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domenica 31 maggio 2020

LOLA DI STEFANO IL PRIMO GIUGNO AVREBBE COMPIUTO 100 ANNI. È MORTA, INVECE, A 34 ANNI, NEL COMPIMENTO DEL PROPRIO DOVERE

BUSSI - Lola di Stefano è nata a Bussi sul Tirino il primo giugno 1920. È figlia di Amedeo Di Stefano, operaio della Montecatini, e di Concetta La Gatta. Ha un fratello più piccolo, Cleto.
Lola, come molte ragazze del suo tempo, non avrebbe dovuto proseguire gli studi, ma vuole diventare maestra ed insiste fino a che i suoi genitori non le consentono di prendere il diploma dell'Istituto Magistrale.
Comincia così ad insegnare nei piccoli comuni di montagna, Ofena, Sant'Eufemia a Maiella, fino a quando torna nel suo paese, nella scuola di Bussi Officine, a poche decine di metri dalla fabbrica, per fare la maestra ai figli degli operai che lei, non sposata, sente anche suoi. La mattina del 19 gennaio 1954, 5 tonnellate di cloro fuoriescono da una cisterna. Tutti scappano e cercano di mettersi in salvo.
Lei si assicura che tutti gli alunni mettano un fazzoletto sulla bocca, entra ed esce più volte dalla scuola finché i bambini non sono saliti sulla corriera che li porta in salvo a Capestrano, lontano dalla nube tossica. Nella fretta non si preoccupa di se stessa, non si protegge la bocca, il cloro le riempie i polmoni. Muore il 29 gennaio 1954, dopo 10 giorni di sofferenze. È stata insignita di medaglia d'oro al valor civile e le sono state intitolate tre scuole: a Bussi, a Sulmona, a Roma.Oggi le figlie del fratello Cleto, Lola e Amedea, nate dopo la sua morte, le loro famiglie, i parenti tutti vogliono rendere omaggio alla sua vita coraggiosa, ricordandola con orgoglio al suo paese, agli insegnanti e agli alunni delle scuole, in particolare quelle a lei dedicate, a tutta la regione che le ha dato i natali.


Purtroppo, l'attuale emergenza legata alla pandemia ha reso difficile organizzare celebrazioni pubbliche ed ufficiali. Pertanto, il sindaco di Bussi sul Tirino, Salvatore La Gatta, anch'egli nipote della maestra, ha manifestato l'intento di rinviare gli eventi commemorativi all'inizio del prossimo anno scolastico, qualora possibile. Monsignor Michele Fusco, vescovo della Diocesi di Valva e Sulmona, ha suggerito la creazione di un'associazione volta a mantenere vivo il ricordo di Lola Di Stefano e dei valori pedagogici, umani e spirituali legati alla sua persona, promuovendo iniziative in questa direzione.Infine, le nipoti stanno portando a termine la raccolta delle testimonianze legate alla figura della zia, che verranno pubblicate in un piccolo libro, ed invitano chiunque voglia fornire il proprio apporto a contattarle.
   

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