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martedì 2 febbraio 2021

"VACCINO COVID PROMOSSO A PIENI VOTI DA UNO STUDIO CONGIUNTO TRA ASL AVEZZANO-SULMONA-L’AQUILA E ISTITUTO ZOOPROFILATTICO DI TERAMO"

"COMPIUTE VERIFICHE SU 700 OPERATORI SANITARI: ALTA PROTEZIONE.È UNA DELLE POCHISSIME RICERCHE DEL GENERE A LIVELLO NAZIONALE.I RISCONTRI SUPPORTATI DA UN SECONDA VERIFICA CHE PUÒ ESSERE EFFETTUATA SOLO IN LABORATORI ITALIANI ALTAMENTE SPECIALIZZATI"
L’AQUILA – Uno studio in tandem tra Asl 1 Abruzzo e istituto Zooprofilattico di Teramo promuove a pieni voti il vaccino Pfizer contro il covid. Su circa 700 operatori sanitari, che lavorano nel comprensorio aquilano dell’azienda sanitaria, la protezione ha dato risultati inequivocabili: la risposta immunitaria è forte nel 96% dei vaccinati alla prima dose e nel 99% a una settimana dalla seconda. Lo studio condotto all’Aquila, congiuntamente all’Istituto di Teramo, è uno dei pochissimi a livello nazionale e si è avvalso, tra l’altro, di una seconda, ulteriore verifica, il cosiddetto test di neutralizzazione, che è possibile eseguire solo in pochi laboratori italiani altamente specializzati. Tale test in genere viene effettuato su persone che sono state colpite dalla malattia e che l’hanno superata, al fine di valutarne il livello degli anticorpi sviluppati ed essere eventualmente selezionate come donatori di plasma iperimmune da somministrare ai pazienti che vivono la fase acuta della patologia. Per la Asl provinciale di L’Aquila lo studio, sostenuto con forza dal Manager Roberto Testa, è stato portato a termine dal Servizio Immunotrasfusionale, guidato dalla dr.ssa Anna Rughetti e dai suoi collaboratori, insieme al servizio medici Competenti e autorizzati, rappresentati dalla prof.ssa Leila Fabiani e dalla dr.ssa Roberta Martinelli.  Per lo Zooprofilattico di Teramo sono stati impegnati il dr. Giovanni Savini, responsabile Laboratorio Sanità Animale, insieme al suo team, col pieno appoggio del direttore generale dell’Istituto, Nicola D’Alterio.
Le diverse verifiche, finalizzate a misurare la risposta immunitaria dell’organismo al covid, sono state compiute a tre settimane dalla prima dose di vaccino e dopo una settimana dalla seconda. La ricerca, tra l’altro, apre nuovi, positivi scenari perché potrebbe dare la possibilità di avere una maggiore disponibilità di plasma iperimmune. Quest’ultimo, infatti, potrebbe essere ricavato non solo da coloro che hanno sviluppato gli anticorpi dopo essere stati colpiti dalla malattia (che sono potenzialmente donatori) ma anche dai soggetti sani vaccinati.  
“Lo studio”, dichiarano i medici che ne sono autori, “ci consente di sostenere che la vaccinazione è pienamente efficace nel suscitare una risposta immunitaria e che tale risposta è altamente specifica e neutralizzante l’infezione. In chi è stato vaccinato sano, cioè nei 700 operatori sanitari sottoposti all’accertamento, l’efficacia della protezione è uguale o maggiore rispetto a chi si è ammalato e ha sviluppato le difese in modo naturale”

































 

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