AVEZZANO - "Nei mesi scorsi si è sentito e molto parlare di lui per via di operazioni di polizia di elevata efficienza operativa. Tuttavia nella capacità del Commissario Roberto Cerino, comandante del carcere di Avezzano, non si annovera solo capacità istituzionale ma anche un fiuto infallibile quando a dover essere annusata è la propensione da parte di alcuni detenuti a commettere gesti non consentiti all'interno del carcere come lo è l'assunzione di droga.
È capitato, infatti, che il comandante tra i più apprezzati e amati d'Italia, al solo sguardo concentrato negli occhi di uno dei suoi "ospiti" lo portava a intuire che qualcosa non andasse ( quando di dice l'esperienza...). Così come nelle prerogative del responsabile della sicurezza in carcere, Cerino ha dapprima chiesto per via gerarchica all’area sanitaria apposito esame delle morfinurie salvo poi trovare un giusto riscontro su quanto da lui intuito visto che il detenuto captato è risultato positivo ai cannabinoidi. Immediato il suo trasferimento in altra sede malgrado si trattasse fino a poco prima della scoperta di detenuto modello.
Pur tuttavia Cerino sa bene che laddove si presenti un caso è molto probabile che se ne accompagnino altri.
Su segnalazione di eventuali traffici interni, dovuti sicuramente a lanci dall’esterno, ha proposto e ottenuto di allargare gli esami anche ad altri detenuti dai quali ad uno è stata registrata positività addirittura alla cocaina.
I controlli da quando Cerino ha assunto il comando della struttura si sono sempre più intensificati e la stretta a tale fenomeno mantenuta sempre alta.
I detenuti lo sanno benissimo.
Malgrado ciò gli portano molto rispetto anche perché, e loro lo sanno benissimo, il venir meno dell' ossequio alle regole comporta inevitabilmente una conseguente mancanza di fiducia che risulta fatale nel percorso trattamentale, ovvero nella conquista delle ricompense previste dalla legge.
D'altronde il metodo del bastone è della carota risulta sempre tra quelli più efficaci in ambito sociale, soprattutto per chi ha bisogno di cambiare strada come nel caso dei detenuti.
Bene fa quindi il comandante più amato d'Italia a portarne avanti la sua essenza.
Complimenti a Cerino e, ovviamente, ai suoi uomini e alle sue donne di stanza al penitenziario fucinense per avere per la capacità di essere rispettati anche quando la loro azione nei confronti dei detenuti è portata a contrastare la voglia di questi ultimi di fare persistere in carcere il male.
D'altronde la massima alla quale si ispira la dice tutta sulla filosofia di vita di Cerino: “Non essere in collera con la pioggia; semplicemente non sa come cadere verso l’alto”
(Vladimir Nabokov).
F.to il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella
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