È il frutto di un lavoro iniziato a marzo: oltre 800 ore di monitoraggio e circa 300 chilometri percorsi a piedi dai volontari, ogni giorno e più volte al giorno, per controllare la Riserva e proteggere le specie presenti. È grazie a questa presenza costante che il nido è stato individuato e messo in sicurezza fin dal primo giorno.
Per quasi due settimane poi oltre 40 volontarie e volontari hanno poi garantito il presidio H24, affrontando notti, vento, pioggia e difficoltà logistiche in un'area senza strade di accesso.
A loro va il nostro grazie più grande.
Questo è lo spirito del volontariato: sacrificare tempo, energie e comodità per qualcosa di più fragile di noi, senza chiedere nulla in cambio.
Dal ritrovamento del nido, oltre 5.000 persone sono venute alla Riserva per incontrare i volontari e seguire le nascite. Migliaia di altre hanno seguito dirette, fotografie e video da luglio ad agosto, contribuendo a portare questa storia a oltre due milioni di persone sui social.
Un'attenzione che dimostra quanto sia importante difendere questo territorio.
LA TARTARUGA HA SCELTO UNA COSTA ANCORA NATURALE
Dobbiamo ringraziare anche la spiaggia e le colline del Borsacchio, uno dei rarissimi tratti della costa dove esiste ancora un'area significativamente libera dall'urbanizzazione e dall'illuminazione notturna.
La natura non conosce i confini delle nostre mappe.
Spiaggia, mare e colline costituiscono un unico sistema naturale. Per questo difendere la costa significa anche difendere l'area collinare della Riserva: senza quelle colline ancora prive di urbanizzazione e senza quel buio naturale, questo equilibrio sarebbe diverso.
Quella stessa area ospita fratini, corrieri piccoli, gigli di mare e molte altre specie protette. Il nido di Caretta caretta è quindi anche una conferma del valore di un ecosistema che merita di essere preservato nella sua interezza.
Quello che milioni di persone hanno visto in questi giorni è soltanto la parte più visibile di un lavoro quotidiano e silenzioso.
Non possiamo salvare il mondo, ma possiamo prenderci cura del piccolo tesoro che abbiamo dietro casa.
Se ogni comunità facesse lo stesso con il proprio territorio, il pianeta sarebbe un luogo diverso.
Le Guide del Borsacchio ringraziano il Centro Studi Cetacei, tutte le volontarie e i volontari, le migliaia di persone che sono venute a conoscere il nido e tutti coloro che lo hanno seguito e condiviso.
Buon viaggio verso il mare.
Noi continueremo a camminare nella Riserva.
Per chi non può difendersi.
Per la natura.
Per il bene comune".
Marco Borgatti Presidente Guide del Borsacchio APS






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