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lunedì 28 agosto 2023

FP CGIL:"CONTINUA IL CAOS SULLA GESTIONE DEI BUONI PASTO DA PARTE DELLA ASL 01 ABRUZZO"

L'AQUILA - "Dal mese di gennaio non vengono erogati i buoni pasto neanche al personale che ne ha usufruito per anni senza alcuna ragione plausibile o alcuna contestazione con una sensibile ricaduta sui loro bilanci famigliari.A mesi dalla tanto propagandata come un successo ed una grande vittoria per i lavoratori del settore regna ancora la disorganizzazione più totale ed i dipendenti si trovano in una fase di stupor ed incertezza. La verità che emerge è che: la stragrande maggioranza degli operatori della ASL, pur avendone diritto, non ha ricevuto né il buono pasto sostitutivo e neanche la scheda necessaria per poterne usufruire. L’Azienda, nel tentativo di abbassare i toni della contestazione con le sigle sindacali aveva diramato una circolare, con la quale però, anziché apportare elementi di risoluzione del problema, ha fatto emergere nuove ed innumerevoli criticità tra cui quella dell’obbligo per il personale, ai fini della maturazione del buono pasto, di una prestazione lavorativa aggiuntiva di 30 minuti oltre il normale turno di lavoro pari a 7 o più ore.Posizione, questa, assurda e sconcertante. La dirigenza della ASL deve dare seguito alle sentenze applicandole e non interpretandole in pejus.
Le innumerevoli sentenze della Suprema Corte di Cassazione, stabiliscono, semplificando il concetto, che, qualora la prestazione lavorativa ecceda le 6 ore e la stessa non possa essere interrotta per l’effettuazione della prevista pausa, nel caso in cui la mensa aziendale non sia fruibile, le lavoratrici ed i lavoratori hanno diritto al buono pasto.
Viceversa, il personale che presta servizio oltre l’orario contrattualmente previsto, presta lavoro straordinario che, come tale, va retribuito.
NE CONSEGUE CHE, MOLTO BANALMENTE, SE IL PERSONALE STA LAVORANDO (CO-
ME PUÒ ESSERE FACILMENTE RILEVATO DAI SISTEMI INFORMATICI IN POSSESSO
DELLA ASL), LO STESSO NON PUÒ ESSERE CONSIDERATO IN PAUSA!
Dobbiamo purtroppo constatare che, questo semplice quanto banale concetto, non viene o non vuole
essere compreso dalla ASL 1.
E’ altrettanto semplice ipotizzare che, qualora la ASL non riveda la propria posizione, si esporrebbe ad innumerevoli contenziosi con il personale ed a conseguenti e consistenti esborsi economici.
Va precisato che dalla pubblicazione della prima sentenza della Suprema Corte di Cassazione, queste
OO.SS. si sono fatte parte diligente nel cercare di trovare una soluzione bonaria alla questione ma, nostro malgrado, abbiamo assistito soltanto ad innumerevoli rinvii ed all’emanazione di circolari di contenuto non condiviso e non condivisibile oltre che in palese contrasto con la costante giurisprudenza.
Prendiamo atto che da oltre un anno, nonostante le nostre sollecitazioni, non siamo mai stati convocati per affrontare la problematica dei buoni pasto.
Ulteriormente in spirito assolutamente propositivo e collaborativo le scriventi OO.SS. si sono fatte promotrici di una nuova richiesta di incontro per dirimere la problematica ma In assenza una celere convocazione e di risposte concrete, le OO.SS. FP CGIL L’Aquila, , Fials L’Aquila e Nursind L’Aquila non esiteranno a dar vita a manifestazioni di rivendicazione e protesta in tutti gli Ospedali e Territori della Provincia".


FP CGIL L’AQUILA FIALS L’AQUILA NURSIND L’AQUILA
Anthony Pasqualone Simone Tempesta Samantha Boccia
Salvatore Placidi

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