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lunedì 6 aprile 2026

DICIASSETTE ANNI FA IL SISMA IN ABRUZZO

L'AQUILA - "Una data impossibile da dimenticare: la notte del 6 aprile di diciassette anni fa una scossa di magnitudo 5.9 colpì L'Aquila e l'Abruzzo, portando morte e distruzione. Nelle 48 ore successive furono quasi 11mila gli uomini e le donne del Sistema di Protezione Civile operativi per portare aiuto a chi aveva perso tutto. A diciassette anni dal sisma che il 6 aprile 2009 colpì l'Abruzzo, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ricorda l'impegno straordinario messo in campo nelle ore immediatamente successive all'evento e nei lunghi mesi che seguirono.

Nel diciassettesimo anniversario del sisma, che ha profondamente segnato l’identità e la storia del capoluogo abruzzese, la Municipalità e la cittadinanza rinnovano il solenne tributo alla memoria delle 309 vittime del 6 aprile 2009. Attraverso un protocollo di celebrazioni rispettose della ricorrenza, la comunità rigenera il proprio impegno per la memoria come fondamento del processo di rinascita sociale e culturale della città. Le iniziative, condivise con il Comitato familiari vittime del terremoto, prenderanno il via nella serata di domenica 5 aprile, giorno di Pasqua. Al crepuscolo, un faro azzurro si solleverà verso il cielo, dal cortile di Palazzo Margherita. Il primo appuntamento è, invece, fissato per le ore 21 alla Villa Comunale (Piazzale dell’Emiciclo), dove avverrà la distribuzione di fiori ai partecipanti. Alle ore 21:30, sotto il porticato dell’Emiciclo, saranno le note dei Solisti Aquilani ad accompagnare la commemorazione, offrendo un momento di riflessione in musica prima del trasferimento verso il Parco della Memoria, previsto per le 22:10.




Alle ore 22:15 è prevista l’accensione del braciere, seguita dalla lettura dei nomi dei 309 angeli dell’Aquila e da riflessioni dei presenti. Poco dopo la mezzanotte, alle 00:10, i fiori distribuiti verranno deposti in corrispondenza dei nomi incisi sulla fontana del Parco, un gesto fisico e collettivo di ricordo. La mattinata di lunedì 6 aprile si aprirà alle ore 9:30 con la cerimonia che prevede la deposizione di fiori all’angelo di legno di fronte la Casa dello Studente, luogo simbolo del tragico evento. La dimensione spirituale della ricorrenza troverà poi spazio alle ore 10 con la Santa Messa in suffragio delle vittime presso la Chiesa delle Anime Sante in Piazza Duomo, officiata dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila, Mons. Antonio D’Angelo, a cui seguirà, alle 11:30, un momento di memoria e riflessione intrecciate in una drammaturgia essenziale e profonda, nella cornice della Basilica di Santa Maria di Collemaggio con la partecipazione della Cappella musicale pontificia sistina e Daniele Pecci, sotto la direzione artistica del maestro Leonardo De Amicis.




Nel pomeriggio del 6 aprile, alle ore 17, presso il teatro dell’istituzione Centro servizi anziani (CSA) dell’Aquila, si terrà il concerto "Musica che Unisce: quando la musica ricuce ciò che il tempo non cancella". Protagonista sarà L'Orchestra Jazz che Vorrei L'Aquila, un laboratorio musicale permanente che coinvolge ragazzi dai 10 ai 18 anni. L’evento, parte integrante del dossier dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, vedrà i giovani musicisti esibirsi per gli ospiti della struttura e per la cittadinanza, unendo diverse generazioni in un abbraccio armonico che testimonia il coraggio e la speranza della comunità. Si ricorda, inoltre, che in questi giorni sono in distribuzione gratuita, nelle farmacie comunali e nei tabaccai aderenti alla FIT, le spille del Fiore della Memoria, raffiguranti il croco di zafferano.

Le spille, introdotte nel 2022 dall’Amministrazione comunale, sono la rappresentazione di un fiore resistente, “tenace come la nostra terra, come la nostra gente. Un fiore che porta in sé il germe della vita, con i suoi preziosi pistilli, fonte di lavoro e di benessere. Una spilla che è un cameo di quel grande memoriale che è L’Aquila, teatro di dolore e di rinascita, che contiene in sé la sofferenza di tutte le vittime dei disastri italiani”, ha spiegato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

“Ogni anno, il 6 aprile, L’Aquila si raccoglie nel ricordo delle 309 vittime del sisma del 2009 – ha proseguito Biondi - Ma la verità è che, per questa città, la memoria non si esaurisce in una ricorrenza. È una presenza quotidiana, silenziosa e profonda, che accompagna le nostre giornate, abita i nostri luoghi, orienta le nostre scelte. È parte della nostra storia e della nostra identità più autentica. Una luce, che dopo diciassette anni, oggi e sempre, è accesa dentro ciascuno di noi. È diventata coscienza collettiva, patrimonio condiviso, responsabilità civile. Siamo una comunità che custodisce il dolore e i sogni. Nel raccoglimento, nella preghiera, nella musica, nei gesti semplici e solenni di queste giornate, rinnoviamo non solo il dovere del ricordo, ma anche il senso profondo della nostra rinascita. Ricordare, per noi, non è soltanto tornare con il pensiero a quella notte: è scegliere, ogni giorno, di essere una comunità all’altezza di quella ferita e di quella eredità”.

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