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mercoledì 14 ottobre 2026

"OSPEDALE DI PENNE, NUMERI IMPIETOSI: IL SAN MASSIMO CONTINUA A PERDERE SERVIZI E RICOVERI. ANCHE L'ULTIMA INTERROGAZIONE DISCUSSA NEL CONSIGLIO REGIONALE DEL 30 SETTEMBRE CONFERMA LA CECITÀ DEL CENTRODESTRA DI MARSILIO"

PESCARA - "I numeri delle Schede Dimissione Ospedaliera (SDO), prima ancora delle nostre considerazioni, restituiscono un quadro inequivocabile: il San Massimo di Penne registra un progressivo impoverimento della propria attività. Si è passati, infatti, dai 4.153 ricoveri del 2019 ai 3.726 del 2025, con una riduzione complessiva di ben 427 ricoveri annui.

Ecco il dettaglio dei ricoveri registrati negli ultimi anni:

o 2019: 4.153
o 2020: 2.839
o 2021: 3.172
o 2022: 3.599
o 2023: 3.377
o 2024: 3.627
o 2025: 3.726

Anche i dati relativi ai singoli reparti confermano questa tendenza. L'Ortopedia è passata dai 728 ricoveri del 2019 ai 658 del 2025 (-120). Ostetricia e Ginecologia dagli 871 ricoveri del 2019 ai 708del 2025 (-163). Ancora più significativo il dato della Medicina, che è scesa dai 1.416 ricoveri del 2019 agli 851 del 2025 (-565 ricoveri).

Tutto questo purtroppo non significa che nell'area vestina ci si ammali di meno, ma che in mancanza di servizi adeguati i pazienti sono sempre più costretti a rivolgersi altrove, nonostante il San Massimo continui a svolgere una funzione essenziale per migliaia di cittadini della comunità vestina, soprattutto grazie all'abnegazione dei medici e del personale sanitario, più che alle scelte del centrodestra.

L'interrogazione presentata da Blasioli e discussa nel Consiglio regionale del 30 settembre ha evidenziato come l'atto aziendale approvato dalla Regione Abruzzo l'11 settembre 2026 continui a ridurre le attività e i servizi del San Massimo di Penne. Sono state confermate tutte le nostre preoccupazioni sull'istituzione a Penne di una UOSD di Radiologia, che potrà essere attivata solo se finalizzata alla riduzione dei tempi di attesa per gli interventi chirurgici al femore sugli over 65, da effettuare entro le 48 ore, come previsto dai LEA. Un contentino difficilmente realizzabile sia per il numero insufficiente di radiologi presenti a Penne, sia per il volume delle prestazioni ortopediche, drasticamente diminuito negli ultimi anni proprio a causa delle scelte della Regione. A ciò si aggiunge che l'attivazione è subordinata alla presentazione di un progetto e al raggiungimento di obiettivi numerici sottoposti a una rigorosa valutazione.

Quanto sosteniamo trova riscontro nella lettera del 24 luglio 2026 dell'Agenzia sanitaria regionale. La UOSD di Radiologia non è prevista nella rete ospedaliera definita dal centrodestra con la L.R. 60/2023 e non compare nell'atto aziendale perché i vertici della Asl non l'hanno inserita. L'artificio individuato consiste nel collegare la sua eventuale attivazione a uno specifico progetto finalizzato a ridurre il sovraffollamento del PS di Pescara, che spesso determina il trasferimento dei pazienti con fratture provenienti dall'area Vestina verso Popoli o, nel peggiore dei casi, verso Atri. A questo quadro si aggiunge la carenza di medici in Ortopedia, dove il personale dimesso non è stato rimpiazzato. L'obiettivo di garantire gli interventi chirurgici per fratture del femore entro 48 ore appare quindi, nei fatti, irrealizzabile. Non è un caso che, nella lettera del 24 luglio 2026, l'Agenzia sanitaria non abbia espresso il proprio parere sull'atto aziendale.

C'è di più. La UOSD di nuova istituzione dovrebbe funzionare con un solo medico in organico e con il supporto dei radiologi incardinati a Pescara, senza una copertura dei turni notturni e festivi. La radiologia di Penne è ormai ridotta all'osso con un solo medico in servizio. Non si riesce più a garantire la copertura dei turni per l'intera giornata, se non limitatamente a 12 ore.

Una situazione in netto contrasto con i requisiti previsti per un ospedale di base sede di Pronto Soccorso. Non è inoltre possibile affidare agli anestesisti, in assenza anche di uno specifico protocollo, né ai tecnici radiologi la responsabilità clinica di un esame. Al San Massimo di Penne mancano 5 radiologi per garantire la copertura minima dei turni.

È quindi del tutto inutile confidare nell'istituzione di questa UOSD se non è accompagnata da un piano concreto di rafforzamento stabile e duraturo del servizio. Non si può più accettare che un ospedale di base sede di Pronto Soccorso continui a operare con un solo medico radiologo in guardia attiva per 12 ore al giorno. Non è una questione formale, ma un problema di sicurezza e di tutela della salute, che incide direttamente anche sul numero delle prestazioni erogate.

I dati confermano il progressivo impoverimento del servizio. Le prestazioni di Radiologia, pari a 32.738 nel 2024, sono scese a 30.648 nel 2025. Parliamo di ben 2.090 prestazioni in meno in un solo anno. È ormai evidente, inoltre, lo stretto collegamento tra la situazione della Radiologia e la progressiva riduzione dell'attività ortopedica a vantaggio del presidio ospedaliero di Pescara. Tra il 2024 e il 2025 il reparto di Ortopedia ha registrato una diminuzione di 200 ricoveri, riconducibile anche alla disposizione, da noi a suo tempo contestata, che aveva imposto il blocco temporaneo dei ricoveri in elezione, ancora una volta con l'obiettivo di favorire i flussi del PS di Pescara.

Tuttavia, la Radiologia non è l'unico problema affrontato nell'interrogazione. La rete ospedaliera prevede per il San Massimo una UOC di Lungodegenza con una dotazione di ben 45 posti letto, ma questa struttura ad oggi non è ancora stata attivata e, nel frattempo, 20 dei 45 posti letto previsti sono stati trasferiti da tempo a Pescara. Ora l'atto aziendale prevede l'istituzione di una UOSD anche a Pescara, proprio sui 20 posti letto originariamente destinati a Penne. Si assiste così all'ennesimo depotenziamento del San Massimo, nel silenzio del Sindaco di Penne e dei consiglieri pescaresi di centrodestra.

Da anni chiediamo l'applicazione di quanto previsto dal DM 70/2015, con la nomina di due Direttori medici di presidio ospedaliero, uno per il presidio di Penne e uno per quello di Popoli. Nel corso del Consiglio Regionale, l'assessore Verì ha dichiarato testualmente:"Sia la deliberazione del 3 agosto 2026 a cui l'interrogazione fa riferimento, che l'ultima del 04/09/2026 dell'atto aziendale, prevedono una UOS di direzione medica nel presidio di Penne, presso il presidio ospedaliero di Penne, e una UOS di direzione medica nel presidio presso Popoli. In entrambe le deliberazioni viene rispettato quanto programmato dalla legge regionale". Tuttavia, nonostante le ripetute sollecitazioni rivolte negli anni alla Asl di Pescara affinché venissero individuati i responsabili sanitari di entrambi i presidi, la Asl ha proceduto a nominare un solo responsabile, senza specificare se la nomina riguardi Penne o Popoli. Una situazione in netto contrasto con quanto previsto, e non a caso, a seguito della nostra segnalazione, il Dipartimento Sanità della Regione, con nota del 29 settembre 2026, ha assicurato che la Asl di Pescara avrebbe pubblicato a breve un nuovo avviso. Sono già trascorsi altri 15 giorni e, ad oggi, ci risulta che niente sia stato fatto. È inaccettabile che la Asl di Pescara abbia previsto entrambe le strutture nell'atto aziendale e che, pochi giorno dopo la sua approvazione, abbia proceduto a nominare un solo responsabile, senza neppure specificare a quale dei due presidi ospedalieri fosse assegnato.

Permangono anche i problemi legati all'inagibilità dell'ospedale. Ricorderete come, per sottrarre il San Massimo alla competenza di vigilanza dei Vigili del Fuoco, i posti letto complessivi siano stati ridotti a 25. Tuttavia, al netto degli interventi sulla prevenzione antincendio, sulle vie di fuga e sulle porte di sicurezza, il mantenimento del tetto di 25 posti letto dimostrano che il problema della conformità non è stato ancora risolto. Tutto questo comporta costi aggiuntivi e disagi per i pazienti. La chiusura del tunnel costringe infatti le persone a uscire dall'edificio per raggiungere il blocco in cui vengono eseguiti gli esami diagnostici, il trasporto all'esterno dell'edificio è garantito da associazioni che, per questo servizio, ricevono 500 euro al giorno, per una spesa complessiva di circa 180.000 euro all'anno.

Restano inoltre irrisolti i problemi relativi ai locali della sterilizzazione. Un verbale redatto dai Carabinieri ha indotto la Asl, il 21 ottobre 2025, a dichiarare l'impossibilità di adeguare strutturalmente la centrale di sterilizzazione, che ha tuttavia continuato a svolgere regolarmente la propria funzione. Il servizio di sterilizzazione del San Massimo riceve, al termine di ogni turno, tutti gli strumenti chirurgici utilizzati nelle sale operatorie e nei reparti, provvedendo al loro lavaggio, confezionamento, sterilizzazione e riconsegna ai rispettivi servizi. Da quasi un anno quei locali non risultano a norma e, a oggi, non vi è traccia di interventi risolutivi per il loro adeguamento. Dalla delibera Asl n. 996 del 29 giugno 2026 abbiamo appreso che il servizio di sterilizzazione degli strumenti chirurgici di Penne è stato affidato all'ospedale di Pescara. Sono stati acquistati 90 kit di ferri, triplicando il numero di quelli già in dotazione a Penne, ed è stato previsto il servizio da e verso Pescara. L'intero servizio sarà fornito dalla ditta già affidataria dell'accordo quadro, per un costo complessivo di 711.000 euro, comprensivo del trasporto quotidiano degli strumenti. Risorse finanziare che potrebbero essere impiegate per rafforzare il presidio di Penne e risolvere le sue criticità strutturali, anziché essere destinate a sostenere costi derivanti da una situazione di precarietà che continua a penalizzare l'ospedale.

Non bastano le criticità già evidenziate. Dalle notizie riportate dalla stampa apprendiamo che il DayHospital della UOC di Medicina resterà chiuso per tutto il mese di ottobre a causa del pensionamento di un medico, un'ulteriore circostanza che aggrava la cronica carenza di internisti del presidio.

Di fronte a questo quadro, il Sindaco Petrucci, che il 5 giugno 2026, in occasione del Comitato dei sindaci chiamato ad approvare l'atto aziendale, aveva manifestato una timida astensione, esce politicamente sconfitto su tutta la linea. Ma a perdere, insieme a lui, sono soprattutto i cittadini dell'area vestina.

Dinanzi a una situazione così grave ci saremmo aspettati una presa di posizione netta e una protesta da parte del primo cittadino. Invece non abbiamo visto nulla, se non l'invito dei vertici della Asl a Penne per un incontro a porte chiuse, senza alcun confronto pubblico.

L'area vestina non può essere trattata come un territorio di serie B, i cittadini hanno diritto a servizi sanitari efficienti, soprattutto in un'area interna caratterizzata da difficoltà di collegamento e da una popolazione sempre più anziana. Per queste ragioni continueremo a chiedere all'Assessore regionale alla Sanità e ai vertici della ASL di Pescara di fermare ogni ulteriore depotenziamento del San Massimo e di aprire finalmente una fase di rilancio dell'ospedale di Penne".



Il Vice Presidente del Consiglio Regionale

Antonio Blasioli

La Segreteria del Circolo Pd di Penne

Margherita D'Agostino

La Segretaria del Circolo Pd di Loreto Aprutino

Antonella Di Martile

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