SULMONA - "C’è da rimanere sconvolti dal fatto che, nel 2019, delle persone possano morire per mancanza di un’assistenza sanitaria rapida e risolutiva.
Inaccettabile che a pagarne le conseguenze siano sempre le persone più deboli come il 75 enne di Scanno, un anziano come tanti, la cui unica “sfortuna” è stata quella di nascere e continuare a vivere in una zona interna dell’Abruzzo, in una zona di montagna.La “Montagna” tanto decantata e celebrata in Convegni di comodo e di rappresentanza, tesi a rimarcare il ruolo e la valorizzazione dei luoghi, della storia e memoria della catena appenninica.
La dura realtà sta a confermare, qualora ce ne fosse bisogno, che anni di tagli, ottimizzazioni, hanno portato ad un drastico ridimensionamento dei servizi pubblici essenziali, a partire dalla rete sanitaria territoriale, ledendo il diritto costituzionale a garantire a tutti un servizio pubblico e universale, a prescindere dalle condizioni economiche individuali, di nascita e di residenza.A pagarne le spese, in questi ultimi anni, sono state le realtà più disagiate, private di servizi essenziali e di pronto riferimento e assistenza per i cittadini: guardie mediche nelle realtà di montagna, Ambulanze H24 e tanto altro ancora.
Per non parlare dell’ultima vicenda relativa alla soppressione dell’assistenza pediatrica in Valle Subequana e a Raiano, oltre alla spada di Damocle in capo al Punto Nascita di Sulmona.
Torniamo nuovamente a ripetere che non può essere la logica dei soli “numeri” a determinare il destino di un territorio e la presenza al proprio interno di servizi essenziali e determinanti per la sua qualificazione e attrattività.
A maggior ragione quando parliamo di un’Area Territoriale come quella della Valle Peligna, vasta, montana, orograficamente particolare e con una viabilità difficile, i cui tempi di percorrenza, come l’ultimo episodio dimostra, non consentono applicazioni e valutazioni puramente statistiche e teoriche.
Grave è la responsabilità di aver consentito in questi ultimi anni, nella nostra Regione, che realtà a pochissima distanza fra loro possono godere di servizi e presidi in quantità e qualità, mentre alle nostre comunità è stato negato di avere gli stessi diritti.
Quest’ultimo grave episodio è l’ennesima dimostrazione che non è più rinviabile il grande problema del ruolo e prospettive di sviluppo delle Aree interne, in coerenza con la Strategia Nazionale in materia.
Una Strategia rimasta sulla carta per gravi responsabilità dei gruppi dirigenti e politici regionali e locali, nonostante le sollecitazioni sindacali e individuali, come quelle del Dott. Ronci,
Come Lega SPI-CGIL Lega Sulmona Valle Peligna, abbiamo avviato una riflessione concreta sulle politiche di sviluppo, che riprenderemo dopo le elezioni regionali attraverso un Forum permanente teso a delineare proposte concrete da porre all’attenzione dei decisori politici e amministrativi locali e regionali".
Lega dei Pensionati SPI-CGIL
Valle Peligna
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