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giovedì 16 novembre 2023

INTERVISTA DELL'INTERNATIONAL POLICE ASSOCIATION AL NUOVO COMANDANTE DELLA POLIZIA LOCALE DI SULMONA DOTT. DOMENICO GIANNETTA

SULMONA - "Per meglio far conoscere le peculiarità di ciascuna forza di Polizia, L'International Police Association per il tramite della redazione della rivista semestrale, ha inteso intervistare alcuni componenti delle stesse evidenziando attraverso esse non solo le questioni di rilievo istituzionale che li rappresenta ma anche e soprattutto il vissuto personale dei vari attori intervistati. Abbiamo iniziato con Il Dott. Domenico Giannetta, neo Comandante della Polizia Locale di Sulmona poiché ci è sembrato giusto rendere onori a chi ha permesso all'IPA di mettere piede in Italia giacchè fu proprio un poliziotto locale a innestare questa associazione nel bel paese.Dott. Giannetta dopo moltissimi anni la città di Sulmona si riappropria di una figura cardine qual è quella del dirigente preposto alla Polizia Locale. Quali sono le sensazioni che si prova nel ricoprire questo importantissimo ruolo e cosa rappresenta per Lei Sulmona?
 

Con immensa gratitudine e con profondo senso di responsabilità ho accolto l’opportunità di ricoprire il ruolo di dirigente comandante alla Polizia Locale della prestigiosa città di Sulmona. Sapere di ricoprire questo ruolo, dopo tanti anni di assenza di un dirigente, mi riempie di orgoglio ma soprattutto di profonda responsabilità verso la commissione del concorso pubblico che mi ha selezionato, il Sindaco, l’amministrazione comunale, i miei collaboratori e i cittadini.

Le sensazioni che provo in questo momento sono una miscela di emozione, determinazione e un forte impegno a servire la comunità con dedizione e integrità. Essere investito di questa responsabilità significa assumersi l’onere di garantire la sicurezza dei cittadini, di preservare la pacifica e civile convivenza e di contribuire al miglioramento della qualità della vita.

Tra i miei ricordi recenti vi è l’incontro in Comune, durante una calda mattinata d’agosto, con Gianni Febbo, Comandante storico della città, che mi ha onorato con una scatola di confetti e con il Sindaco Gianfranco Di Piero che mi ha omaggiato di un libro sulla storia della Città di Sulmona: questi per me rappresentano i gioielli ricevuti. Sono il simbolo del passato, del presente e del futuro della città, che ho il compito di onorare con la mia attività.





Sulmona, con la sua storia ricca e la sua comunità calorosa, rappresenta per me non solo un luogo fisico, ma un legame profondo e affettuoso con le persone che la abitano.

La nostra città è un patrimonio da custodire e proteggere e il mio è un formale impegno a lavorare instancabilmente per garantire che Sulmona rimanga un luogo sicuro, accogliente e prospero per tutti.

Sono consapevole che il compito che mi aspetta è impegnativo, ma sono motivato dalla consapevolezza che il successo di questo incarico non è solo personale, ma riflette direttamente sul benessere di ogni singolo cittadino di Sulmona. Conto sul supporto e sulla collaborazione dell’intera amministrazione comunale, di tutto il personale della Polizia Locale e della comunità nel suo complesso per affrontare le sfide e per consolidare insieme una città più sicura, inclusiva e punto di riferimento nazionale per la sua eccellente qualità della vita.

Sono orgoglioso del risultato raggiunto, sono grato per la fiducia che mi è stata accordata sapendo che ora spetta a me dimostrare nei fatti il saper fare ma soprattutto il saper essere il punto di riferimento e risolutore di problemi.


    Nei suoi primi mesi di comando della Polizia Locale qui a Sulmona quale bilancio ne trae a livello umano e professionale?


A livello gestionale, il mio impegno quotidiano è stato improntato alla conoscenza e comprensione delle dinamiche della nostra comunità e all’instaurare rapporti di fiducia con gli amministratori locali, il personale dell’ente, il personale della Polizia Locale, i rappresentanti delle altre forze di polizia, le istituzioni presenti sul territorio, i rappresentanti delle tante associazioni locali e i cittadini di Sulmona.

A livello umano, la connessione con il personale e la comunità è un elemento essenziale. La costruzione di un ambiente di lavoro sereno, coeso e collaborativo è una priorità costante, poiché credo che un team unito e motivato sia la chiave per affrontare con successo le sfide del nostro ruolo.

A livello professionale, ho lavorato per implementare strategie e programmi finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale, alla prevenzione e al rafforzamento del legame tra la Polizia Locale e la comunità. Abbiamo affermato il principio dell’ascolto, del dialogo e del confronto e rafforzato la presenza sul territorio per garantire maggiore sicurezza stradale con una risposta tempestiva alle esigenze della cittadinanza.

Il bilancio iniziale, a soli due mesi dall’inizio del mio lavoro, è incoraggiante, ma sono ben consapevole che il cammino è lungo e ci sono tantissime sfide ancora da affrontare. Il supporto ricevuto dalla comunità è stato fondamentale e mi ha ispirato nel perseguire gli obiettivi di sicurezza e benessere per tutti i residenti di Sulmona.

Il mio ufficio è e sarà sempre a disposizione per qualsiasi feedback o suggerimento da parte della comunità con l’impegno di lavorare con dedizione e passione per il bene di tutti.


    Sulmona città d'arte e con potenziali risvolti turistici ancora tutti da definire. Quali consigli si sentirebbe di dare affinché si sviluppi una maggiore credibilità nelle potenzialità di questa città?


La consapevolezza della storia e dei personaggi che hanno contribuito a rendere unica la città di Sulmona mi porta a riflettere molto ma sono profondamente convinto che lo sviluppo di un territorio è legato in maniera indissolubile alla valorizzazione delle risorse locali e al concetto di sicurezza quali volano per una ripresa economica nell’ottica dello sviluppo sostenibile o meglio oggi diremmo dell’economia circolare.

Il turismo a Sulmona ho potuto verificare che è già una realtà, quindi, lavorare per lo sviluppo turistico di Sulmona è una missione entusiasmante e piena di opportunità.

Per consolidare la credibilità e massimizzare il potenziale turistico della città, mi sento di suggerire alcuni passi chiave:

    Promozione della Cultura Locale

Valorizzare il ricco patrimonio culturale, artistico e storico di Sulmona attraverso iniziative culturali, eventi e festival che coinvolgano la comunità e attirino l’attenzione dei visitatori, ne sono un esempio tangibile la tradizionale festa della Madonna che Scappa e la Giostra Cavalleresca.

A tal proposito in questi mesi ho potuto apprezzare la miriade di iniziative che le associazioni hanno promosso tra cui di immenso valore storico la cerimonia commemorazione ai caduti di tutte le guerre al Sacello militare di Santa Maria degli Angeli. Iniziativa promossa da Donato Agostinelli, ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, Delegato Provinciale di L’Aquila dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore Alle Reali Tombe del Pantheon, che da oltre un decennio custodisce con grande impegno e dedizione il Sacello militare.

    Collaborazioni con Operatori del Settore

Stabilire partnership con operatori turistici, albergatori, ristoratori e altre attività locali per creare pacchetti turistici integrati e offerte speciali che rendano l’esperienza a Sulmona più accattivante. La notorietà di Sulmona nel mondo per la secolare tradizione nella produzione dei confetti fa sì che questi operatori economici siano strategici nella filiera turistica.

    Sviluppo dell’Infrastruttura Turistica

Investire in infrastrutture turistiche, come segnaletica e informazioni, parcheggi accessibili e aree di svago, per migliorare l'esperienza dei visitatori. Garantire una presenza costante della polizia locale con un presidio fisso non per “militarizzare” la città ma per trasmettere al turista quella percezione di sicurezza che solo un uomo e donna in divisa può fare e soprattutto fare in modo che la polizia locale sia il biglietto da visita della città impegnata anche nella repressione ma soprattutto nella prevenzione e nella vicinanza al cittadino e al turista. A tal proposito va incentivato il mondo del volontariato del terzo settore che per tali attività di promozione del territorio è strategico.





    Marketing Digitale

Sfruttare le potenzialità del marketing digitale per promuovere Sulmona a livello nazionale e internazionale. Nell’era della digitalizzazione bisogna puntare non solo alla creazione di un sito web informativo ma anche sviluppo della realtà virtuale che consenta di apprezzare le nostre bellezze ed essere attrattore per visite fisiche, essere attivi sui social media e partecipare a campagne di promozione online. La creazione di percorsi turistici deve avere l’obiettivo di trasformare il turismo morbi e fuggi in turismo stanziale che mira al benessere dell’essere umano.

    Eventi Tematici

Organizzare eventi tematici legati alla storia, alle tradizioni, all'arte, all’artigianato e ai prodotti locali in grado di attirare pubblico e media. Questi eventi possono contribuire a consolidare l’immagine di Sulmona come destinazione turistica unica per bellezze naturali, storiche, artistiche e imprenditoriali.

    Coinvolgimento della Comunità

Coinvolgere attivamente la comunità locale nel processo di sviluppo turistico, incoraggiando la partecipazione a progetti e iniziative. Un forte senso di appartenenza contribuirà a creare un’atmosfera accogliente per i visitatori.

    Sostenibilità Ambientale e Culturale

Adottare pratiche sostenibili per preservare l’ambiente e il patrimonio culturale. Promuovere un turismo responsabile che rispetti e valorizzi la bellezza unica di Sulmona, situata nel cuore dell’Abruzzo, a ridosso del parco nazionale della Maiella.

    Formazione e Accoglienza

Offrire formazione agli operatori del settore turistico per garantire un alto livello di servizio e accoglienza. La cortesia e la professionalità del personale possono fare la differenza nell’esperienza complessiva del visitatore.

Affrontare questi aspetti contribuirà a posizionare Sulmona come una destinazione turistica credibile e attraente, garantendo una crescita sostenibile nel tempo.


    Sappiamo che l’organico a Sulmona è poco anche se pullulante di ottimi collaboratori e seppur insista nel suo territorio uno dei penitenziari tra i più delicati d'Europa. Cosa si aspetta da questo punto di vista per il futuro e su quali basi poggerà la Sua politica di rilancio, soprattutto numerica, di questa importantissima forza di Polizia?


La consapevolezza della carenza di personale nella Polizia Locale è importante, perché per garantire un servizio efficiente e adeguato alle esigenze della comunità occorre intervenire su questo punto.

Nel mio ruolo, mi propongo di affrontare questa sfida attraverso diverse strategie:

Analisi delle Esigenze del Territorio

Condurre un’analisi approfondita delle esigenze del territorio per identificare le aree prioritarie in cui è necessario potenziare la presenza della Polizia Locale. Come dicevo la presenza di un presidio fisso nella zona centrale di Sulmona tra Corso Ovidio, Piazza XX Settembre e Piazza Garibaldi è obiettivo strategico da raggiungere, il controllo del territorio attraverso l’implementazione della videosorveglianza non solo di contesto ma anche di rilevazione delle targhe da inserire nel Sistema Centralizzato Nazionale Transiti costituisce la pietra miliare per sapere chi entra e esce dal territorio.

Sulmona ha una superficie territoriale eterogenea pari a 57,93 km² quindi necessita con urgenza adeguare e strutturare le risorse umane per garantire una costante presenza a tutela della sicurezza urbana e dell’ambiente secondo il principio costituzionale della sussidiarietà che deve necessariamente essere bilanciato con l’adeguatezza e la differenziazione del contesto di riferimento.

Risorse Finanziarie

Lavorare in stretta collaborazione e condivisione con l’Amministrazione a cui spetta il compito di fornire indirizzi politici chiari che dovranno essere perseguiti con gli atti di natura gestionale dalla struttura. È proprio qui che si alloca il mio delicato ruolo di dirigente nel saper trasmettere le giuste informazioni alla parte politica per addivenire a scelte che abbiano ricadute positive sulla sicurezza della città, nel sapere dimostrare che la sicurezza si costruisce con la razionalizzazione delle risorse strumentali ed umane ma soprattutto con l’allocazione di risorse finanziarie adeguate all’assunzione di nuovo personale e l’implementazione di soluzioni tecnologiche.

Collaborazioni Interistituzionali

Implementare la già forte sinergia tra le forze di polizia presenti sul territorio, collaborare con le istituzioni educative locali e creare per il personale a percorsi formativi con programmi specifici per le esigenze del nostro territorio.

Politiche di Rafforzamento del Personale

Promuovere politiche di rafforzamento del personale, quali l’incremento delle assunzioni sia stabili che flessibili utilizzando tutte le risorse che il legislatore ci consente e la valorizzazione delle competenze esistenti attraverso corsi di formazione e aggiornamento. La polizia locale è un “corpo” ed indossa una “uniforme” in questi due termini è racchiusa l’arma del successo ossia il corpo è sano se tutte le componenti lo sono, svolge le sue funzioni se tutte condividono gli obiettivi e soprattutto in maniera uniforme attraverso le famose tre “E” della legge 241/1990 ossia efficacia, efficienza ed economicità per garantire il buon andamento della pubblica amministrazione consacrato nell’art. 97 della nostra carta costituzionale.

Partecipazione Comunitaria

Coinvolgere attivamente la comunità locale nell’implementazione di programmi di volontariato o iniziative di partecipazione che possano supportare le attività della Polizia Locale. Progetti come il “Controllo del Vicinato” possono contribuire a sviluppare il già forte senso di comunità.

Efficienza Operativa

Migliorare l’efficienza operativa attraverso l’implementazione di tecnologie innovative e strategie organizzative, in modo da iniziare a ottimizzare l’utilizzo delle risorse umane disponibili. Penso alla completa digitalizzazione del procedimento sanzionatorio e quindi alla creazione di fascicoli digitali nell’ottica di semplificare le procedure lavorative e allo stesso tempo fornire risposte chiare e celeri al cittadino.

Incentivi per il Personale

Introdurre politiche di incentivi per il personale, come riconoscimenti per il merito e programmi di sviluppo professionale, per promuovere la motivazione e la fidelizzazione. Ogni operatore deve sapere che è parte integrante della struttura all’interno della quale deve fornire il proprio apporto in termini di lavoro ma anche di idee, deve sentirsi ascoltato e avere contezza che il lavoro di gruppo porta ad un valore aggiunto, bisogna essere una squadra ossia un corpo.

Collaborazione con l’Istituto Penitenziario

La presenza a Sulmona di un istituto penitenziario adibito principalmente al regime carcerario previsto dall’articolo 41-bis è sicuramente un elemento di rischio per una comunità delle aree interne della nostra Italia ma non bisogna dimenticare che la Città di Sulmona è stata decorata di medaglia d’argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività partigiana, quindi eredi di una storia che ha insegnato cosa significa la talvolta abusata parola resilienza. Bisogna incrementare la politica della prevenzione e del controllo del territorio facendo dell’istituto penitenziario una bandiera e uno stimolo nella quotidiana lotta per i valori della legalità e non uno strumento per pensare e rendere vulnerabile la nostra città.

Collaborare con l’Istituto Penitenziario locale è un dovere ma soprattutto una opportunità per sviluppare strategie congiunte di sicurezza e condivisione delle risorse, tenendo conto delle particolari sfide che potrebbero emergere da questa collaborazione.

Mi aspetto che l’implementazione di queste strategie contribuirà a rafforzare numericamente la nostra forza di Polizia, migliorando la capacità di risposta alle esigenze della comunità e garantendo un ambiente più sicuro e protetto per tutti i residenti di Sulmona.

A tal proposito mi permetto di ricordare che la polizia locale, essendo legata al contratto di lavoro delle funzioni enti locali, è legata ai vincoli assunzionali e di spesa dell’ente comune e, quindi, ben si potrebbe immaginare per la nostra realtà prevedere assunzioni in deroga, così come previsto dal decreto legge 123/2023 che, al fine di garantire l’incremento della sicurezza urbana ed il controllo del territorio, ha autorizzato il comune di Caivano ad assumere a tempo indeterminato, mediante procedure concorsuali semplificate di cui all’articolo 35-quater, comma 3-bis, del decreto legislativo 305 marzo 2001, n. 165, o mediante scorrimento di graduatorie vigenti di altre amministrazioni, comunque in deroga al previo espletamento delle procedure di cui all’articolo 30 del medesimo decreto legislativo, 15 unità di personale non dirigenziale del corpo della polizia locale. Le assunzioni in parola sono autorizzate in deroga ai vincoli assunzionali.


    Il lavoro del Poliziotto Locale come si sa è tra i più difficili in quanto il rapporto umano si pone alla base dello stesso. Alla luce della sua esperienza quale episodio ricorda con più affetto e quale quello che lo ha maggiormente rattristito?


Il lavoro del poliziotto locale è davvero impegnativo e la componente umana è al centro di ogni interazione, posso affermare che nella risoluzione delle problematiche lavorative la conoscenza della normativa è importante ma lo è ancora di più l’approccio psicologico, in un’epoca dove spesso il cittadino chiede anche solo di essere ascoltato. Il poliziotto locale spesso è espressione del territorio, quel territorio di cui conosce tutto e tutti, ciò rappresenta un punto di forza ma allo stesso tempo potrebbe rappresentare un punto di debolezza nelle sue relazioni sociali che lo espongono a possibili fenomeni corruttivi per cui occorre alzare l’asticella dei controlli amministrativi che il nostro legislatore pone quali rimedi alla distorsione del bene pubblico.

Riflettere su episodi significativi nei miei 26 anni di servizio è inevitabilmente un esercizio complesso, ma posso condividere alcuni momenti che mi hanno segnato.

Ricordo con particolare affetto un episodio in cui, durante un evento comunitario, gli operatori della Polizia Locale hanno lavorato insieme alla comunità per organizzare un programma di prevenzione e sensibilizzazione nell’ambito di un progetto contro le piazze di spaccio. La partecipazione attiva della comunità, delle parrocchie, l’entusiasmo dei giovani delle scuole e il senso di unità che si è creato durante quell’evento rimangono un esempio di come la collaborazione tra il poliziotto locale visto come vera polizia di prossimità e la comunità possa generare impatti positivi duraturi.

D’altra parte, un episodio che mi ha profondamente rattristato è stato il decesso del mio predecessore nel Comando di Atripalda a causa di una malattia. La perdita di chi è stato punto di riferimento e maestro è sempre un momento difficile e doloroso. Sia nel 2013, quando ho assunto quel Comando che oggi nel 2023 in cui ho assunto questo mi sarebbe stato di grande aiuto poter contare sulla sua visione.

Questo evento ha lasciato un vuoto nel cuore della comunità e della Polizia Locale che ho onorato attraverso l’intitolazione di quel Comando con una targa posta di fianco al mio ex ufficio.

Entrambi gli episodi, in modi diversi, sottolineano l’importanza del legame tra la polizia locale e la comunità, così come la necessità di affrontare le sfide e le tragedie con unità e determinazione. Il lavoro della Polizia Locale è intrinsecamente legato alla vita delle persone che serviamo e sono questi momenti che ci ricordano quanto sia cruciale preservare e nutrire il legame umano.

Mi sembra sempre che le parole migliori siano quelle che accompagnano la foto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che campeggia nel mio ufficio: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.

Ricordo e porto nel mio cuore questi e altri episodi che mi hanno insegnato – più di quanto io abbia potuto insegnare – quanto essere al servizio della comunità sia faticoso, ma anche gratificante, perché in fondo è un privilegio poter lavorare con tutte le proprie energie e tutto il proprio entusiasmo e tutta la propria competenza a un progetto che non ha a che fare con gli interessi particolari, ma con l’interesse e la volontà generale.




    Ha lasciato una comunità, qual è quella di Atripalda in provincia di Avellino che le ha, e lo si percepisce chiaramente, sempre tributato e tuttora lo fa attestati di innata stima e affetto. Esiste una ricetta a tal proposito?


L’aver ricevuto e continuare a ricevere attestati di stima e affetto dalla comunità di Atripalda è sicuramente un segno della connessione instaurata con la città nella sua interezza. Sebbene non ci sia una “ricetta” universale per creare e mantenere un rapporto così significativo con una comunità, ci sono alcuni principi chiave che spesso contribuiscono a creare un legame forte e duraturo; sono ingredienti semplici come l’ascolto, la trasparenza, una comunicazione chiara, l’empatia e la sensibilità culturale, l’orientamento alla comunità e il sentirsi socialmente responsabile.

Dimostrare un autentico interesse nei confronti delle preoccupazioni, dei bisogni e delle opinioni della comunità è fondamentale. L’ascolto attivo crea un senso di fiducia reciproca e dimostra che la priorità è comprendere e rispondere alle esigenze della gente. A fronte di ciò, come già detto, il mio ufficio è stato e sempre sarà aperto a tutti.

Atripalda è per la sua posizione geografica una realtà commercialmente complessa ma, devo dire che, Sulmona è una realtà altrettanto multiforme dal punto di vista commerciale, industriale, ambientale oltre che storico, artistico, culturale e turistico.

Essere parte integrante della comunità, partecipando a eventi locali, manifestazioni e incontri, aiuta a costruire un legame tangibile. La partecipazione attiva dimostra il coinvolgimento e l’impegno nel benessere della comunità. Per questo ho voluto trasferirmi a Sulmona per vivere la città in tutte le sue sfaccettature insieme alla mia famiglia alla quale devo tanto in termini di sostegno emotivo.

Mantenere un approccio trasparente e comunicare in modo chiaro è essenziale. Quando la comunità comprende le azioni e le decisioni della Polizia Locale, si crea una maggiore fiducia e comprensione reciproca. Meglio affrontare subito ogni problematica, meglio un netto “no” che un “ni” che determina solo false aspettative.

Entrare in empatia con la comprensione approfondita delle dinamiche culturali della comunità è essenziale. Rispettare i luoghi della memoria, della storia, le tradizioni locali e dimostrare sensibilità alle diverse prospettive contribuisce a costruire un rapporto più forte e coinvolgente per poter incidere sul rispetto della legalità non con le parole ma con l’esempio concreto.

Orientare il servizio della Polizia Locale alle esigenze specifiche della comunità, con un focus sulla sicurezza e il benessere locale, contribuisce a far percepire la polizia come una risorsa preziosa.

Partecipare a iniziative di responsabilità sociale, come progetti di volontariato o programmi educativi, testimonia un impegno tangibile per contribuire positivamente alla comunità. Ricordo come nella mia competenza rientri anche la Protezione Civile e quindi il Gruppo Comunale di Volontariato.

Ognuna di queste componenti, insieme alla tenacia, allo stile di leadership e all’autenticità, hanno contribuito a creare e mantenere un forte legame con la comunità di Atripalda alla quale va il mio ringraziamento per le meravigliose attestazioni di stima ricevute con l’auspicio di fare ancora meglio a Sulmona.


    Esiste il detto che chi bene incomincia è a metà dell'opera e, da quello che sembra di aver capito, la sua persona a Sulmona si colloca molto bene in questo contesto. Volendo azzardare una risposta crede di poter dire come la pensano i suoi uomini?


Sono lusingato dal suo apprezzamento e dalla percezione positiva del mio inizio a Sulmona, città che mi ha affascinato sin da quando la frequentavo, prima da partecipante e poi da relatore, in occasione dei convegni della polizia locale. Tuttavia, l’esperienza mi ha insegnato che la valutazione del mio operato è un processo sempre in fieri e che soprattutto la percezione dei miei uomini è essenziale per valutare appieno l’efficacia delle mie azioni.

Sono fermamente convinto che per ottenere una comprensione più completa del sentire dei miei uomini devo impegnarmi costantemente a mantenere canali aperti di comunicazione, organizzare regolarmente riunioni di squadra, sessioni di ascolto e colloqui individuali per assicurarmi di comprendere le preoccupazioni, le prospettive e le idee del personale.

La chiave per una leadership efficace è instaurare un clima di serenità, di fiducia e apertura, consentendo ai membri del team di esprimere liberamente le proprie opinioni. Sono consapevole che solo ascoltando attivamente i miei collaboratori posso adeguare le strategie e le politiche per rispondere al meglio alle esigenze della squadra e della comunità che serviamo.

Mi auguro che il mio impegno per un inizio positivo si traduca in un clima di lavoro coeso e motivato. Tuttavia, resto sempre aperto al feedback e alle prospettive dei miei uomini, poiché credo che il successo sia il risultato di un lavoro di squadra e di una collaborazione continua.

Per rispondere alla domanda devo dire che ho trovato collaboratori validissimi dal forte senso di appartenenza e spiccata professionalità, sin dai primi giorni ci siamo osservati con la comune speranza di proiettare Sulmona nel terzo millennio con un Corpo di Polizia Locale sempre più coeso e punto di riferimento. Oggi mi permetto di dire che ci stiamo lavorando e ci stiamo credendo insieme… ai posteri poi l’ardua sentenza.


    Si sente più comandante o più un leader da spogliatoio?


Sarebbe semplice dal punto di vista delle mie responsabilità rispondere “comandante” facendo riferimento al ruolo di impartire direttive con l’autorità che deriva dal mio ruolo, ma ciò mi farebbe perdere di vista il valore umano, il rispetto per le persone e l’autorevolezza necessaria al ruolo di dirigente ossia di colui che deve dirigere la squadra e quindi fornire suggerimenti e supporto, soprattutto nello spogliatoio.

Il ruolo ricoperto mi porta ad assumere una filosofia di leadership che incorpora elementi sia di comando che di leadership da spogliatoio. Entrambi gli approcci sono complementari e cruciali per raggiungere una squadra coesa e motivata.

Come dirigente, è mia responsabilità fornire direttive chiare, stabilire obiettivi e garantire che il lavoro venga svolto in modo efficace ed efficiente. L’aspetto di comando si concentra sull’organizzazione e sulla gestione delle risorse per raggiungere gli obiettivi stabiliti. Questo approccio è particolarmente importante quando si tratta di operazioni tattiche e di garantire il rispetto delle leggi e delle procedure.

D’altra parte, il concetto di leadership da spogliatoio pone l’accento sulla coesione del team, sulla motivazione individuale e collettiva, e sulla creazione di un ambiente di lavoro positivo. Un leader da spogliatoio ispira e motiva la squadra, incoraggia la collaborazione e promuove un senso di appartenenza. Questo approccio è cruciale per creare un clima in cui i membri del team si sentono valorizzati e sono più propensi a dare il massimo.

In sintesi, cercherò, come ho sempre cercato, di bilanciare l’autorità e la guida, cercando di essere un comandante quando è necessario stabilire direzioni chiare e prendere decisioni, e un leader da spogliatoio per nutrire un ambiente di lavoro positivo e motivante.


    L'International Police Association, nella sua rivista, riserva uno spazio ad una rubrica dal titolo “Storie vere”. Attraverso essa si vuole offrire ad appartenenti delle forze armate e/o dell'ordine la possibilità di raccontare una storia che ha segnato il loro percorso professionale. Se la sente di raccontarci quella sua di storia?


Apprezzo molto l’opportunità di condividere con voi questa storia che ha segnato profondamente il mio percorso professionale, un’esperienza che abbraccia sacrifici, formazione e duro lavoro.

Durante il mio percorso, ho deciso di specializzarmi in un’area specifica della Polizia Locale che richiedeva e richiede una formazione intensiva e duratura in uno scenario legislativo in continua evoluzione e dove le certezze del diritto sono sempre più evanescenti. Questa scelta è stata dettata dalla volontà di affrontare le sfide complesse e in continua evoluzione che caratterizzano il mondo di oggi e soprattutto condividere con una comunità il sapere, il saper fare e soprattutto il sapere essere.

Il percorso formativo è stato estremamente impegnativo con successi raggiunti a piccoli ma solidi passi in un mondo di insidie, ma tenendo sempre presente la responsabilità verso la sicurezza e il benessere della comunità servita.

Uno degli aspetti più gratificanti di questo percorso è stato vedere la crescita personale e professionale nel tempo. Ogni sfida affrontata, ogni lezione appresa, ogni successo o insuccesso ha contribuito a plasmare la comprensione del ruolo della Polizia Locale nella società e a rafforzare la determinazione nel fornire un servizio di qualità alla comunità.

Il duro lavoro e la formazione che oggi, da formatore, relatore e docente porto in giro per l’intera Italia, nei comandi ma anche nelle aule universitarie, sono diventati parte integrante della mia vita e del mio essere, ma questa è la storia di oggi, una storia che quando ho cominciato solo un narratore onnisciente poteva immaginare. Infatti, all’inizio di questa storia ero un piccolo uomo in un piccolo comando in cui ero insieme operatore e comandante, e non avevo altri maestri che la legge e la strada: allora non avevo nessuna storia da raccontare in un’intervista. A volte le risorse per il progresso personale e professionale sono fuori di noi, in ambienti sfidanti e pieni di opportunità; a volte queste risorse sono dentro di noi, nella volontà ferrea, nella dedizione allo studio, nella passione per il senso di comunità.

Questa storia vuole essere un ringraziamento a tutti coloro che da allora hanno creduto in me, che mi sono diventati maestri e punti di riferimento, ai tanti colleghi d’Italia con i quali ogni giorno ci confrontiamo e grazie ai quali oggi riesco a donare competenze e conoscenza, perché il “sapere è potere”.

Questa storia è un omaggio a tutti coloro che hanno intrapreso un percorso simile, dedicando il loro impegno, la loro passione e la loro determinazione al servizio della comunità.

Il lavoro nella Polizia Locale richiede un impegno costante, ma la gratificazione di proteggere e servire la propria comunità è insostituibile.

Questa mia storia oggi approda nella Città di Sulmona che riporta sullo stemma le iniziali del celebre emistichio di Publio Ovidio Nasone “Sulmo Mihi Patria Est”. Oggi sento mia patria la patria che fu di Ovidio, e la servirò come le patrie vanno servite, e come questa città e la sua storia insegnano a servirle.


Voglio in ultimo dire che è la dedizione al collega, al corpo, alla causa che spinge sempre oltre i propri limiti, anche quando le risorse di tempo sembrano dover erodere gli spazi della condivisione. Anche adesso, mentre in una domenica mattina, dedico il mio tempo a condividere qualcosa di me e delle mie storie, devo ricordare che devo questa possibilità al collega Girolamo Simonato che – condividendo la passione per la formazione girovagando per l’Italia – una sera in quel di Cosenza mi ha parlato di chi con spiccato senso di competenza e professionalità ma soprattutto con grandi valori e cuore tenero serviva questa città di Sulmona, raccontandola. È l’uomo al quale oggi lascio questa intervista, come un impegno non soltanto a saper fare, ma anche a saper raccontare le scelte non sempre semplici che in nome del bene e dell’interesse di una comunità occorre fare".


Il Project Manager della Rivista

Mauro Nardella

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