La Vicepresidente esprime un convinto e pieno sostegno alle proposte avanzate da Massimo Di Paolo, rappresentante dell’associazione “Dialoghi in Corso”, sottolineando come la repressione da sola non sia sufficiente a risolvere le criticità del territorio.
“Condivido in pieno la visione di Massimo Di Paolo – ha spiegato Marianna Scoccia –. La sicurezza si costruisce partendo dalla prevenzione e da una rete solida che veda il coinvolgimento diretto dei cittadini. Non possiamo limitarci a gestire l'emergenza: serve un ruolo attivo delle scuole, dei percorsi di formazione e di inclusione sociale. È necessario che realtà fondamentali come la Croce Rossa e le altre associazioni di servizi siano integrate in un sistema di presidio educativo e sociale”.
Secondo la Vicepresidente, il cambiamento passa per un nuovo modello di gestione: “Insieme alla sorveglianza, serve il buon senso e una rete di protezione civile e sociale. Il mio impegno, come rappresentante di questo territorio, è quello di lavorare affinché questo Protocollo sia supportato da progetti di inclusione che partano dai giovani e dalle famiglie, garantendo una città sicura e vivibile per tutta la comunità della Valle Peligna”.
Nessun commento:
Posta un commento