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venerdì 24 aprile 2026

FESTA DELLA LIBERAZIONE 2026 TERAMO. INTERVENTO CONCLUSIVO DI ANTONIO FRANCHI PRESIDENTE A.N.P.I.

TERAMO - "Sarebbe delittuoso se non facessi riferimento a quello che sta accadendo nel mondo. Viviamo un momento storico di una gravità inaudita, contrassegnato dalle guerre e dall'aumento smisurato delle disuguaglianze sociali. La terza guerra mondiale non è sembrata mai così vicina. A Gaza, dopo il genocidio operato da Netanyahu è arrivata la tregua; ma si muore ancora perché la pace è ancora lontana. L'aggressione russa in Ucraina continua con il suo bagaglio di morti e distruzioni. Sono attivi i conflitti in Libano, in Siria, in Etiopia, Sudan, Afghanistan, in Venezuela ed in Iran. Siamo in un mondo in cui la politica non conta più niente. Le regole, i trattati internazionali non hanno alcun valore. Sono carta straccia. A comandare, a decidere è la Forza. Su questi fatti è intervenuto Papa Leone con parole che sono rimaste scolpite nell'animo nostro: "Chi ha il potere di scatenare guerre scelga la Pace. Non una pace perseguita con la forza, ma con il dialogo; non con la volontà di dominare l'altro, ma di incontrarlo". Puntualmente sono arrivati gli insulti di Trump. Lo scenario che abbiamo oggi di fronte è questo: da una parte l'autorevolezza, la saggezza papale e dall'altra il delirio di un uomo che non ammette il dissenso, che tratta gli alleati da servi. E' questa un'epoca in cui milioni di esseri umani muoiono di fame. La ricchezza si è concentrata nelle mani di pochi. Il 10% della popolazione possiede il 50% della ricchezza mondiale. In Italia ci sono 5 milioni di poveri. Nel passato era povero il disoccupato, oggi è povero pure chi lavora. I prezzi dei beni di prima necessità e dei prodotti energetici sono arrivati alle stelle. A pagare il prezzo più alto sono i ceti meno abbienti e soprattutto le nuove generazioni. In questo contesto celebriamo la Festa della nostra Liberazione dal nazifascismo. Il 25 Aprile è la festa di tutti gli italiani. E' il trionfo della democrazia sulla dittatura. Una festa in difesa di ciò che abbiamo di più caro: la libertà. E' l'occasione per ribadire i valori della Pace, della Democrazia, del Lavoro, e dei Diritti. A questo punto domando: "Quanti conoscono il ruolo e il contributo dato da Teramo per abbattere il nazifascismo? A Teramo e provincia lo spirito di rivolta non si era mai spento, mai sopito. Gli antifascisti avevano subito le angherie e i soprusi del regime. Molti avevano conosciuto il carcere e il confino. Dopo l'otto settembre, organizzarono la Resistenza che presto dilagò in lotta di popolo. Scelsero una zona impervia, difficile da raggiungere. Al Ceppo (TE) accorsero oltre milleseicento giovani comandati dal Capitano dei Carabinieri Ettore Bianco. Era il 25 Settembre 1943. Pensate! Bosco Martese rappresentò il primo scontro in campo aperto tra i Partigiani e i nazifascisti, la battaglia fu cruenta e durò a lungo. I signori della guerra dovettero indietreggiare dopo aver lasciato sul campo più di cinquanta morti. Il loro comandante Hartmann, il carnefice dei ragazzi dell'avamposto partigiano del molino de Jacobis, fu catturato e giustiziato. Sulle nostre montagne è stata scritta una delle pagine più belle della Resistenza italiana. Erano giovani di diverso orientamento politico, di diverse fedi religiose, di diverse nazionalità. Tutti animati dallo stesso desiderio: la riconquista della democrazia e della Libertà.


Noi teramani abbiamo pagato un prezzo altissimo per sconfiggere il nazifascismo. Il ventisei settembre i nazisti fucilarono i carabinieri di Valle Castellana, colpevoli di essersi schierati con i partigiani. All'alba del ventisette settembre circondarono la casa di Mario Capuani. Lo arrestarono e lo condussero al bosco, nel luogo della battaglia. Lo sottoposero a interrogatorio. Capuani si comportò da eroe e da grande italiano. Lo assassinarono con un colpo alla nuca. Il tredici dicembre cadeva con le armi in pugno a Montorio Ercole V. Orsini, la mente politica della Resistenza teramana. E poi, i martiri di Cartecchio e gli eroi di Pietralta. I ragazzi della caserma Rossi: l'ultima nefandezza dei nazisti ormai in fuga. Infine Alberto Pepe e Renato Molinari. Oggi c'è gente che ha l'ardire e l'improntitudine di voler cancellare la storia (Ventotene ne è l'esempio). Il tentativo è quello di voler equiparare Salò e la Resistenza. Per carità, i morti sono tutti uguali e a ciascuno va la pietà cristiana. Sia chiaro, però. C'era chi stava dalla parte giusta e chi dalla parte sbagliata. Chi lottava per riconquistare la democrazia e la libertà e chi invece teneva bordone ai nazifascisti che attraverso la persecuzione degli avversari politici, le leggi razziali e i campi di concentramento avevano seminato terrore e morte non soltanto in Italia ma in tutta Europa.


Oggi la Resistenza vive nella Costituzione repubblicana che è la fonte delle leggi alla quale ciascun cittadino deve informare la sua condotta. In essa ci sono le intuizioni di Mazzini, i propositi di Cavour, le grandi idealità di Cesare Beccaria. Amate la costituzione è stato l'ultimo ammonimento del nostro amato presidente della Repubblica. Essa non è un pezzo di carta, ma uno scrigno che custodisce gelosamente il sacrificio e il sangue per migliaia e migliaia di giovani, che s'immolarono sulle nostre montagne e nelle nostre valli, per riconquistare la democrazia e la libertà. A voi giovani lancio un appello. Non date retta ai sovranisti ed ai razzisti. L'Italia ha conosciuto altri razzisti e fu trascinata dopo venti anni di dittatura nella tragedia della guerra. Non date retta a chi con cinismo intende speculare sulla immane tragedia dei migranti, che spesso provengono da situazioni terribili e disperate. Sappiate che l'avvenire vostro, il vostro domani si potrà costruire in una Italia che sia più giusta e solidale e in una Europa che non sia più espressione delle banche, che eserciti un ruolo decisivo nello scacchiere internazionale e sappia interpretare le esigenze, i bisogni e le aspirazioni dei popoli europei. Sappiate, la libertà è un bene assoluto che non si conquista una volta per tutte, come ammoniva il partigiano Sandro Pertini. Ma va difesa ogni giorno contro le insidie dei suoi nemici che sono sempre in agguato. Viva la Democrazia, Viva la Libertà, Viva il 25 Aprile, Viva per sempre Teramo democratica antifascista".

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