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giovedì 1 agosto 2024

TAGLI NAZIONALI A COMUNI E PROVINCE, 50 SINDACI ABRUZZESI CHIEDONO A MARSILIO DI PROMUOVERE LA RESTITUZIONE


L'AQUILA - “Noi Sindaci abruzzesi chiediamo al Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di farsi promotore delle nostre istanze verso il Governo nazionale, chiedendo la restituzione delle somme tagliate dalla spending review”: è un passaggio della lettera pubblica inviata al Presidente Marsilio da 50 sindaci abruzzesi, aggregati dall’associazione di comuni ALI Abruzzo (Autonomie Locali Italiane- Abruzzo).  I sindaci si riferiscono ai tagli decisi dal governo a danno dei Comuni e delle Province nell’ultima legge di bilancio. Si tratta per l’Abruzzo di complessivi 37 milioni di euro fino al 2028.I primi cittadini proseguono: “Nello spirito di leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali ci dichiariamo fin da subito disponibili a dialogare nel merito e a lavorare insieme per individuare le soluzioni più appropriate, affinché possa essere garantito agli abruzzesi il pieno accesso ai servizi scolastici, ai servizi sociali e assistenziali, di trasporto, sia assicurata la cura del territorio la manutenzione di strade, edifici pubblici e tutto quanto è in carico alle funzioni comunali”.
 
I 50 sindaci abruzzesi in alternativa alla cancellazione dei tagli pongono sul tavolo due proposte per alleviarne il peso: consentire l'utilizzo dell'avanzo libero per le spese correnti (sociale, cultura, ecc.) mentre oggi è utilizzabile solo per spese d'investimento e spese correnti non ricorrenti; ridurre la percentuale di accantonamento al FCDE (Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità) fino a concorrenza del taglio previsto.
 
I 50 sindaci abruzzesi scrivono poi nella lettera che “i tagli incidono in modo diretto sulla spesa corrente dei Comuni e si tradurranno in minori servizi ai cittadini. Il criterio di riparto inoltre colpisce maggiormente i Comuni che hanno avuto più capacità di intercettare i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e che, di conseguenza, hanno un maggiore fabbisogno di cassa per dare piena operatività alle strutture e alle opere realizzate. I Comuni, più di altri livelli istituzionali, hanno subito riduzioni di gettito e aumento di oneri contabili e gestionali, a seguito della crisi finanziaria del 2008 che ha imposto il rigore di bilancio. Nonostante questo, noi Sindaci abruzzesi abbiamo continuato a stare al fianco dei nostri cittadini, garantendo l’esecuzione di tutte le funzioni che ci sono affidate e, assorbendo sulle nostre spalle larga parte della crisi sociale che ha contraddistinto questi anni, fino alla drammatica crisi pandemica. Crediamo sia nell’interesse di tutti che non torni quella stagione di tagli, gli investimenti degli ultimi anni hanno consentito di intervenire su molte criticità e questo percorso non deve essere interrotto, al contrario va rafforzato, iniziando fin da subito a definire risorse e strumenti per garantire la spesa ordinaria necessaria a tenere aperte e operative le tante strutture in via di realizzazione, dalle scuole alle case della salute, agli asili nido, alle biblioteche e tanto altro, altrimenti rischieremo di avere strutture nuove e belle ma chiuse”.

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