Due monumenti sorgono lungo il tracciato che ricalca l’antica Claudia-Valeria e appartengono ad una necropoli di età imperiale. Si tratta di mausolei a torre di derivazione ellenistica, una tipologia diffusa nella Sabina e nell’Abruzzo sud-occidentale, documentata anche ad Alba Fucens, in altri punti dell’antica Corfinium e a San Benedetto dei Marsi.
In origine queste strutture funerarie dovevano apparire maestose e riccamente decorate. Nel corso dei secoli, tuttavia, le spoliazioni avvenute dalla caduta dell’Impero Romano fino al Medioevo, spesso legate alla costruzione degli incastellamenti e di nuovi edifici in pietra, hanno progressivamente privato i mausolei dei loro rivestimenti ornamentali.
Oggi resta visibile il nucleo cementizio originario, realizzato con scaglie e brecce di medie e grandi dimensioni, disposte con maggiore regolarità nella parte inferiore delle strutture. In alcuni punti è ancora possibile osservare le impronte lasciate dalle antiche lastre di rivestimento, segni tangibili di una monumentalità perduta ma ancora profondamente evocativa.
Con il nuovo sistema di illuminazione, questi monumenti non sono più invisibili: possono essere ammirati di giorno, ma soprattutto di notte, quando la luce ne esalta il fascino, il valore storico e la presenza scenografica nel paesaggio.
Determinante per la realizzazione dell’intervento è stato il contributo di Etex S.p.A., che ha finanziato il progetto di illuminazione monumentale. L’Amministrazione Comunale desidera esprimere un sentito ringraziamento all’azienda mecenate per la sensibilità dimostrata verso la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale.
«Accendere questi mausolei significa accendere la storia di Corfinio e dell’Italia antica. È un gesto di valorizzazione culturale, identitaria e territoriale che restituisce visibilità a luoghi straordinari troppo a lungo rimasti nell’ombra».
L’intervento rappresenta un ulteriore passo nel percorso di promozione di Corfinio, città simbolo della Cultura Italica e custode di un patrimonio storico-archeologico unico".
L’Amministrazione comunale
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