SULMONA - “Anche quest’anno, come da tradizione, – inizia la nota del movimento – abbiamo deciso di inaugurare l’inizio della scuola riempiendo le città di tutta Italia di colori. Un inizio fittizio, l’inizio di un anno che di scuola non avrà niente: green pass, distanziamento, didattica a distanza, tutte insidie create ad hoc per rendere impossibile la vita degli studenti. Per questo il nostro messaggio è volutamente differente, perché intende sfidare la ‘normalizzazione’ delle misure restrittive”.“Guardiamoci intorno. Stiamo vivendo in società democratica e distopica: sanitaria, poliziesca, panottica. Hanno regolarizzato le fobie e istituito la paura come misura delle nostre vite. Non vogliamo scendere nella finta contrapposizione vax e no vax perché riteniamo siano due volti della stessa paura. Scegliamo l’ira, scegliamo di infuriarci contro la polizia del pensiero che nelle Università, nelle televisioni, nelle scuole e nei giornali sta dando vita ad una nuova caccia alle streghe. Contestiamo e rigettiamo il green pass nella forma politica di repressione del dissenso che sta assumendo in Italia ad opera di un regime democratico non eletto. Siamo stufi – continua la nota – di questo mondo che ci vuole creature docili convinte che la libertà sia riversare la propria rabbia sui social. La nostra ira è ‘funesta’ e vuole cantare una rivolta, non contare i like. Nel manifesto è raffigurato un toro imbrigliato: siamo noi e le corde rappresentano tutte le restrizioni, tutte le censure, tutte le catene del pensiero unico, tutti i tentativi di ridurre gli uomini e le donne a schiavi di sé stessi, creature docili in attesa della macellazione”.
“Il motto – conclude la nota – gioca sull’assonanza tra l’imperativo rivolto a chi non sa ancora cosa fare e il participio, rivolto invece a chi non avesse ancora chiaro il nostro stato d’animo in questo preciso momento storico. ‘Infuriati contro il morire della luce’, è un celebre verso di Dylan Thomas, ed è proprio di questa forza che ha bisogno ogni vera opposizione: l’energia della poesia e dell’azione che tenta di arrestare ed invertire il corso degli eventi quando ormai sembrano inevitabili. Infuriati significa che ognuno di noi è chiamato a combattere per la giusta causa: per la fine di questo sistema senza luce, disumano e repressivo, per l’inizio di una nuova vita per tutti i giovani italiani”.
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