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martedì 26 maggio 2015

PUNTO NASCITA, FORSE UNO SPIRAGLIO DI LUCE

SULMONA - “Non si può rimanere indifferenti al grido d’allarme lanciato dal Vescovo di Sulmona-Valva, Monsignor Angelo Spina. La sopravvivenza dei servizi essenziali è strettamente legata alla crescita delle nostre città, soprattutto nelle aree interne. Se poi ad essere a rischio sono i punti nascita, è chiaro che il futuro di queste è ancora più  in pericolo”. Lo ha precisato il senatore Stefania Pezzopane.“Nascere in zone di montagna non è facile, ma se vengono a mancare i servizi necessari e si aboliscono i punti nascita, riferimento essenziale per le future mamme, i rischi che si corrono, come lo spopolamento, sono ancora maggiori.
Per questo motivo- aggiunge - qualche giorno fa, insieme all'Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo della Montagna, di cui faccio parte, abbiamo avuto un incontro con il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, per chiedere di avviare uno specifico progetto pilota nazionale sul tema nascere in montagna.  Abbiamo chiesto di istituire presso il ministero della Salute un tavolo di lavoro, insieme alle Regioni, per rivedere gli standard fissati dei 500 parti l’anno, necessari alla sopravvivenza dei punti nascita, nei comuni montani e delle zone interne, laddove vi siano oggettive condizioni di disagio territoriale, purché siano raggiunti gli obiettivi di qualità ed efficacia.L’invito rivolto al ministero è quello di avviare delle scelte più flessibili, più ragionevoli e attente alle richieste dei cittadini.Non si possono adottare solo dei tagli lineari, prevedendo come unico criterio il numero dei parti, senza considerare i costi dei rischi correlati, se si costringe una futura madre a partorire in un ospedale lontano centinaia di chilometri".
Barbara Delle Monache

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