CHIETI - "Ultimo incontro di Omnia Artis, progetto culturale ideato da ArteMind, con Direzione scientifica di Angela Rossi, sabato 23 maggio alle ore 10.00 presso il Museo Barbella con il Patrocinio del Comune di Chieti. Saranno di scena i simboli della colpa, del destino, della follia, del sacrificio nella tragedia greca e nelle rappresentazioni visive artistiche. Edipo, Antigone, Medea, Alcesti saranno i protagonisti della conferenza spettacolo di Angela Rossi con la partecipazione di Andreacola Angelina, Capacchione Sabino, Ciampi Luigi, D’Andreagiovanni Federica, Marcucci Roberta, Nardis Maria Luisa, Palomba Carmela, Roscigno Annalisa, Torii Mariacristina, Allievi della Scuola di Recitazione del Teatro Marrucino di Chieti con la regia di Giuliana Antenucci.Lo spazio artistico, curato dal noto critico d’arte Massimo Paqualone, sarà vivacizzato dalla presentazione del libro Quel tempo in più che ci è dato, friflessioni per un’anzianità attiva, Edizioni Sigraf 2026 di Maria Pia Vittorini Mannetti, prefazione di Massimo Pasqualone e dalla inaugurazione della Mostra di Cesare Borsa, dal 23 al 29 maggio 2026. Modera l’incontro Orietta Spera
L’evento è inserito nel Maggio Teatino. L’Ingresso è libero
Cesare Borsa è stato un celebre pittore della Marsica. Nella sua piena maturità concepisce un’opera monumentale: i Misteri del Rosario, pensata “come gli affreschi nelle cattedrali medioevali” per parlare a tutti, anche a chi non conosce il Vangelo. La malattia e la morte dell’artista interrompono il progetto. Riesce a realizzare solo i cinque misteri dolorosi: Orazione nell’orto, Flagellazione, Coronazione di spine, Salita al Calvario, Crocifissione. Ma quei 5 quadri bastano per segnare un’epoca. La peculiarità delle tele: i personaggi compaiono, salvo poche eccezioni, privi dei tratti distintivi del volto. Non è mancanza. È scelta. Borsa toglie l’identità individuale per dare spazio al dolore universale. Cristo, Maria, i soldati: sono tutti noi. E’ la Passione che diventa evento. Dà corpo al sacro con la materia. È pittura evangelica nel senso etimologico: buona notizia, che arriva diretta, senza mediazioni. La genialità di Borsa sta qui: i personaggi compaiono, salvo poche eccezioni, privi dei tratti distintivi del volto. Non è incompiuto. È teologia con il pennello. Togliendo i volti, Borsa toglie l’aneddoto e lascia l’archetipo. È pittura che non rappresenta, ma incarna.
Tappe principali delle sue mostre sono state i centri della Marsica, raggiungendo il successo internazionale. L'Aquila, Roma, Venezia, Ferrara, Terni, Novara, Milano, Francoforte, Maiz, Madrid sono solo alcune delle città, dove ha esposto le sue opere. La stampa poi se ne è occupata sempre con particolare rilievo: da il Tempo a il Messaggero, Il Giornale d'Italia, Il Mattino, Momento-Sera, Paese-Sera, Il Resto del Carlino, La Sicilia, Il Gazzettino, Espresso-Sera, Il Popolo, L'Avanti, La Notte, Realtà Politica, L'Eco della Critica ecc. ecc.; e all'estero Allgemein Zeitug, D'Ars Argency, Lytyerses, Nuevo Diario, Splendor, Revue Moderne. Anche la Radiotelevisione italiana ha parlato di Cesare Borsa in più di una occasione: la RAI, nel programma nazionale (in Lettere sul pentagramma e nella Rubrica per gli emigrati) e in vari gazzettini regionali (Radio Abruzzo, Radio Venezia, Radio Sicilia, Radio Lazio, Radio Emilia Romagna); la Televisione in Cronache italiane e nel Telegiornale, sempre con ampi servizi, in cui si è messo giustamente in risalto la singolarità di questo personale e apprezzato pittore".
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