Questa coincidenza è anche una buona notizia anche per la nostra città. L’Aquila, nei quasi otto secoli della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno più volte duramente colpita. Rinata ogni volta più bella di prima, grazie al coraggio e alla determinazione dei suoi abitanti. Il 6 aprile 2009, per gli Aquilani, distingue non una data, ma il discrimine del prima e del dopo. Il dopo terremoto è un’Era storica nuova per la città e per i suoi abitanti.
Noi Aquilani abbiamo il privilegio straordinario di custodire la Bolla della Perdonanza, recante il messaggio universale di perdono che 732 anni fa Celestino V affidò alla città il 29 agosto 1294 nel giorno in cui fu incoronato pontefice. E di rinnovarlo ogni anno all’intera umanità celebrando la Perdonanza. L’Aquila è “Capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace”, come papa Francesco la definì il 28 agosto 2022 quando venne ad aprire la Porta Santa della Basilica di Collemaggio. È il prezioso lascito di Celestino, denso di valori più che mai attuali specie per quanto il mondo sta drammaticamente vivendo. Proprio noi Aquilani abbiamo il dovere di proclamarlo e riaffermarlo con forza, sempre, ancor più nell’anno che vede L’Aquila Capitale italiana della Cultura
Quanto mai attuale il bisogno di Pace in questo tempo martoriato da terribili guerre, immani distruzioni e innumerevoli vittime innocenti, nei conflitti alle porte dell’Europa – Ucraina, Gaza, Cisgiordania, Libano, Iran e paesi del Golfo -, ma anche negli altri cinquanta conflitti disseminati nel mondo che papa Francesco chiamava “terza Guerra mondiale a pezzi”. L’umanità sta vivendo uno dei periodi più bui ed incerti della sua storia, per le brutalità e i massacri nelle aree di guerra, ma anche per lo strame che si sta facendo del diritto internazionale e delle organizzazioni sovranazionali. Sono messi in discussione, ed elusi nella loro funzione, gli Organismi mondiali di garanzia che per 80 anni hanno presieduto all’ordinato procedere dell’umanità, mentre vanno crescendo autoritarismi, autocrazie e “democrature”, con la tendenza alla predilezione del “capo”, al posto delle democrazie liberali.
Gravi le responsabilità di Putin e Netanyahu, che la Corte Penale internazionale ha accusato di crimini contro l’umanità. Altrettanto gravi sono le responsabilità di Trump per la sua politica bellicista, sfociata nella guerra all’Iran accanto a Israele, che sta portando a una pericolosissima destabilizzazione dell’area mediorientale, ma non solo, e di una perniciosa crisi dell’economia e dell’ordine mondiale. Tutto questo mentre alla Casa Bianca, in un rito blasfemo, Dio viene arruolato agli esiti della guerra, mentre il primo Papa americano denuncia incessantemente le guerre. Nellla via crucis del Venerdì santo al Colosseo papa Leone, portando la croce carica “di tutte le sofferenze del mondo”, aggiunge che “chi avvia la guerra ne risponderà davanti a Dio”. C’è da sperare, proprio coltivando la cristiana “Speranza che non delude”, in una cessazione delle ostilità e nel faticoso ritorno della Pace. Una missione affidata a tutti gli uomini di buona volontà". .
Goffredo Palmerini
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