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domenica 31 dicembre 2023

"NEVE E GELO A GENNAIO SULL'ITALIA? IL METEOROLOGO STEFANO BERNARDI: ARRIVANO SEMPRE PIÙ CONFERME DAI MODELLI"


L'AQUILA - "Le insistenti voci, tra gli addetti ai lavori, di un possibile Gennaio nevoso sull'Italia o quanto meno molto movimentato sembrano trovare sempre più riscontri tra i modelli.L'Epifania, secondo il Meteorologo, Stefano Bernardi, in questo caso farebbe da apripista al maltempo e alla possibilità che il vortice che si andrebbe a formare possa fungere da calamita per l'aria gelida del Nord.Sarà così? Vediamo cosa dice l'analisi messa su da Bernardi Il gigantesco anticiclone di Natale, com'è fisiologico che sia, si è gradualmente  invecchiato.
Il cielo del versante Adriatico da sereno o poco nuvoloso si è andato, come previsto, sempre più maculando dal punto di vista della nuvolosità.

Un maggiore movimento dell'aria produrrà invece il manifestarsi di locali piovaschi in luogo delle fastidiose pioviggini sinora avute sul lato  tirrenico della penisola.
Il tutto comunque in un contesto di accentuata variabilità seppur con deboli condizioni precipitative.
Nel breve periodo
le temperature subiranno un generale e costante calo ma tale solo da riportare i valori in linea con quelli medi del mese di Dicembre.




Da capodanno in poi si instaurerà un iniziale flusso Atlantico in grado di indirizzare verso di noi diversi corpi nuvolosi forieri di alcune piogge e il ritorno della neve sulle Alpi.
Un po' più protette saranno le regioni meridionali.
Molto interessante risulta essere, come detto, la prospettiva meteorologica a partire dalla metà della prima decade di Gennaio.
Per capire meglio cosa potrebbe accadere, il meteorologo Stefano Bernardi ci invita a tenere conto degli indici meteoclimatici in uso agli esperti quali  l'indice NAM e il ZMZW.
L'indice NAM (Northen Anular Mode)ci da un po' il termometro della situazione per ciò che attiene lo stato di salute del vortice polare. Quello che si riesce a vedere nel prossimo futuro, dando uno sguardo al NAM,  è un alterazione dello stesso sia a livello di stratosfera che di troposfera. 




Con i dati di questo index ad oggi in possesso è plausibile affermare che il Vortice Polare potrebbe mostrarsi disturbato ed alquanto indebolito. Il tutto finanche per due mesi e con ciò che ne potrà derivare in fatto di dinamicità atmosferica.
Andando ad osservare invece l'andamento del grafico riguardante la ZMZW ( Zonal Mean Zonal Wind) ci accorgeremmo che il suo orientarsi verso il basso, così come chiaramente appare, porterebbe la direzione delle correnti a subire seppur per un breve periodo la cosiddetta antizonalita'.
Questo significa che le correnti stesse potrebbero disporsi non più da Ovest verso Est bensì da Est verso Ovest.
È notorio che in Italia il freddo, per non dire il gelo, arriva con questo tipo di impostazione.
Tradotto in soldoni, l'insieme di tutti questi indici fanno propendere verso un netto cambiamento della dinamicità atmosferica e alla possibilità che nel mese di Gennaio (e anche in quello di Febbraio arrivati a questo punto), possano presentarsi occasioni per più eventi perturbativi prevalentemente a carattere freddo.
Qualora dovessero permanere tali indici non è da escludere che ci possano essere a Gennaio occasioni per eventi storicamente rilevanti dal punto di vista meteorologico.
Sul gruppo tematico Telegram di Meteoscienza si inizia a discutere su quello che una siffatta situazione sarebbe in grado di produrre nei confronti del centro motore del meteo invernale qual è il Vortice Polare.




Alcuni propendono per un suo displacement ( dislocamento) altri addirittura per uno Split (una divisione) dello stesso.
Entrambi le possibili soluzioni sarebbero capaci di portare a delle serie e interessanti conseguenze per il comparto europeo,   Italia compresa.
Ad oggi sembra prevalere la seconda delle ipotesi.
Gli  eventi meteo conseguenti avrebbero comunque potenzialità tali da far raccontare di incursioni gelide di storica portata.
Il tutto dipenderà dalla disposizione che assumerà il Vortice Polare indipendentemente dal fatto che ci possa essere displacement o Split.
Non sappiamo, ad oggi, se si ripresenteranno condizioni quali quelle vissute negli anni 1929,1985,1996 e 2012.
Ma tant'è...
Il meteorologo Stefano Bernardi continua a dire che  se proprio lo deve spendere un euro per il futuro mese di Gennaio lo spenderebbe a favore della  dinamicità meteo.
Il che è tutto dire considerando la sua proverbiale cautela nell'esprimersi per il lungo termine.
Sarà un gennaio con gelo e neve quindi?
Entrambi i più efficienti centri di calcolo meteorologici, vale a dire EMCWF e GFS andrebbero in questa direzione. Secondo questi due centri, un Atlantic Ridge ( innalzamento dell'alta pressione delle Azzorre verso il Nord Atlantico) produrrebbe una poderosa discesa di aria artico continentale anche sull'Italia.
Le premesse, quindi,  per vedere meno monotono l'inverno e far "divertire" gli esperti, e non solo,  ci sono tutte.
Vedremo".

https://youtu.be/xL0M3tftBQU?si=L58I6F0C1cDJtb8p

( A cura di Mauro Nardella)

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