Il presidente ha sottolineato la necessità di trasformare appuntamenti di questa portata in occasioni di crescita capaci di andare oltre la singola manifestazione. "I grandi eventi non devono essere un episodio o l’occasione di una giornata, ma il momento conclusivo di un percorso", ha spiegato, richiamando le infrastrutture realizzate negli ultimi anni attorno alle principali iniziative sportive e il lavoro svolto per valorizzare appuntamenti identitari come la Perdonanza Celestiniana.
Marsilio ha dedicato particolare attenzione anche al cinema e all’audiovisivo, ricordando il lavoro della Film Commission e l’arrivo in Abruzzo di diverse produzioni, anche internazionali. L’obiettivo è consolidare una filiera capace di lasciare competenze e professionalità e di generare ricadute che proseguano dopo la conclusione delle riprese.
La stessa impostazione riguarda L’Aquila Capitale italiana della Cultura: fare dei grandi appuntamenti non un fine, ma uno strumento per rafforzare l’attrattività della città, creare occasioni economiche e professionali e offrire soprattutto ai giovani nuove ragioni per costruire il proprio futuro in Abruzzo.
"Ringrazio la Rai per aver scelto L’Aquila – ha aggiunto Marsilio –. Il Prix Italia permette a professionisti provenienti da Paesi diversi di conoscere una città che ha saputo ricostruire e rinnovarsi e una regione che continua a guardare avanti".
Ed è proprio alla capacità di andare avanti che Marsilio ha dedicato la conclusione del suo intervento. Invitato da Emma D’Aquino a scegliere una parola per raccontare l’Abruzzo agli ospiti internazionali, il presidente ha indicato Jem’annanzi, “andiamo avanti”: espressione della tenacia degli abruzzesi, capaci di affrontare sofferenze e difficoltà e di rialzarsi ogni volta.
Jem’annanzi diventa così la sintesi di un Abruzzo che fa della propria identità e della capacità di rinascita la spinta per costruire il futuro".




Nessun commento:
Posta un commento