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martedì 8 settembre 2026

PESCOCOSTANZO LANCIA IL MANIFESTO PER LE AREE INTERNE: «SERVONO UNA STRATEGIA UNITARIA E RISORSE STABILI»

 

PESCOCOSTANZO - "Il documento elaborato dal sindaco Pasquale Del Cimmuto e presentato agli Stati Generali del Lavoro richiama Governo, Regione e istituzioni locali alle proprie responsabilità: «Ai giovani devono essere garantite opportunità concrete per restare».Superare la frammentazione degli interventi, garantire servizi essenziali e infrastrutture adeguate, creare nuove opportunità di lavoro e restituire ai giovani il diritto di scegliere se restare nei propri territori. Sono questi i punti centrali del “Manifesto per le Aree Interne”, elaborato dal sindaco di Pescocostanzo Pasquale Del Cimmuto e presentato nei giorni scorsi nel corso della prima edizione degli Stati Generali del Lavoro.L’iniziativa, promossa dal Comune di Pescocostanzo insieme alla Regione Abruzzo e alla Provincia dell’Aquila, ha riunito rappresentanti del Governo, delle istituzioni, delle imprese, del sindacato e del mondo dell’innovazione. Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, il portavoce del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il presidente della provincia dell’Aquila Angelo Caruso, l'ex segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni e Francesco Caio, presidente di Calo Digital Partners ed ex amministratore delegato di Poste Italiane.

Sono intervenuti anche il presidente di Contrasporto e vicepresidente di Confcommercio-Imprese per l'Italia Pasquale Russo e il direttore generale di Casartigiani nazionale Pier Paolo De Angelis. A moderare il confronto è stata Lina Lucci, che ha curato l'organizzazione dell'appuntamento.

Il Manifesto nasce dalla volontà di trasformare l’appuntamento di Pescocostanzo nell’avvio di un confronto stabile e duraturo sulle condizioni economiche e sociali delle comunità montane. Un percorso che dovrà andare oltre il singolo evento per coinvolgere le autorità nazionali, regionali e provinciali nella costruzione di una politica organica per le aree interne.



«Non possiamo continuare a considerare i territori montani soltanto come luoghi marginali o svantaggiati – afferma il sindaco Pasquale Del Cimmuto –. Le aree interne custodiscono un patrimonio naturale, sociale, culturale e produttivo straordinario e possono diventare autentici laboratori di sostenibilità e innovazione. Perché questo accada, però, è necessario abbandonare la logica degli interventi isolati e costruire una strategia unitaria, capace di mettere in rete i Comuni e di garantire servizi, infrastrutture e opportunità di lavoro».

Il documento richiama le principali criticità che interessano i piccoli centri: lo spopolamento giovanile, i redditi mediamente più bassi, la carenza di servizi sanitari, la desertificazione bancaria, il divario digitale, la debolezza dei servizi per l’infanzia e le difficoltà organizzative delle amministrazioni locali, chiamate oggi ad affrontare anche la sfida dell’intelligenza artificiale.

Una parte significativa del Manifesto è dedicata alle modalità di assegnazione e utilizzo dei fondi strutturali. Secondo il documento, negli ultimi anni la moltiplicazione di bandi e finanziamenti non è stata accompagnata da una visione complessiva dello sviluppo. Il risultato è stato spesso quello di realizzare interventi scollegati tra loro, incapaci di produrre effetti duraturi sulle dinamiche demografiche, economiche e occupazionali.

«Le risorse pubbliche non possono essere utilizzate per interventi volatili o privi di collegamento – sottolinea Del Cimmuto –. Occorre una programmazione di ampio respiro che consenta di colmare il divario infrastrutturale, migliorare i trasporti, rafforzare la sanità territoriale, garantire una connessione digitale stabile e sostenere concretamente le famiglie e le imprese».

Il Manifesto propone inoltre la realizzazione di reti tra Comuni contigui appartenenti a bacini sociali ed economici omogenei. In questa prospettiva, le Green Communities possono diventare uno strumento operativo per valorizzare il capitale naturale, sociale e culturale e costruire un modello di sviluppo più equo e integrato.

Al centro del documento resta soprattutto la questione giovanile. Secondo i dati richiamati nel Manifesto, tra il 2019 e il 2026 circa 18.090 giovani abruzzesi di età compresa tra i 18 e i 35 anni hanno lasciato la regione. Un fenomeno che rischia di impoverire ulteriormente le comunità dell’entroterra e di comprometterne il futuro.

«Ai giovani non possiamo chiedere soltanto attaccamento alle proprie radici o spirito di sacrificio – prosegue il sindaco –. Dobbiamo offrire loro condizioni concrete per costruire una vita, una famiglia e un percorso professionale nei territori nei quali sono nati. Restare non deve rappresentare una rinuncia, ma una scelta libera, sostenuta da diritti, servizi e opportunità».

Da Pescocostanzo parte quindi un appello rivolto al Governo, alla Regione, alle Province e a tutte le istituzioni competenti affinché le amministrazioni locali, comprese quelle più piccole, siano coinvolte direttamente nelle decisioni e nella distribuzione delle risorse.

«Questo Manifesto non rappresenta un punto di arrivo – conclude Del Cimmuto – ma l’inizio di un percorso. Pescocostanzo vuole contribuire a costruire una nuova visione delle aree interne, fondata sul lavoro, sulla partecipazione e sulla qualità della vita. Il futuro di questi territori riguarda l’intero Paese e non può più essere rinviato».

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