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mercoledì 26 maggio 2021

BLOCCO DEI LICENZIAMENTI, LA UIL ABRUZZO: “SERVE GRADUALITÀ. CASSA INTEGRAZIONE E NASPI TROPPO ALTE IN ABRUZZO, SI RISCHIA IL DISASTRO”

PESCARA - L’interruzione brusca del blocco dei licenziamenti rischia di avere conseguenze disastrose sull’occupazione in Abruzzo. Una regione dove ammortizzatori come la cassa integrazione e, ancora di più, la Naspi (l’assegno di disoccupazione) parlano di un’evidente fragilità del sistema produttivo. L’allarme arriva dalla Uil Abruzzo, che interviene sulla fine del blocco dei licenziamenti a partire dal 1 luglio, così come individuata dal governo dopo forti tensioni tra ministri e forze di maggioranza. “Solamente nel 2020 – commenta Michele Lombardo, segretario Uil Abruzzo – sono state 61.471.170 le ore di cassa integrazione autorizzate in Abruzzo, 16.143.359 nei primi quattro mesi del 2021, in aumento rispetto alle 16.086.103 dell’analogo periodo 2020. Cifra impressionanti, che parlano di quanto massiccio sia ancora il ricorso agli ammortizzatori sociali causa covid nella nostra regione. Ancora più impressionante è il dato relativo alla Naspi: nel 2020 sono state 46.937 le ore liquidate, inferiore sicuramente al 2019, quando erano 51.135, ma pur sempre erogate in una fase in cui il blocco dei licenziamenti è attivo. In altre parole, stiamo parlando di persone che, nonostante il blocco, il lavoro lo hanno già perso”.
Per questo, la Uil Abruzzo si dice preoccupata per le decisioni assunte: “Riteniamo sbagliata la posizione di Confindustria: per uscire dalla crisi c’è bisogno di gradualità, e servono strumenti che facciano da cuscinetto per un atterraggio morbido. I dati illustrati dicono che la fine del blocco toccherà profondamente l’Abruzzo. Se non lo manteniamo, insieme agli ammortizzatori legati alla pandemia, ci troveremo presto di fronte a grandissime difficoltà in termini occupazionali, con tutto ciò che ne consegue in termini di riflessi sociali. Anche per questo, nel corso della manifestazione in programma venerdì 28 maggio a Pescara sui temi della sicurezza sul lavoro insieme a Cgil e Cisl chiederemo al governo di ripensare la sua decisione, e di non appiattirsi sulla posizione di Confindustria che per noi rimane totalmente inaccettabile”.

Informazioni sulla Uil: www.uilabruzzo.it

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