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giovedì 16 luglio 2026

SANITÀ PUBBLICA E AREE INTERNE: "MANCA IL MEDICO DELL’EMERGENZA/URGENZA IN ALTO SANGRO"

L'AQUILA - "Il territorio dell’Alto Sangro, ancora una volta ed in piena stagione estiva, si trova senza il medico del 118. E ciò, nonostante le rassicurazioni e gli impegni assunti nei numerosi incontri istituzionali, e poi disattesi per l’ennesima volta. Questa grave criticità, che ormai si protrae da anni, compromette il diritto alla salute di tutti i cittadini e le cittadine, siano essi residenti nei comuni del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e/o turisti e turiste. Infatti, la carenza di personale sanitario e la conseguente demedicalizzazione dell’ambulanza del 118 accentuano l’isolamento dei comuni delle nostre aree interne, visto che le postazioni del 118, in molti comuni montani, rappresentano l’unico presidio sanitario dell’emergenza/urgenza, che, invece, avrebbe dovuto essere rafforzato. Ancora una volta, quindi, cittadine e cittadine, turiste e turisti dell’Alto Sangro si trovano deprivati dei servizi sanitari essenziali, con sentimenti diffusi di sconcerto, rabbia e precarietà, in un territorio che, al contrario di quanto accade, proprio per le sue caratteristiche, avrebbe bisogno di attenzioni e di una capacità di programmazione ad hoc. Infatti, la Valle dell’Alto Sangro, per le sue bellezze naturalistiche e paesaggistiche, è una meta turistica che vede una presenza complessiva giornaliera, nel mese di agosto, che conta dalle 60.000 alle 80.000 persone (solo nel comune di Pescasseroli, si contano, in agosto, tra le 15.000 e le 20.000 presenze giornaliere).


Ciò posto, si evidenzia che il Sistema di emergenza 118, sulla carta, dovrebbe essere una struttura ad elevata complessità gestionale del Sistema Sanitario Nazionale, con un organico costituito da medici, infermieri e soccorritori, in postazioni che dovrebbero essere distribuite strategicamente per garantire interventi equi ed omogenei su tutto il territorio regionale. Ma solo sulla carta, purtroppo. Tanto più se consideriamo che, sempre sulla carta, da DGR n. 589 del 18 settembre 2023, che ha approvato il documento “Sistema di Emergenza 118 – Nuovo assetto delle postazioni territoriali”, per individuare le postazioni del 118, dovrebbe tenersi conto di fattori specifici tra i quali lo stato delle vie di comunicazione e vincoli orografici, i tempi di percorrenza per l’arrivo sul target e relativa ospedalizzazione del paziente, la distribuzione dei presidi ospedalieri con Dea o Pronto Soccorso, i flussi turistici stagionali. Quindi, nell’Alto Sangro, dovrebbe essere operativa l’autoambulanza medicalizzata. Anzi, il sistema di emergenza/urgenza del 118 nell’Alto Sangro dovrebbe essere potenziato per garantire un intervento certo, pronto ed efficace in caso di emergenza/urgenza, anche in considerazione della morfologia del territorio, che, come anticipato, accentua la distanza tra i presidi ospedalieri muniti dei servizi di pronto soccorso, della distribuzione dei presidi ospedalieri con Dea o Pronto Soccorso più vicini, e, in ultimo, dei flussi turistici stagionali. Invero, nell’assetto delle postazioni territoriali del 2023, Pescasseroli era destinataria di un mezzo di soccorso avanzato (una vera e propria unità di terapia intensiva mobile) nelle ore diurne, e per le ore notturne di un mezzo di soccorso avanzato di base. Eppure, per l’ennesima volta, nel periodo di maggiore affluenza turistica, un’intera comunità viene mortificata dall’incapacità di trovare soluzioni adeguate al territorio di cui quella stessa comunità è parte integrante. Ciò vale a maggior ragione se si considera che l’Alto Sangro, oggi, non ha nemmeno il servizio di guardia medica turistica. Da ormai quasi due anni l’ambulanza è priva del medico, con un conseguente declassamento, nei fatti, del sistema del 118 in un mezzo di soccorso di base finalizzato ad interventi per pazienti non critici. E non vorremmo, perciò, che nella pratica che ormai si protrae da anni, soprattutto a causa della carenza di personale infermieristico e medico, si riducesse inspiegabilmente e drasticamente il servizio dedicato alla salute delle persone, istituzionalizzando una modalità di intervento non adeguato alle reali esigenze della collettività. Questa situazione si trascina da troppo tempo, esponendo la popolazione residente e i turisti e le turiste a rischi altissimi in caso di eventi gravi, soprattutto nel mese di agosto, quando si fruisce in massa delle ferie estive e nell’Alto Sangro si ha la massima affluenza turistica. Questa situazione è, pertanto, insostenibile, assumendo, in questo periodo dell’anno, i caratteri di una vera e propria emergenza che impone provvedimenti altrettanto urgenti per garantire prestazioni omogenee, sicure e continue su tutto il territorio della Provincia dell’Aquila, e cioè anche in aree, come quelle dell’Alto Sangro, molto distanti dal primo presidio ospedaliero utile.

Il diritto alla salute attraverso il ripristino strutturato e permanente delle prestazioni mediche e sanitarie che garantiscono l’accesso alle cure in continuità ed in emergenza è una priorità vitale per la popolazione e per i turisti e le turiste dell’Alto Sangro. Per questa ragione, il giorno 19 luglio p.v., in occasione della campagna di raccolta firme avviata dalla CGIL per il diritto alla salute e al lavoro, che avrà inizio alle ore 09.00, a Piazza Sant’Antonio, si terrà un focus, nella stessa giornata, alle ore 10.30, sulla sanità negata in Alto Sangro. Invitiamo, pertanto, le cittadine e i cittadini a partecipare numerosi e a prendere la parola ricostruendo dal basso una rivendicazione collettiva".




Il Segretario CGIL L’Aquila

Francesco Marrelli


Comitato Cittadini e Territorio Ponte del Giovenco

Silvano Di Pirro


Osservatorio Sanità in Alto Sangro

Erminio Colantoni


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