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domenica 17 maggio 2015

COMUNITA' MONTANA SIRENTINA PRESENTE ALL'INCONTRO NAZIONALE ECOMUSEI

SECINARO - Gli Ecomusei italiani per creare una rete nazionale, dopo il primo incontro di Trento del novembre scorso, si sono ritrovati in Toscana, in provincia di Arezzo, presso l’Unione dei Comuni Montani del Casentino, nel Castello dei conti Guidi a Poppi.Si è trattato di due giorni, dall’8 al 9 maggio, di intenso lavoro per redigere un manifesto strategico degli Ecomusei italiani in rete, al fine di rendere più forte e solidale quell’Italia rurale, dal grande potenziale ancora inespresso, creando una maggiore sinergia fra cultura e turismo, più attenta sia alla domanda interna che a quella straniera.
All’Expo di Milano gli Ecomusei in rete, per iniziativa di quello friulano delle Acque del  Gemonese, parteciperanno in stretta collaborazione con Slow Food Italia al progetto denominato ‘’Eco Slow Road’’ con l’obiettivo di collegare le realtà ecomuseali italiane, caratterizzate da un patrimonio agroalimentare significativo, al fine di promuovere e valorizzare le risorse e i beni, materiali e immateriali, presenti sui propri territori.

La Comunità Montana Sirentina, attualmente commissariata, ha scelto di partecipare ai lavori sia per aver avviato già da oltre 15 anni un progetto di Ecomuseo, sia perché la Terra del Casentino, ex Comunità Montana, gestita ora da un’Unione di Comuni Montani, presenta dei comuni denominatori, essendo un Ecomuseo insistente in un omonimo Parco Nazionale. http://www.ecomuseo.casentino.toscana.it/.

L’attività svolta dai toscani costituisce una buona pratica, un modello da studiare, al fine di ricercare soluzioni possibili anche nell’Abruzzo montano, dove, come nel caso della Sirentina, ente soppresso e commissariato, non si è riusciti ancora a costituire alcuna Unione di Comuni Montani, o fusione fra quelli più piccoli, per essere propulsivi e uscire dal guado.

Hanno partecipato ai lavori: il Sindaco di Castel di Ieri Fernando Fabrizio – un architetto fortemente motivato nel rendere il proprio territorio turisticamente appetibile in virtù del ricco patrimonio storico, architettonico e paesaggistico- e lo scrivente, dipendente dell’Ente Montano, Giovanni Pizzocchia, che in questi anni ha curato i contatti con gli Ecomusei italiani, partecipando ad importanti appuntamenti nazionali.

Tali istituzioni, nate come neologismo in Francia da Hugues de Varine, considerato il padre degli Ecomusei, in occasione dell’insediamento del Ministro dell’Ambiente nel 1971, si profilano sempre più, attraverso un constante lavoro in progress, similmente ai Distretti Culturali, come possibili organizzazioni attive sul territorio per favorire lo sviluppo locale, in particolar modo nelle aree rurali, in un momento epocale di cambiamenti e di crisi. Si tratta di deduzioni emerse altresì nei lavori di ricerca condotti nel progetto Europeo SyculTour - www.sycultour.eu - dove la Sirentina è stata partner italiano insieme alla Provincia Autonoma di Trento con altri paesi europei. L’obiettivo è stato quello di trovare soluzioni e strategie possibili da adottare per lo sviluppo delle aree rurali del Sud Est Europeo, adattabili alle proprie realtà.

Come ha affermato il sociologo Bauman, la nostra società è diventata sempre più liquida, destrutturata, perfino i confini degli stati nazione sembrano sempre più labili.

L’Ecomuseo, ripartendo dai valori di base delle realtà locali ed individuando vere e proprie mappe di comunità in rete fra loro a livello nazionale, si presenta come soluzione innovativa, un antidoto a tale liquefazione. Le comunità locali con i propri paesaggi, le proprie peculiarità e radici storiche, vengono considerate in una prospettiva dinamica che guarda al futuro. Dovranno essere, dunque, comunità responsabili, attive, aperte ai mutamenti culturali e all’integrazione, resilienti e contrastanti la crisi socioeconomica, il degrado e tutto ciò che appare come minaccia, per meglio vivere i mutamenti socioeconomici paradigmatici, epocali.


Giovanni Pizzocchia

Ufficio Stampa Comunità Montana Sirentina

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