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martedì 5 gennaio 2016

BILANCIO DEMOGRAFICO, L’ABRUZZO PERDE 4060 ABITANTI.SULMONA - 129

SULMONA - La popolazione abruzzese è passata da 1.331.574 abitanti del 31.12.14 a 1.327.514 del 31.08.15 subendo un decremento di 4.060 abitanti  .In valori percentuali la flessione dello 0,30% della popolazione abruzzese è stata circa il doppio della decrescita nazionale  che si è, invece, attestata allo 0,18%.
Il risultato negativo è dipeso dal saldo migratorio abruzzese che ha registrato un decremento (-0,02%) mentre a livello nazionale ha segnato un incremento (+0,03%).
Nel 2013 è iniziata la decrescita della popolazione abruzzese che si è ridotta, nei primi 8 mesi, di 343 unità, di 1.348 in quelli 2014 e 4.060 in quelli 2015.
I dati delle variazioni percentuali della popolazione abruzzese sono peggiori di quelle medie nazionali da ormai 3 anni.
Primi 8 mesi 2013:  abr -0,03%;  it +0,39%
Primi 8 mesi 2014:  abr -0,10%;  it +0%
Primi 8 mesi 2015:  abr -0,30%;  it -0,18%

La popolazione nelle province abruzzesi
Il decremento della popolazione abruzzese nei primi 8 mesi 2015 è caratterizzata da un forte decremento nella provincia di Chieti (-1.605) e da decrementi più lievi nelle altre province: L’Aquila (-1.024), Pescara (-743) e Chieti (-688).
Di conseguenza, in valori percentuali, decrescono: Chieti (-0,41%), L’Aquila (-0,34%), Pescara (-0,23%) e Teramo (-0,22%).

La popolazione nei comuni con più di 15.000 abitanti
Nei primi 8 mesi 2015 i comuni con più di 15.000 abitanti che crescono sono 4:
San Salvo (+54), Avezzano (+44), Roseto (+29) e Silvi (+9).
Decrescono: Lanciano (-194), Sulmona (-129), Ortona (-112), Giulianova (-57), Martinsicuro (-44), Spoltore (-13), Vasto (-9), Francavilla (-4) e Montesilvano (-3).

Come già detto il risultato negativo abruzzese è dipeso dal saldo migratorio che ha registrato un decremento (-0,02%) mentre a livello nazionale ha segnato un incremento (+0,03%). A conferma di ciò è da rilevare che i pochi comuni che hanno ottenuto un incremento sono proprio quelli che presentano un saldo migratorio positivo.

Considerazioni
Il decremento della popolazione in Abruzzo nei primi otto mesi 2015 è stato di 4.060 unità e corrisponde ad una flessione dello 0,30%  che è stata circa il doppio della decrescita nazionale  che si è, invece, attestata allo 0,18%, ed è un dato negativo che si aggiunge:
⦁    alla pesante flessione di 35 mila occupati subita nei primi nove mesi 2015 rispetto al IV trimestre 2014, che è stata del 6,9% e che fa dell’Abruzzo il fanalino di coda delle regioni italiane (nel terzo trimestre del 2015, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, la regione registra la perdita di 4 mila posti di lavoro, dato influenzato dal forte incremento di occupati verificatosi nel IV trimestre 2014);
⦁    all’export dei prodotti diversi dai mezzi di trasporto che, nei primi nove mesi 2015, ha segnato un decremento dell’1,4%, valore in controtendenza con il dato nazionale che invece è cresciuto del 2,9%, export che è stato realizzato dalle micro e piccole imprese abruzzesi e che continua a registrare decrementi al contrario di quanto avviene per l’export dei mezzi di trasporto effettuato dalle multinazionali che continua a crescere;
⦁    al numero delle imprese artigiane che, nei primi nove mesi 2015, diminuisce di 683 unità dopo averne perse 3.586 negli anni dal 2008 al 2014;
⦁    all’andamento del credito nella nostra regione che, nel I semestre 2015, cela un paradosso: mentre le banche restringono sempre più i cordoni verso le imprese fino a cinque dipendenti (micro-imprese) erogando  7 milioni in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per il resto delle imprese ne concedono invece 261 in più;
⦁    al dato del PIL in Abruzzo che, per l’anno 2014, ha subito un decremento del 2,5%,  che pone la regione all’ultimo posto della graduatoria nazionale (i dati Istat regionali sul PIL relativi al 2015 non sono stati ancora pubblicati).
I dati e gli indicatori analizzati dimostrano che l’Abruzzo è nel pieno di una grave crisi economica che continua ad allontanare la regione da quelle del centro-nord ed evidenziano un sistema produttivo locale molto fragile che non riesce a competere con un sistema globalizzato.
La regione Abruzzo, che nel secolo scorso sembrava stesse per raggiungere il centro-nord, negli anni 2000, soprattutto per effetto della cessazione degli aiuti straordinari, entra in crisi e il blocco della crescita economica abruzzese fa sorgere dubbi sulla sostenibilità di questo modello di sviluppo che non ha saputo reagire al passaggio da economia assistita ad economia di mercato.
Per tornare a crescere serve una politica che punti, oltre che al potenziamento delle infrastrutture e alla creazione dei poli di innovazione e delle reti di imprese (i poli e le reti interessano un numero marginale di imprese), a far fare un salto di qualità al sistema produttivo locale abruzzese che per essere realizzato deve avere come “priorità assoluta il miglioramento della competitività delle imprese (in particolare delle micro-imprese che rappresentano il 95% delle aziende e impiegano il 52% degli addetti)”.
L’intervento più importante ed efficace in questo senso è quello di mettere a disposizione delle imprese non contributi ma servizi capaci:
•    di attivare innovazioni di prodotti e di processi;
•    di intercettare nuovi mercati nazionali e internazionali.
La popolazione in Abruzzo


La popolazione a-bruzzese è passata da 1.331.574 abitanti del 31.12.14 a 1.327.514 del 31.08.15 regi-strando un decremento di 4.060 abitanti

In valori per-centuali la flessione dello 0,30% della po-polazione abruz-zese è stata circa il doppio della decrescita nazio-nale  che è stata dello 0,18%.
Il risultato ne-gativo è dipeso dal saldo mi-gratorio abruzzese che ha registrato un decremento (-0,02%) mentre a livello nazionale ha segnato un incremento (+0,03%).

Nel 2013 è iniziata la de-crescita della popolazione a-bruzzese che si è ridotta di 343 unità nei primi 8 mesi, di 1.348 in quelli 2014 e 4.060 in quelli 2015.

I dati delle va-riazioni percen-tuali della po-polazione a-bruzzese sono peggiori di quelle medie nazionali da ormai 3 anni.

Primi 8 mesi 2013:  abr -0,03%;  it +0,39%
Primi 8 mesi 2014:  abr -0,10%;  it +0%
Primi 8 mesi 2015:  abr -0,30%;  it -0,18%


La popolazione nelle province abruzzesi



Il decremento della popola-zione abruzzese nei primi 8 mesi 2015 è caratterizzata da un forte decre-mento nella pro-vincia di Chieti (-1.605), e da decrementi più lievi nelle altre province:
L’Aquila (-1.024);
Pescara (-743);
Chieti (-688).

Di conseguenza, in valori per-centuali, decre-scono;
Chieti  (-0,41%)
L’Aquila (-0,34%)
Pescara (-0,23%)
Teramo (-0,22%).


La popolazione nei comuni con più di 15.000 abitanti

Nei primi 8 mesi 2015 i comuni con più di 15.000 abitanti che crescono sono 4:
San Salvo (+54), Avezzano (+44), Roseto (+29) e Silvi (+9).

Decrescono: Lanciano (-194), Sulmona (-129), Ortona (-112), Giulianova (-57), Martinsicuro (-44), Spoltore (-13), Vasto (-9), Francavilla (-4) e Montesilvano (-3).

Come già detto il risultato negativo abruzzese è dipeso dal saldo migratorio che ha registrato un decremento (-0,02%) mentre a livello nazionale ha segnato un incremento (+0,03%). A conferma di ciò è da rilevare che i pochi comuni che hanno registrato un incremento sono proprio quelli che presentano un saldo migratorio positivo.


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