Un traguardo importante, dal forte valore simbolico, che rinnova lo spirito di una storia iniziata nel 1951 e diventata, negli anni, patrimonio identitario non solo dell’Abruzzo ma dell’intero Paese.
La scena, carica di emozione, ha preso forma attraverso i volti dei protagonisti che hanno interpretato i personaggi della Natività. Al centro di tutto, la Madonnina: Maria Stella Ferrara, 16 anni, studentessa del liceo scientifico di Castel di Sangro.
«Per me, che sono di Rivisondoli, è un onore e una responsabilità vestire i panni della Madonnina» ha detto, con la voce ferma e lo sguardo che brillava d’emozione. «In un mondo devastato dalle guerre, spero possa partire proprio da qui un messaggio di pace e fratellanza». Un desiderio che porta con sé fin dall’infanzia, quando il fratellino fu scelto come Bambinello nell’edizione 2014.
Accanto a lei, Giulio Santoro, 33 anni, di Popoli, studente dell’Università dell’Aquila, che ha interpretato San Giuseppe. E poi la Madonna dell’Annunciazione, affidata alla giovane rivisondolese Federica Como, 17 anni; l’Arcangelo Gabriele, impersonato da Giulia D’Eramo, 13 anni di Pescocostanzo; e gli angeli Sofia D’Eramo, 10 anni, e Camilla Monaco, 17, entrambe chiamate a dare forma alla parte più luminosa e spirituale della rappresentazione.
Il cuore della scena, come ogni anno, è stato il Bambinello, interpretato dall’ultimo nato del paese: Andrea Raucci Martini, venuto alla luce il 5 settembre scorso. Un simbolo tenero e potente della continuità.
A custodire con cura la tradizione ancora una volta Patrizia
Ferrara, costumista e anima del Presepe Vivente da oltre trent’anni,
mentre il servizio di protezione civile PIVEC di Castel di Sangro
garantirà la sicurezza operativa dell’evento.
Ma il 2026
rappresenta soprattutto un anno di svolta. Per volontà del direttore
artistico Geppy Lepore e del presidente dell’organizzazione Pasquale Del
Cimmuto, il Presepe Vivente apre i suoi confini e coinvolge attivamente
le scuole abruzzesi in un percorso creativo dedicato alla storica
rappresentazione. Gli studenti sono stati chiamati a realizzare opere e
progetti ispirati alla Natività rivisondolese, dando vita a un dialogo
tra generazioni che guarda al futuro senza smarrire l’eredità del
passato.
Così, a settantacinque anni dalla sua prima edizione, Rivisondoli riafferma il suo ruolo nella storia del Presepe Vivente italiano. Una storia che continua a emozionare, a riunire la comunità e a raccontare, con la semplicità e la forza del rito, la bellezza di un Natale che accompagna il paese da tre quarti di secolo. Un Natale che ogni anno si rinnova, e ogni anno sembra sorprendere ancora".








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