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giovedì 18 giugno 2020

L'EXPORT IN ABRUZZO NEL 1° TRIMESTRE 2020

CHIETI - "In buona sostanza l’export abruzzese è completamente dipendente dall’apporto che viene dalla provincia di Chieti che rappresenta il 66% del totale regionale e, a sua volta, l’export teatino è fortemente condizionato dall’automotive che rappresenta il 70% del totale della provincia e quasi il 50% del totale regionale.Il deludente risultato dell’export abruzzese nel I trimestre 2020 (flessione dell’ 5,6% tripla di quella nazionale dell’1,9%) è da imputare all’export degli altri prodotti (prodotti diversi dai mezzi di trasporto e diversi dagli articoli farmaceutici) che hanno registrato una flessione dell’8,4% a fronte di una crescita nazionale del  3,3% e dei mezzi di trasporto che hanno subito un decremento dell’11,3% contro il 6,2% italiano.
Un risultato notevolmente peggiore dell’export totale è stato evitato grazie al notevolissimo e inaspettato incremento degli articoli farmaceutici che hanno ottenuto un incremento di ben 89 milioni pari al 148,3%. Tale incremento è da imputare per la quasi totalità all’industria farmaceutica Dompè dell’Aquila che ha esportato negli Stati Uniti un medicinale per la cura di una malattia rara degli occhi.Il risultato dell’export degli altri prodotti (diversi dai mezzi di trasporto e dagli articoli farmaceutici), che si riferisce in gran parte al sistema produttivo locale, evidenzia come le piccole e micro imprese, soprattutto artigiane, continuano a dare segnali di crisi distribuiti su quasi tutto l’arco delle attività economiche.Per riuscire a dare una scossa e stimolare il sistema produttivo abruzzese, formato per il 96% da microimprese che impiegano il 55% degli occupati, bisogna mettere a disposizione di esse servizi e risorse capaci di introdurre innovazione per migliorarne la competitività".Aldo Ronci

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