SULMONA - Una detrazione fiscale sui testi scolastici e nuove modalità di rilevazione del paniere dei prezzi per l’istruzione: sono le proposte della Confesercenti, per venire incontro alle famiglie sui costi del corredo scolastico.Come ogni inizio di settembre si parla di caro libri e di caro-scuola. I dati usciti in questi giorni sono molto lontani dalla realtà. Il tetto stabilito dal Ministero non è stato ritoccato al rialzo.
Ma ogni anno al salasso per le famiglie per l’avvio dell’anno scolastico, in molte scuole si aggiunge, ad appesantire la situazione, il mancato rispetto dei limiti fissati da Roma. Per questo sono in molti a fare la scelta dei testi usati, cercando di ridurre ulteriormente i costi.Le cifre di cui si parla tanto in questi giorni, riferite all’intero corredo scolastico zaini, diari, quaderni penne e oggetti che si acquistano una tantum, come i dizionari, sono allarmanti; anche se alcuni acquisti, inoltre, svolgono la loro utilità su più anni. Oltre a riproporre la detraibilità fiscale degli acquisti per l’istruzione, la Confesercenti propone anche un’attenta ricerca sui costi dell’istruzione, oltre alla realizzazione di un vero e proprio vademecum che guidi il consumatore negli acquisti e nel risparmio.L’obiettivo della Confesercenti è quello di predisporre un progetto comune che riunisca attorno al tavolo i Comuni, la Regione, il Governo nazionale stesso, le Associazioni dei Consumatori ed i sindacati dei librai per giungere ad accordi che vadano a vantaggio di tutti: dei nuclei familiari che, quotidianamente, devono affrontare spese per far studiare i loro figli, del potenziamento e dell’accrescimento della cultura individuale e collettiva, e naturalmente, della tutela di quanto resta del tessuto delle librerie e cartolibrerie del territorio.La detrazione fiscale che la Confesercenti propone, potrebbe contribuire positivamente sulla diffusione del libro, della lettura e della cultura in generale, con una ricaduta positiva sull’accrescimento individuale della conoscenza: arma utile anche per la lotta ad ogni forma di violenza e di disagio sociale.Dobbiamo dare a tutti la possibilità di leggere; perché leggere è un piacere che non tutti si concedono, per mancanza di tempo, dicono, o, soprattutto, perché i libri costano troppo. Questa seconda ipotesi è la più valida, soprattutto in un momento in cui la crisi economica taglia la possibilità della spesa. E guarda caso, il primo taglio è sui libri, sulla cultura in generale. “Leggere apre finestre sconosciute sul mondo, aiuta a conservare i nostri sogni, dà linfa ai sentimenti, fa avvicinare al significato dell'esistenza...”, dice Romano Mantroni nella sua antologia curata per Longanesi. Per questo occorre che si agevoli l’accesso alla lettura ed alla conoscenza.Per tutti questi motivi, la Confesercenti, con il suo SIL – Sindacato Italiano Librai, cercherà di analizzare l’andamento del mercato dei libri, non solo scolastici, per monitorare la spesa che molto incide sul reddito familiare.
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