri: “Siamo felici - affermano i consiglieri - di aver visto accolta la nostra proposta. La questione dell’acqua come bene pubblico è un tema che tocca le fondamenta dei diritti umani. Privatizzare un bene come l’acqua significherebbe trasformare un diritto umano universale in una merce di scambio, sottomessa alle legge del mercato e soprattutto del profitto.La posizione assunta dal Consiglio comunale – concludono i consiglieri - è un segno positivo, che mostra chiaramente il rifiuto di una logica del lucro su temi di importanza vitale come quello dell’acqua pubblica”.
Di seguito l’articolo che andrà ad integrare l’attuale Statuto comunale:
“Il Comune di Bugnara riconosce il servizio idrico come servizio pubblico locale. In particole riconosce il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico. Conferma il principio che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà; nonché il principio che in ambito pubblico devono essere mantenute la proprietà delle reti e la gestione del servizio idrico integrato. Riconosce al servizio idrico integrato lo status di servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e senza fini di lucro, la cui gestione va attuata secondo gli artt. 31 e 114 del d. lgs n. 267/2000, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire il diritto universale all’acqua e pari dignità umana a tutti i cittadini.” I Consiglieri di minoranza Mario Servilio e
Francesco Castrucci
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