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mercoledì 25 giugno 2025

SPOPOLAMENTO E IMMIGRAZIONE NELLA PROVINCIA DELL'AQUILA

L'AQUILA - "La popolazione residente in provincia dell’Aquila è composta, in parte, da migranti. Questo fatto mitiga, almeno un poco, l’ormai inesorabile spopolamento delle nostre aree interne.Infatti, dall’analisi dei dati ISTAT, al 31 dicembre 2024, risulta che, rispetto al 2023, il nostro territorio ha perso 151 cittadini e cittadine residenti. L’effetto negativo è attenuato unicamente dal saldo migratorio con l’estero (e cioè dal numero delle iscrizioni per trasferimento dall’estero verso la nostra Provincia), di 1.719 residenti, che risulta, quindi, positivo per l’intero anno 2024, in linea con il dato dell’anno 2023. Tendenza, questa, che si va consolidando nel tempo. Al contrario, il saldo naturale (e cioè la differenza tra il numero di iscritti/e per nascita e il numero di cancellati/e per decesso dai registri anagrafici), sempre riferito all’anno 2024, risulta negativo per 1.688 cittadine e cittadini, come il saldo migratorio interno (corrispondente al numero dei trasferimenti di residenza presso altri comuni) per 182 residenti. Queste condizioni consentono di ridurre il deficit dovuto alla dinamica naturale, determinando un sostanziale equilibrio, attraverso una favorevole dinamica migratoria con l’estero, rallentando, in tal modo, almeno in parte, la crisi demografica attuale.

La provincia dell’Aquila accoglie il maggior numero di migranti presenti in regione, sia in termini percentuali, nel rapporto con la popolazione residente, che in termini assoluti. Infatti, nel 2024, i migranti presenti in Provincia dell’Aquila rappresentano l’8,90% dell’intera popolazione, in progressiva crescita rispetto agli anni precedenti (in termini assoluti sono 25.539). Seguono la Provincia di Teramo, con la presenza di 25.330 stranieri sul territorio e con un’incidenza dell’8,44% sulla popolazione complessiva, la Provincia di Chieti, con 22.016 stranieri e con un’incidenza del 5,94% , e infine la Provincia di Pescara, con 18.285 stranieri ed un’incidenza sulla popolazione totale del 5,86%. Nella Regione Abruzzo, quindi, sono presenti complessivamente 91.170 stranieri residenti, con un’incidenza percentuale sull’intera popolazione del 7,18%; di questi, oltre il 28% sono residenti in Provincia dell’Aquila. Quindi, nel raffronto con la popolazione residente nel territorio regionale, la Provincia dell’Aquila accoglie il maggior numero di stranieri, con un’incidenza ancor più consistente sulla popolazione residente totale. Si consideri, infatti, che l’incidenza della popolazione straniera a Luco dei Marsi ha raggiunto la quota del 16,94%, a Celano del 12,37%, a San Benedetto dei Marsi dell’11,42%, a Lecce dei Marsi del 10,83%, a Trasacco del 10,09 %, a Pescina del 9,77 %, all’Aquila del 9,82% e ad Avezzano del 9,43%.

La fotografia sui dati demografici rende, perciò, evidente la necessità di una profonda riflessione sulla crescente presenza delle migranti e dei migranti nella nostra Provincia, partendo dalle cause che generano spopolamento e dai punti di forza dei nostri territori che attraggono ogni anno migliaia di persone. Occorre, quindi, incentivare una vera e propria cultura dell’incontro, progettando insieme modelli di accoglienza, integrazione ed inclusione, per valorizzare la presenza delle straniere e degli stranieri come una risorsa, e non più come un problema, favorendone il radicamento territoriale. Ciò si può fare abbattendo le barriere materiali ed immateriali che producono un confinamento spaziale, sociale e giuridico dei migranti.

Torniamo, perciò, a ribadire la necessità di superare definitivamente la narrazione dell’emergenza e costruire una fattiva collaborazione tra istituzioni locali, ministeri di competenza, associazioni, parti sociali, comunità delle migranti e dei migranti, e tutti i soggetti attivi del Terzo Settore, affinché nessuno si senta escluso, ma, al contrario, tutte e tutti possano essere parte attiva della crescita sociale ed economica della Provincia dell’Aquila.

Il fenomeno migratorio, così come emerge dall’analisi dei dati ISTAT, riferito alle nostre aree interne, ha prodotto e tuttora produce mutui benefici per le migranti e per i migranti e per le comunità locali. Infatti, il fenomeno dell’immigrazione intercetta istanze territoriali di cui si dibatte da tempo: spopolamento, invecchiamento, degrado ed abbandono dei nostri territori. Tale fenomeno rappresenta, invero, una risorsa da veicolare attraverso politiche di coesione sociale, utile a trasformare ciò che spaventa, perché non si conosce, in una chiave di volta per lo sviluppo delle nostre aree interne. Bisogna, quindi, incentivare il dialogo per soddisfare tutti i bisogni di chi abita i nostri territori, siano essi cittadini e cittadine stranieri o italiani, con l’obiettivo di costruire insieme nuovi orizzonti di sviluppo comune, incentrati sulla condivisione di strategie per il presente ed il futuro. E’ necessario ricostituire una comunità di intenti ed investire di più in termini di coesione sociale ed economica, di crescita delle competenze, con il definitivo abbandono della tossica narrazione securitaria.

E ancor più importanti diventano, in quest’ottica, i temi dell’accesso al mercato del lavoro, al diritto all’abitare, al soddisfacimento dei bisogni sanitari, formativi, dell’istruzione e di mobilità per tutti e tutte, perché tutti e tutte apparteniamo a questo territorio e siamo chiamati ad abitarlo con senso di responsabilità solidaristica, senza confini e barriere".

 

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