“Parliamo di numeri che raccontano il fallimento di un modello che continua a concepire il carcere soltanto come contenimento e non come reale percorso di recupero e reinserimento sociale. Anche i dati sulla recidiva dimostrano quanto siano fondamentali formazione e inclusione lavorativa: secondo i dati richiamati da Antigone, il tasso di recidiva può superare il 68%, ma cala drasticamente per chi accede a percorsi educativi e professionali”.
“Quasi due mesi fa come cittadini siamo stati chiamati a rispondere ad un quesito referendario sui temi della giustizia. Si è parlato tanto di stato di diritto in ordine alla separazione delle carriere, ma un vero stato di diritto è quello in cui ci sono le possibilità concrete di rieducazione del condannato. Investire sulle REMS, sulle carceri e sui percorsi alternativi alla detenzione significa aiutare chi ha sbagliato a comprendere l’errore e non ripeterlo, così da comportarsi in conformità ai valori costituzionali e dell’ordinamento”.
“Da tempo denunciamo come le carceri abruzzesi siano diventate il simbolo di una crisi strutturale che lo Stato continua ad affrontare soltanto in termini emergenziali. Già nel gennaio 2025 avevamo chiesto visite ispettive, investimenti straordinari e un piano regionale e nazionale per affrontare sovraffollamento, degrado delle strutture e carenza di personale. Oggi quella richiesta è ancora più urgente. I recenti episodi avvenuti presso l’Istituto Penale per i Minorenni dell’Aquila, con tensioni, criticità organizzative e situazioni che hanno riportato al centro il tema della gestione del disagio giovanile nelle strutture detentive, dimostrano quanto il sistema sia vicino al collasso anche nei contesti che dovrebbero avere una funzione educativa e di recupero ancora più forte. Le carceri non possono essere luoghi di abbandono sociale. La detenzione, come stabilisce la Costituzione, deve avere una funzione rieducativa. Ma senza investimenti, personale adeguato, supporto psicologico, formazione e percorsi di reinserimento, si rischia soltanto di alimentare marginalità, disagio e recidiva”.
“L’Abruzzo continua a registrare criticità pesantissime nelle case circondariali di Pescara, Teramo, Sulmona e Lanciano. Servono interventi immediati da parte del Governo e della Regione, a partire dal potenziamento degli organici della polizia penitenziaria e degli operatori socio-sanitari, dal miglioramento delle condizioni strutturali e dalla costruzione di percorsi concreti di inclusione sociale e lavorativa”.
“Il grado di civiltà di un Paese si misura da come tratta chi vive una condizione di detenzione. Continuare a ignorare questa emergenza significa voltarsi dall’altra parte davanti a una profonda crisi democratica e sociale”.
http://www.centroabruzzonews.com/2011/01/sulmona-presentata-la-biografia-di.html
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