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giovedì 16 giugno 2022

"STRAGE DI QUERCE, GINEPRI, SALICI E PIOPPI ALLA RISERVA DELLE SORGENTI DEL PESCARA A POPOLI, UNA DELLE PRIME AREE PROTETTE REGIONALI IN ABRUZZO"

"SOPRALLUOGO IN AREA INTERDETTA AL PUBBLICO NEL CUORE DELLA PICCOLA RISERVA FA VENIRE A GALLA LA VERITA': APERTA PURE UNA PISTA PER L'ESBOSCO!ASSOCIAZIONI "LA REGIONE ABRUZZO INTERVENGA SULLA GESTIONE DI QUESTA E DI ALTRE AREE PROTETTE, TROPPE CRITICITA', COSI' SI PERDE UN PATRIMONIO UNICO" POPOLI - Replica a mezzo stampa del Comune di Popoli contraddittoria e infondata: se passasse il loro approccio alla sicurezza tutti i faggi vetusti del bosco di Sant’Antonio o quelli lungo i sentieri del Parco d’Abruzzo dovrebbero essere abbattuti.“Querce, ginepri, salici, pioppi: decine e decine di alberi anche di grandi dimensioni sono stati tagliati, in per giunta in pieno periodo riproduttivo, nella riserva naturale regionale Sorgenti del Pescara a Popoli. Per le associazioni è un incredibile scempio realizzato letteralmente nel cuore di una delle prime aree protette della Regione. Nelle riserve regionali stanno accadendo fatti sempre più gravi – pensiamo al Borsacchio, alla Marina di Vasto – ma questo supera ogni immaginazione. L’ufficio parchi della Regione Abruzzo deve intervenire duramente, un patrimonio unico non può essere trattato in questo modo” così le associazioni Salviamo l’Orso, Lega Italiana Protezione Uccelli e Stazione Ornitologica Abruzzese sulle inequivocabili immagini raccolte durante un sopralluogo avvenuto venerdì scorso 10 giugno.


In realtà i tagli avvenuti si riferiscono a due diversi interventi. Il primo, quello delle immagini divulgate con il presente comunicato, è stato fatto lungo il sentiero Canapine. E’ stata addirittura aperta una pista di esbosco dove prima vi era un sentiero di poche decimetri di larghezza, tagliando decine di alberi di grandi dimensioni e tantissimi di più piccoli. A cadere sotto le motoseghe pioppi, salici, querce, ginepri e altre specie. Hanno tagliato molti alberi che erano vivi e in piedi oltre a intervenire su alcuni alberi che erano, a detta dell’assessore Mario Lattanzio presente al sopralluogo, inclinati o a terra. Il secondo, avvenuto pochi giorni dopo il primo e sempre in piena stagione riproduttiva, e oggetto del nostro comunicato dell’8 giugno, ha riguardato diversi enormi e magnifici salici proprio all’ingresso delle sorgenti.


Le associazioni ricordano che l’area è un Sito di Interesse Comunitario dove ogni intervento deve essere preceduto da una Valutazione di Incidenza Ambientale, con uno studio che deve essere reso pubblico attraverso un avviso alla cittadinanza per far pervenire, entro 30 giorni, le eventuali osservazioni. La decisione deve essere pubblicata sul sito dell’Ente e lì deve rimanervi per diversi anni. Di tutto ciò non siamo riusciti a trovare traccia sul sito del Comune di Popoli. Facciamo anche notare che oltre a diverse specie di chirotteri e uccelli protetti a livello internazionale che si riproducono proprio sugli alberi di grandi dimensioni, la Riserva ospita uno degli insetti più rari d’Europa, l’Osmoderma eremita, addirittura prioritario per la UE. Anche questa specie è strettamente legata agli alberi vetusti.


In relazione alle motivazioni addotte, per ora solo a mezzo stampa e senza mostrare un solo atto, dal Comune di Popoli, che sostiene la necessità di riaprire con un finanziamento regionale il sentiero Canapine chiuso da anni per la presenza di alberi pericolanti al fine di ospitare scolaresche ecc, facciamo notare che, a parte le questioni autorizzative su cui torneremo con più dettagli nelle prossime settimane, vi sono numerose ed evidenti contraddizioni e questioni letteralmente infondate che già ora possono essere qui sotto brevemente evidenziate:


1)sulla questione sicurezza. Un conto è tagliare qualche raro albero inclinato, un conto è abbattere decine di alberi in piedi. Altrimenti il Parco della Majella dovrebbe abbattere per primo tutti o quasi gli alberi del secolare bosco di S. Antonio visitato da migliaia di persone! Sa il comune di Popoli quanti alberi cadono naturalmente ogni anno lungo i sentieri del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise? Tagliamo tutti i boschi vetusti? I sentieri possono essere deviati oppure interdetti nei periodi di maggior rischio e in particolari condizioni (neve; forte vento ecc.). A mero titolo di esempio, uno dei salici tagliati all’ingresso poteva essere tranquillamente risparmiato spostando di pochi metri una staccionata.


2)Le specie tagliate. Il comune sostiene di aver tagliato pioppi oggetto di antica piantumazione. In realtà hanno tagliato, come si vede inequivocabilmente nelle foto e nei video, anche querce, ginepri, salici. Quale problema di sicurezza, ad esempio, può dare una roverella di 40 cm di diametro? E un ginepro? Inoltre, per i pioppi, una conto è fare una progressiva selezione negli anni un conto è tagliare contemporaneamente e in periodo riproduttivo decine e decine di alberi di enormi dimensioni che svolgono molteplici funzioni ecologiche;


3)periodo di taglio. Il comune richiama il divieto di accesso esistente da anni e l’esistenza di un finanziamento regionale: ammesso e non concesso che alcuni alberi - sicuramente una parte minoritaria - dovessero essere oggetto di intervento per la sicurezza, è incredibile che si sia operato in pieno periodo riproduttivo , per una questione nota da tempo. Il taglio degli alberi in periodo riproduttivo, è vietato perché si sa che sugli alberi nidificano gli uccelli, dalle capinere ai rigogoli,dai picchi ai merli!


4)la pista di esbosco e legna asportata. Il sentiero Canapine, come noto a tutti i frequentatori delle Sorgenti del Pescara e come emerge nelle 3 (tre) foto divulgate dal comune (!), era largo pochi decimetri. Nelle aree protette di tutto il mondo se si deve intervenire su un raro albero caduto o inclinato su un sentiero non si apre una pista per mezzi meccanici nel cuore della riserva e mentre nidificano gli aironi a pochi metri ma si interviene in autunno tagliando esclusivamente la porzione di tronco che ostacola o mette a rischio il cammino. Se si reputa opportuno asportare parte del legname come ammesso dal comune si può tranquillamente operare con i muli come si fa addirittura fuori dalle aree protette nei tagli boschivi commerciali. In realtà la quantità di legname è direttamente proporzionale al taglio drastico che è stato effettuato, altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di asportare fuori dalla riserva neanche un quintale di legna. Chi ha preso in carico questa legna, quale quantità, con quali autorizzazioni e per quali finalità lo sapremo una volta che avremo gli atti.


Purtroppo nella Riserva delle Sorgenti del Pescara negli ultimi mesi si sono susseguite vicende assolutamente gravi, come l’assalto di Pasquetta oppure l’occupazione non regolare delle sponde dell’area di protezione esterna per la canoistica, un’attività che era stata addirittura magnificata dalla direttrice della Riserva Pierlisa Di Felice che evidentemente non si era accorta delle criticità autorizzative. La dirigente si era anche piccata per la diffusione delle inequivocabili foto di Pasquetta tanto da fare un comunicato di autodifesa del tutto fuori luogo visto che poco dopo la Giunta Comunale ha varato il numero chiuso nei giorni di principale afflusso come da noi richiesto.


Oltre che in questa riserva nelle ultime settimane sono venuti al pettine numerose problematiche anche in altre aree protette regionali, dal Borsacchio a Roseto a Marina di Vasto. Chiediamo alla Regione Abruzzo e in particolare al dirigente Sabatino Belmaggio e alla funzionaria Serena Ciabò un intervento immediato per valutare fatti che reputiamo assai gravi perché si rischia di svilire un patrimonio unico.


PS: solo un accenno merita un ulteriore passaggio del comunicato del comune, non corrispondente al vero, e, cioè, che il sopralluogo congiunto sia stato fissato prima del nostro comunicato stampa dell’8 giugno. Le associazioni, dopo diverse segnalazioni pervenute circa motoseghe in azione, il 22 maggio scorso hanno inviato una lettera urgente al comune chiedendo a)spiegazioni sugli interventi in atto facendo notare che i lavori si svolgevano nel pieno del periodo riproduttivo degli animali con decine di nidi di picchi, merli, verzellini ecc.; b)di svolgere un sopralluogo congiunto urgente; c) di avere accesso agli atti dei progetti. Alla nota seguiva prima una telefonata di sollecito all’assessore Mario Lattanzio e dopo, il 31 maggio, un altro sollecito via wapp. Passati invano altri 8 giorni, le associazioni alle 13:59 dell’8 giugno inviavano alle redazioni e a tutte le chat wapp un primo comunicato. Alle 14:17, guarda caso, venivano contattate dall’assessore Lattanzio per prendere appuntamento. Spiace che un’amministrazione e un’istituzione debbano ricorrere a certi metodi di comunicazione che a nostro avviso qualificano chi li adotta (alleghiamo a questo punto gli screenshot della chat wapp e dell’invio comunicato alle redazioni con orario evidenziato)".


STAZIONE ORNITOLOGICA ABRUZZESE


LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI


SALVIAMO L'ORSO

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