SULMONA - "La recente sentenza del TAR che ha condannato il Comune di Sulmona per aver negato l'accesso agli atti per fini difensivi richiesto dall'avvocato Fracassi è la fotografia nitida di un sistema politico/amministrativo che fa acqua da tutte le parti e che calpesta la trasparenza ed il buon andamento della pubblica amministrazione.Noi di Direzione Sulmona non possiamo assistere in silenzio a questo modo di gestire la cosa pubblica, soprattutto in un momento in cui i debiti fuori bilancio dell’Ente sono diventati una zavorra tale da togliere spazio e ossigeno persino alle interrogazioni, che il presidente del consiglio Di Rocco avrebbe dovuto comunque calendarizzare come da regolamento.
La gravità di quanto accaduto sta nei fatti, ma soprattutto nelle responsabilità. Il TAR ha letteralmente demolito le motivazioni alla base del provvedimento — che aveva liquidato l'istanza di accesso agli atti come generica e priva di interesse — giudicandole del tutto erronee, palesemente illogiche e illegittime di fronte alle evidenti esigenze difensive della richiedente. Per questo, la vera questione oggi non è correre - addirittura con convocazione di seduta separata e senza seconda convocazione fuori da quanto previsto dal regolamento- ad approvare d'urgenza il debito fuori bilancio per evitare altri costi. La vera questione è la responsabilità erariale di chi ha firmato un provvedimento di diniego spregiudicatamente infondato.
A questo si aggiunge un'anomalia procedurale inquietante riguardante una proposta di delibera che non segue l'iter riservato ad altri provvedimenti analoghi per tipo e materia. Ci chiediamo cosa si volesse nascondere dietro questa totale opacità, un quadro ulteriormente aggravato dal comportamento di quelle opposizioni che, a parole, si dicono alternative alla maggioranza, ma nei fatti si dimostrano totalmente compiacenti. Con la loro assenza o silenziosa presenza e la condiscendenza, stanno legittimando questo modo di procedere e di organizzare i lavori dell'assise civica. Chi tollera prassi fuori dal canoni del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale pur di non disturbare il manovratore dispone di cose non sue ed è complice del declino politico di questa città.
La beffa per i cittadini rischia ora di diventare ancora più pesante. Non solo l'Ente è stato condannato a pagare le spese di lite, ma il danno alle casse pubbliche rischia di aumentare a causa delle ultime, incredibili scelte dell'amministrazione guidata dal Sindaco Luca Tirabassi. Invece di eseguire l'ordine del TAR, l'ente si è trincerato su una supposta inesistenza della documentazione richiesta e su espresso mandato della Giunta Tirabassi si è proposta opposizione al giudizio di ottemperanza promosso dal responsabile dell’avvocatura civica per ottenere l'adempimento forzato alla sentenza del TAR.
Non si può scherzare con i soldi dei cittadini, con i diritti delle persone e la cosa pubblica. Chiediamo quindi che il Sindaco Luca Tirabassi, l'assessore al personale Mauro Tirabassi e la Commissione consiliare di controllo avviino immediatamente un’indagine interna e deferiscano i responsabili presso i competenti organi disciplinari per aver trascinato l'ente in un contenzioso evitabile, inutilmente dispendioso e dall'esito prevedibile ed averne compromesso la reputazione disponendo arbitrariamente di un veto che il TAR ha certificato mal posto. Pretendiamo che i responsabili paghino di tasca propria, ristorando le casse dell'ente da questo esborso per un assurdo accanimento giudiziario a spese della collettività".
Elisabetta Bianchi per Direzione Sulmona
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