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sabato 19 giugno 2021

AVEZZANO: CENTRO ASCOLTO GIOVANI, 302 RICHIESTE DI AIUTO IN UN ANNO

AVEZZANO - "Comune, Asl e associazione “Di Orio” non mollano la presa. Alla porta di via Treves, sede del centro di ascolto nato dall’asse tra il Comune, la Asl e l’associazione “Veronica Gaia Di Orio”, in un anno hanno bussato 302 giovani (uno ogni giorno lavorativo) con problemi legati alla depressione, l’alcol, le droghe e disturbi comportamentali: segno di una vera e propria emergenza sociale. Comune e Asl, consci del disagio crescente, soprattutto tra i giovani, certificato dagli operatori in un incontro a Palazzo di città, hanno rinnovato la convenzione con l’associazione per il servizio aggiuntivo al pubblico rivolto a giovani e famiglie di Avezzano e Marsica. Il patto   “anti-disagio”   tra   pubblico  e  privati   declinato  in   centro  di   ascolto, quindi,   andrà   avanti   senza   sosta   nella   sede   concessa   in   comodato  d’uso gratuito dal Comune, in attesa della riattivazione dello sportello scolastico, sospeso per la pandemia.       Un’attività  preziosa  che,  hanno   sottolineato   gli  addetti  ai   lavori,  non sostituisce   i   servizi   pubblici,   ma   li   supporta   nel   primo   incontro, l’accoglienza e l’orientamento. I numeri e la mole del lavoro di quest’anno stanno lì a testimoniare la valenza del progetto: hanno chiesto aiuto 302ragazzi; 200 per problemi di depressione, oltre 30 con situazioni collegate all’alcol, droghe o simili, più di 40 con problemi comportamentali, mentre sono   arrivate   decine   di   richieste   di   supporto   terapeutico   da   parte   delle famiglie. Enti e mondo del volontariato, quindi, continuano a operare gomito a   gomito,   con   “l’obiettivo”,   citando   le   parole   del   sindaco,   Gianni   Di Pangrazio, di “togliere tanti giovanissimi da una condizione di isolamento e restituire   la   bellezza   di   rapporti   veri   e   umani”.   Il   distacco   sociale,   la tecnologia,   la   mancanza   di   relazioni   e   altri   fattori   legati   alla   pandemia, hanno innalzato in modo preoccupante l’esigenza di agire subito e bene a supporto delle persone, in special modo di quelle in fase di formazione.      “L’organizzazione  mondiale della sanità”,  ha  sottolineato, il professor Ferdinando Di Orio, già Rettore dell’Università dell’Aquila, “ha annunciato che nel  2030  la  depressione  sarà  la  malattia   più  diffusa.  Ciò deve farci riflettere  per  agire  con  efficacia  e  determinazione  sul fronte  della  salute mentale:  Avezzano  rappresenta  un  modello  da emulare.  Tanti  Comuni  ci stanno   chiedendo   di   poter   replicare   l’intervento   fatto   nel   capoluogo marsicano   che   rappresenta   un   ottimo   esempio,   quantomeno   a   livello regionale”. In sala consiliare oltre al sindaco e al Professor Di Orio, erano presenti l’assessore Maria Teresa Colizza -che ha seguito l’iniziativa fin dai primi passi-, la direttrice del dipartimento sanitario della Asl Rossella De Santis, i dirigenti del Comune, Maria Laura Ottavi e Antonio Ferretti,   la Professoressa Anna Maggi e la Dottoressa Lucia Di Lorenzo (Presidente e vice dell’associazione) e la dirigente scolastica Veria Perez.

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