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mercoledì 6 marzo 2024

"IL MINISTERO DELLA CULTURA BOCCIA IL TAGLIO DELLA RISERVA DEL BORSACCHIO: UNA DECISIONE CRUCIALE PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO AMBIENTALE E CULTURALE"


ROSETO - "Il Ministero della Cultura ha espresso con fermezza il proprio parere sulla legge della Regione Abruzzo, la quale ha tagliato la Riserva del Borsacchio, sottolineando le gravi violazioni costituzionali che questa decisione comporta. Tale posizione è stata trasmessa ufficialmente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.Secondo il parere del Ministero, la legge regionale viola la Costituzione su tre fronti distinti. Primo, la mancanza di una riserva rende impossibile l'applicazione dell'art. 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che è fondamentale per la tutela del patrimonio paesaggistico. Secondo, la legge è stata approvata senza coinvolgere gli enti territoriali interessati, tra cui il Comune di Roseto e la Provincia di Teramo, violando così il principio di sussidiarietà e il diritto alla partecipazione delle autorità locali.

Terzo, la legge apre la strada a interventi edilizi straordinari senza rispettare regolamenti comunali o piani urbanistici, mettendo a rischio la tutela e la conservazione del territorio.

Il Capo dell'Ufficio Legislativo del Ministero della Cultura ha sollevato la questione di incostituzionalità della Legge Regione Abruzzo n. 4 del 25/01/2024 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Egli ha sottolineato che questa legge ha operato la sostanziale cancellazione della Riserva Borsacchio, in palese violazione del procedimento previsto dalla Legge Quadro sulle Aree Protette e dell'articolo 117 della Costituzione, che sancisce il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni. La mancanza di consultazione preventiva degli Enti Locali interessati e l'omissione nell'individuare gli obiettivi da perseguire e valutare gli effetti prodotti sono elementi chiave che sottolineano l'irregolarità di questa legge.

L'attenzione ora si sposta sulla decisione del Governo riguardo alla promozione della questione d'incostituzionalità davanti alla Corte Costituzionale. Il termine per questa azione è fissato entro i 60 giorni dalla pubblicazione della legge, ossia entro il 25 marzo 2024. Si tratta di un momento cruciale per la tutela del patrimonio ambientale e culturale della regione Abruzzo e per il rispetto dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana".


Marco Borgatti

Presidente Guide del Borsacchio

 

RISERVA NATURALE DEL BORSACCHIO

Osservazioni dell’Ufficio legislativo del Ministero della Cultura


 

Il primo marzo scorso l’Ufficio legislativo del Ministero della Cultura ha inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e all’Ufficio per le autonomie speciali e per l’esame di legittimità costituzionale della legislazione delle Regioni e delle Province autonome, alcune osservazioni sulla legge regionale Abruzzo 25 gennaio 2024, n. 4 che riduce a ventiquattro ettari la Riserva Naturale del Borsacchio.

Le osservazioni si concentrano particolarmente sull’art. 25 in cui si stabilisce che, dice l’Ufficio, «parte dei territori prima ricompresi nel Parco vengono sottratti sia alla tutela naturalistica quali aree protette, che alla correlata tutela paesaggistica, quest’ultima imposta ex lege sulle medesime aree, ai sensi dell’articolo 142, comma 1, lett. f), del Codice dei beni culturali e del paesaggio». Nonostante che la norma stessa sottoponga alla disciplina di tutela parchi, riserve nazionali o regionali, territori di protezione esterna dei parchi.

A seguire, l’Ufficio legislativo del Ministero, molto opportunamente, richiama la precedente sentenza della Corte costituzionale n. 235 del 2022, con cui si dichiarava l’illegittimità costituzionale della Legge Regionale Abruzzo riferita al precedente caso dell’area del Parco naturale regionale del “Sirente Velino”.

Nell’atto dell’Ufficio ministeriale si rileva, altresì, la violazione del procedimento previsto dalla legge quadro sulle aree protette che prevede un complesso e preordinato coinvolgimento dei soggetti interessati; si ribadisce, inoltre, che nelle previsioni della legge quadro la partecipazione degli enti locali «alla istituzione e alla gestione delle aree protette e la pubblicità degli atti relativi all'istituzione dell'area protetta e alla definizione del piano per il parco» siano principi fondamentali inderogabili. L’atto della regione, secondo l’Ufficio, determina unilateralmente una significativa revisione del perimetro di una Riserva dotata di un proprio Piano di assetto naturalistico in maniera illegittima.

Si aggiungono considerazioni sulla reiterazione delle proroghe dei termini temporali per la presentazione delle domande per “Interventi straordinari di ampliamento” in deroga alle vigenti previsioni dei regolamenti comunali e degli strumenti urbanistici e territoriali comunali, provinciali e regionali. Si tratta di proroghe che contrastano in maniera evidente con il loro stesso carattere eccezionale.

Il documento sopra esposto per sommi capi, rappresenta un fatto di grande importanza, fa seguito al ricorso del WWF presentato nelle scorse settimane, sulla scia del grande interessamento dell’opinione pubblica che si è sviluppato in modo democratico e partecipativo, in varie forme e con grande decisione. In questo percorso democratico e partecipativo hanno avuto rilievo la collaborazione e l’iniziativa di tante forme associative presenti nel territorio, di varie forze politiche che sono state presenti e interessate, ma anche l’iniziativa della nostra Associazione che ha promosso il Dibattito Pubblico svoltosi in due sedute successive a Giulianova e a Roseto nei giorni 4 e 11 gennaio 2024.

Si tratta di un primo risultato, seguiremo gli eventi successivi.

Il Comitato Direttivo

Associazione DEMOS


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