CORFINIO – Tutti a ricordare Marco ieri pomeriggio a Corfinio nella Basilica di San Pelino affollata più del solito. E’ stato un anno di dolore per il Sulmona Rugby che ha dovuto prima salutare il piccolo Salvatore Di Padova e poi Marco Liberatore, che quel maledetto 18 gennaio di un anno fa era alla guida del pulmino della società che si schiantò contro un albero sulla statale 17. Chiesa gremita per il ricordo del giovane di Corfinio. Non è mancato proprio nessuno all’appuntamento: i familiari, i compagni di avventura del Sulmona Rugby con il Presidente Mauro Ranalli, i suoi ex compagni di scuola, i genitori di Salvatore Di Padova e Don Vincenzo Paura,
il parroco della Concattedrale che ha oggi ha officiatola SantaMessa.Proprio dal sacerdote è partito per tutti un messaggio di speranza. “ Il più grande miracolo- ha detto don Vincenzo nell’omelia- è quello di avere la fede. Marco non è morto ma vive in Paradiso. Lui da lassù ci guarda ed è contento perché alla vita eterna ci ha creduto fino alla fine”. “ E’ vuoto che sentiamo ancora oggi- spiega il Presidente del Sulmona Rugby- domani andremo al cimitero per omaggiare Marco e Sasà prima di scendere nuovamente in campo. Questi due angeli sono sempre con noi”.Marco da campione è voltato in paradiso, ma il suo ricordo non muore mai. “ Ciò che ci deve fare andare avanti- ha concluso don Vincenzo Paura- sono gli atteggiamenti del suo carattere, il suo sorriso, la sua capacità di gioire, la sua voglia di vivere e di rimboccarsi le maniche”.
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