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martedì 2 marzo 2021

ORDINANZA DEL PRESIDENTE MARSILIO:"SIAMO DI NUOVO ALLE PRESE CON L’ARROGANZA E L’APPROSSIMAZIONE DI DECISIONI PRIVE DI CONDIVISIONE E PARTECIPAZIONE"

L'AQUILA - "Siamo di nuovo alle prese con l’arroganza e l’approssimazione di decisioni prive di condivisione e partecipazione che, in quanto tali, generano conseguenze pesantissime per studentesse e studenti, alunni ed alunne, genitori, personale scolastico, lavoratrici e lavoratori.Di nuovo è mancata la capacità di ascolto, di interlocuzione, di confronto, come se chiudere la scuola fosse un puro atto amministrativo senza conseguenze. Continuiamo a vivere in una costante emergenza, ma è trascorso più di un anno dall’inizio della pandemia e sono mancati il coraggio e la capacità di programmare serie azioni a tutela della salute e della possibilità di garantire alla scuola le attività didattiche in presenza ed in sicurezza. Una chiusura così repentina, come quella dell’Ordinanza n 11 della Giunta Regionale  di Marsilio, senza l’indicazione di un termine, non tiene minimamente in considerazione il disagio materiale ed immateriale della popolazione. Questo tipo di scelta imporrebbe una larga condivisione se non altro tesa a bilanciarne i danni con misure compensative per la tranquillità e la quotidianità di tutte le categorie sociali su cui ricade. Una scelta del genere non può essere fatta nell’arco di una giornata e su dati non omogenei e contrastanti. Strafottenza e strapotere sono le basi di quello che è accaduto. Cosa dovrebbero fare le famiglie che non possono fruire di congedi parentali speciali? Utilizzare come ultima alternativa le proprie ferie e permessi? Oppure addirittura ridurre l’orario di lavoro a proprie spese? Siamo in attesa di atti normativi che possano garantire immediatamente le agibilità oggi non riconosciute, ma nelle more, sarebbe stato opportuno riflettere sulle conseguenze e gli sugli effetti sociali, economici e psicologici, che il ritorno alla DaD per la scuola primaria avrebbe provocato.   
Lavoratrici e lavoratori sono sottoposti all’ennesima scelta tra lavoro e famiglia, tra obblighi contrattuali e necessità familiari. In una fase di contrazione di lavoro e di salario non è ammissibile lasciare sole le persone, privandole di un sistema di protezione che consenta loro di vivere una esistenza dignitosa, nell’istruzione, nel lavoro, in famiglia ed in ogni azione quotidiana.  Sarebbero altre le scelte da fare, legate ai tempi, ai ritmi e alle priorità della vaccinazione. Se la scuola è  tra le criticità di questa pandemia (e ci perdoni la scuola) forse deve avere un accesso prioritario, sicuro e regolare alla vaccinazione. Un piano di vaccinazione coerente e diffuso, ben gestito e trasparente che dia tra le priorità assolute attenzione al personale tutto della scuola, ai ragazzi e alle ragazze e alle loro famiglie. Personale tutto perché a scuola non lavorano solo docenti ed ATA, ma vi sono gli assistenti educativi, gli operatori e le operatrici della mensa, le assistenti e gli autisti degli scuolabus che, ogni volta che la scuola va in Dad, si trovano a dover affrontare un’interruzione di lavoro e di salario che non è più sostenibile. L’emergenza economica è sotto gli occhi di tutti, quella sociale sta crescendo giorno per giorno.E’ il momento della partecipazione, un uomo solo al comando non può decidere per tutti. Occorre un profondo ripensamento di metodo e di merito".


CGIL PROVINCIA DELL'AQUILA

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