SULMONA - "La presentazione del protocollo d’intesa sulla sicurezza urbana avvenuta a palazzo San Francesco riporta al centro un tema che non può essere affrontato con semplificazioni. Eppure, ancora una volta, abbiamo assistito, da parte dell’amministrazione Tirabassi, a una rappresentazione della realtà che rischia di semplificare problemi che la città vive ogni giorno in modo ben più complesso. Va detto con assoluta chiarezza: il protocollo presentato è il risultato del lavoro della Prefettura. L’amministrazione comunale non solo non ne è stata protagonista, ma è apparsa del tutto assente nella sua costruzione, limitandosi oggi a rivendicare meriti che non le appartengono. La sicurezza è un tema serio. Non può essere affrontato con formule di circostanza o comunicazioni auto celebrative. Servono ascolto, confronto e capacità di entrare nel merito delle criticità. Proprio per questo riteniamo significativo quanto accaduto: gli esercenti presenti hanno portato osservazioni e proposte concrete, ma il confronto non ha trovato uno spazio adeguato. Anche l’uscita anticipata dall’aula della vicepresidente del Consiglio Regionale, Marianna Scoccia, va in una direzione che contrasta con l’idea di una “rete condivisa” e di un percorso realmente partecipato. Non si può costruire sicurezza senza ascoltare chi, ogni giorno, vive e affronta i problemi del territorio. Allo stesso tempo, riteniamo sbagliato ridurre tutto a un giudizio indistinto sulla movida. Non tutti sono uguali: molti esercenti collaborano da tempo con le forze dell’ordine e le istituzioni, altri no. Questa differenza va riconosciuta. Oggi, invece, emerge un approccio sbilanciato: da un lato protocolli e dichiarazioni, dall’altro la percezione diffusa tra gli operatori di essere stati spesso lasciati soli. Per questo proponiamo un cambio di metodo: la sicurezza urbana va affrontata in modo mirato, concentrando l’attenzione sulle aree più sensibili della città e rafforzando lì la presenza delle forze dell’ordine in modo costante ed efficace. Perché la sicurezza non si costruisce con gli annunci, ma con presenza, scelte chiare e capacità di distinguere le responsabilità. Diversamente, ogni protocollo rischia di restare un atto formale, lontano dalla realtà. In questo senso, riteniamo che lo strumento presentato debba essere ulteriormente rafforzato e reso più aderente alle esigenze concrete del territorio. Per questo chiediamo la convocazione immediata delle commissioni consiliari competenti. Non è più rinviabile un confronto vero che coinvolga tutti i soggetti interessati e affronti nel merito le criticità emerse. Senza questo passaggio, ogni impegno rischia di restare solo sulla carta. Come minoranza consiliare continueremo a sostenere ogni iniziativa utile alla sicurezza urbana, ma non smetteremo di denunciare la distanza tra la narrazione dell’amministrazione e la realtà vissuta dalla città".
La minoranza di Palazzo San Francesco
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