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lunedì 24 gennaio 2022

TRIBUNALI MINORI ABRUZZO, EMENDAMENTO COLLETTI PER PROROGA FINO AL 2025

PESCARA - Proroga, fino al 31 dicembre 2025, dell’attività dei quattro tribunali minori abruzzesi, cioè quelli di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto. E’ quanto prevede l’emendamento presentato dal deputato Andrea Colletti (Alternativa) al decreto Milleproroghe attualmente in discussione alla Camera. Tale misura scongiurerebbe la chiusura delle quattro strutture, al momento prevista per settembre 2022 per effetto di diverse proroghe rispetto a quanto inizialmente disposto dalla riforma varata dal Governo Monti nel 2012.Colletti è già intervenuto più volte sull’argomento. Solo pochi mesi fa aveva presentato un emendamento, poi dichiarato inammissibile, e un ordine del giorno, bocciato dalla maggioranza di Governo.“Sono prorogate al 31 dicembre 2025 le piante organiche del personale amministrativo dei tribunali delle circoscrizioni di L’Aquila e Chieti soppressi – si legge nell’emendamento al decreto Milleproroghe – Entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge e per tutto il periodo corrispondente nell’arco temporale della proroga si provvede con appositi provvedimenti del ministero della Giustizia alla riapertura di una pianta organica flessibile di tale personale da assegnarsi ai singoli distretti con individuazione anche dei posti giudicanti e requirenti, il tutto ai sensi dell’articolo 4, comma 1 e 2, della legge 13 febbraio 2001, n. 481, come modificato dal comma 432 della legge di bilancio per l’anno 2020”.“Non si tratta solo di una questione di riordino della geografia giudiziaria e di tutte le conseguenze che la chiusura può comportare dal punto di vista dei servizi. Gli effetti della soppressione andrebbero a incidere pesantemente sul territorio – ribadisce il deputato – Mantenere aperti i tribunali significa anche tutelare l’economia locale, già duramente colpita dall’emergenza sanitaria in atto. Salvare le quattro strutture – conclude Andrea Colletti – consentirebbe di evitare conseguenze socioeconomiche pesantissime”.

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