Le opere sono state inserite in un contesto espositivo orientato alla ricerca materica e alla sperimentazione tra artigianato e design contemporaneo, in linea con la filosofia del brand M’ Atelier, fondato dalla stessa designer. Una visione che parte dalla natura come matrice progettuale e si traduce in superfici, texture e forme capaci di evocare una bellezza essenziale, quasi silenziosa.
Tra i pezzi presentati, KAÍŌ è una poltrona in legno scolpito a mano, lavorato attraverso la combustione controllata: un processo che trasforma il materiale, creando superfici profonde e tattili, ispirate a cieli e nuvole. AÈRAS, invece, è un cabinet bar che riprende la lavorazione a combustione anche nelle superfici esterne, mentre all’interno cela una struttura tinta di rosso, giocando sul contrasto tra un’estetica esterna essenziale e un interno più intimo e sorprendente, pensato per custodire vetri e liquori in un equilibrio tra funzione e narrazione.
La partecipazione al Fuorisalone ha rappresentato per la designer un’importante occasione di confronto con operatori del settore, buyer e pubblico internazionale, confermando l’interesse verso un approccio progettuale che valorizza l’unicità del pezzo e il dialogo tra materia e forma.
“È stata un’esperienza intensa e stimolante - afferma Mara D’Aurelio - Il mio lavoro ha suscitato grande interesse da parte di un pubblico eterogeneo e internazionale, permettendomi di raccogliere riscontri molto positivi, soprattutto sulla ricerca materica e sull’identità dei pezzi esposti. Il tema di quest’anno, ‘Essere Progetto’, rispecchia esattamente il modo in cui concepisco ogni pezzo: non come oggetto finito, ma come processo ancora visibile, in cui la materia conserva tracce della sua trasformazione. Si conclude un evento che conferma l’esistenza di un pubblico attento, capace di riconoscere e cercare l’unicità. Questo mi dà ulteriore motivazione per continuare a sviluppare un linguaggio progettuale che unisca artigianalità e contemporaneità”.
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