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giovedì 23 luglio 2020

"L’ISTITUZIONE DELL’AREA PEDONALE URBANA HA INGENERATO UNA SITUAZIONE DI EVIDENTE MALCONTENTO E DISAGIO IN GRAN PARTE DEGLI OPERATORI ECONOMICI DEL CENTRO STORICO"

SULMONA - "L’istituzione dell’Area Pedonale Urbana ha ingenerato una situazione di evidente malcontento e disagio in gran parte degli operatori economici  del centro storico e non ha riscontrato il consenso di una parte consistente della popolazione residente.A nostro avviso,  le ragioni della netta contrarietà dei soggetti sopra indicati vanno essenzialmente ricondotte al metodo adottato dall’Amministrazione in carica, caratterizzato da superficialità ed approssimazione, più volte denunciate nel corso di questi anni.
Gli atti utilizzati per l’istituzione dell’A.P.U. recano espliciti riferimenti al “progetto di valorizzazione del centro storico e della Città nel suo complesso”, al “dialogo con i cittadini e residenti “. Si parla di “consultazione pubblica sul tema”.
Leggendo tali asserzioni, sorge un primo, spontaneo interrogativo: ma se fosse stata realmente perseguita una iniziativa di dialogo e partecipazione, come si giustifica la decisa avversione che tali provvedimenti hanno ingenerato?
La spiegazione più semplice trova fondamento nel fatto che l’amministrazione ha agito in modo superficiale,   con una valutazione sommaria e semplicistica delle complessive esigenze della comunità e si è indotti a pensare che, a termine di mandato, abbia voluto fregiarsi di una decisione che si connota solo in termini di facile propaganda, in piena continuità con  le vacue enunciazioni di cui ha dato continua prova in questi anni.
Un provvedimento che incide in modo concreto (e con esiti tangibili) sulla qualità della vita della collettività (ed in questo sono ricomprese anche le prerogative dei commercianti, che vivono del lavoro e non sono percettori di redditi ed indennità pagate con i soldi dei contribuenti) avrebbe reso necessario un vero processo di confronto e di condivisione.
Inoltre, la Giunta parla di “ riqualificazione e progressiva pedonalizzazione del Centro Storico”, di “favorire l’aggregazione sociale e il benessere pubblico”, di “favorire l’insediamento di attività tipicamente rivolte al turismo e al tempo libero”.
Riguardo a ciò, si rendono opportune alcune considerazioni.
I provvedimenti della Giunta hanno avuto un effetto inequivocabilmente disgregante : l’atto d’imperio, assunto unilateralmente, ha finito di incidere profondamente sugli operatori del settore commerciale, messi di fronte alla urgente esigenza di difendere i propri legittimi interessi.
La politica muscolare praticata dalla Giunta ha finito di lacerare i rapporti tra gli stessi operatori commerciali, ingenerando un clima di sospetto e di contrapposizione tra gli stessi.
In questi anni, l’Amministrazione ha tutt’altro che praticato strategie di riqualificazione del centro storico, che vive, purtroppo, una penosa condizione di desolazione a causa di una rovinosa politica di desertificazione.
A mero titolo di esempio, si ricordino le peripezie del Liceo Classico che, continua, imperterrito ad essere abbandonato a se stesso da oltre dieci anni.
Si aggiunga il progressivo spopolamento di negozi e uffici e la condizione di degradante abbandono in cui versano molte unità immobiliari : a proposito, vien fatto di chiedersi per quali ragioni le stesse società partecipate dal Comune abbiano ubicato i loro uffici a chilometri di distanza dal centro cittadini (e dalle aree periferiche).
Il COGESA ha recentemente acquistato i locali destinati ad uffici, operando una scelta che, contrariamente alle promesse, è stata individuata in località molto distante dal centro abitato.
E’ assolutamente miope pensare di riqualificare il centro storico adottando, come primo atto, la pedonalizzazione e non optare, invece, per iniziative mirate a rimediare alla condizione di oggettivo degrado che lo caratterizza.
Alla luce di queste semplici considerazioni e sotto la pressione esercitata dalle legittime rivendicazioni dei commercianti, l’amministrazione è stata costretta a rivedere le proprie decisioni, optando per una parziale revisione delle stesse.
Si potevano evitare le tensioni venutesi a creare, così come si poteva e si doveva evitare questa  ulteriore lacerazione del tessuto cittadino, con la contrapposizione tra i favorevoli e i contrari alla pedonalizzazione totale.
Sarebbe stata sufficiente un po’ di umiltà e, soprattutto, la capacità di ascolto, dialogo e confronto. Caratteristiche di cui l’amministrazione Casini si è mostrata totalmente  priva".

I consiglieri comunali
Francesco Perrotta
Fabio Pingue

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