Di fianco alla Casa della Comunità dovrebbe sorgere anche il CERS (Centro Erogazione Servizi, quello che era il distretto sanitario) finanziata dalla Asl, al cui interno dovrebbe essere collocata proprio la Cot, che, come abbiamo detto, è finanziata invece dai fondi PNRR.
L'intervento, nel suo complesso, è di fondamentale importanza per l'intera Val Pescara. Come anticipato, però, anche in questo caso la situazione è identica a quanto emerso per i siti di via Inghilterra a Montesilvano, via 8 marzo a Pescara e via Caselli a Penne. Ovvero, ritardi enormi sulla scadenza per l'uso dei fondi, errori grossolani e progettazioni incomplete, continue correzioni in corsa che rischiano di compromettere seriamente il rispetto delle scadenze europee.
Andiamo nel dettaglio.
Il progetto definitivo-esecutivo della Casa di Comunità è stato approvato dalla Asl con Delibera n. 503 del 31 marzo 2023. Sulla base di questo progetto, Areacom ha indetto la gara per la realizzazione aggiudicandola il successivo 18 settembre 2023. Tuttavia, a sei mesi dall'aggiudicazione, la Asl si è accorta che alla ditta vincitrice mancava una qualifica richiesta per l'esecuzione dei lavori - nel capitolato tecnico era richiesta la qualificazione OG11 (impianti tecnologici) invece di quella OG1 (opere edili) -, per cui il 13 marzo 2024, con Determina n. 53, Areacom ha annullato in autotutela la gara. Annullamento di cui la Asl ha preso atto il 24 giugno 2024, cioè tre mesi dopo, con la Delibera n. 727. Insomma, tra gara errata e annullamento si sono persi 9 mesi.
Nel frattempo, il 29 aprile 2024, Areacom avvia una nuova gara con Determina n. 89, aggiudicandola il successivo 29 agosto alla ditta Costruzioni Angelico. L'autorizzazione alla stipula del contratto da parte della Asl arriva però decisamente più tardi, lo scorso 17 dicembre, con Delibera n. 1911. Dietro i ritardi, lo scontro tra azienda sanitaria e Areacom sulle cifre dell'affidamento, in quanto la Asl sosteneva che fossero inferiori di ventimila euro rispetto a quanto indicato da Areacom. Morale della favola, per dirimere la controversia si ricorre ad una consulenza legale dal costo di 12.000 euro, praticamente poco meno della differenza contestata che si cercava di risparmiare.
Dall'approvazione del progetto all'affidamento dei lavori sono dunque passati venti mesi, mentre dall'accordo di programma tra Comune e Asl per l'utilizzo delle aree, stipulato il 20 settembre 2022, sono trascorsi addirittura più di due anni. Senza considerare che, anche qui come altrove, i fondi iniziali erano carenti per 250.000 euro, e per questo motivo è stata approvata una modifica del piano economico che prevede un incremento dei costi del 29% (una Delibera in cui delle cifre erano sbagliate, per cui è stato necessario correggerla con un'altra Delibera, la n. 1147 del 13/8/2025). Insomma, il solito pastrocchio che ha dell'incredibile.
Ma non è tutto. Ciò che più balza agli occhi, infatti, è l'evidente ritardo dei lavori. Della Casa di Comunità è visibile a malapena uno scheletro e il 31 marzo, tra soli due mesi, scadrà il tempo per il completamento dell'opera, al netto di eventuali proroghe europee che auspichiamo ma che al momento non sono all'orizzonte.
Fortunatamente, verrebbe da dire, è stata tenuta fuori dalla gara della Casa di Comunità la demolizione dei manufatti presenti nell'area, finanziata con fondi Asl.
Anche per quanto concerne il Centro Erogazione Servizi (CERS) i lavori sembrano in alto mare. Infatti, pur essendo finanziato con fondi ASL, anche il CERS è in un certo qual modo soggetto alle strette tempistiche del PNRR, poiché la centrale operativa territoriale che dovrebbe nascere al suo interno è invece finanziata con fondi PNRR.
Qualche giorno fa abbiamo letto le preoccupazioni più che legittime del Sindaco di Scafa Giordano Di Fiore. Forse sarebbe più corretto parlare di resa per manifesta incapacità, quella del centrodestra regionale, incapace di realizzare opere fondamentali per la medicina territoriale e per le aree interne, pur nella disponibilità provvidenziale dei fondi PNRR.
Chiedo dunque, anche in questo caso, al Presidente Marsilio ampie rassicurazioni che le opere vengano completate con fondi PNRR o regionali, e chiedo una rimodulazione di questi fondi che eviti il rischio di perderli".
Il Vicepresidente del Consiglio Regionale
Antonio Blasioli


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