SULMONA - A distanza di quasi un anno e mezzo torna a protestare CLICCA QUI“ Non è giusto che mi impediscono di vedere mia nipote. La mia bambina ha bisogno di me”. Da quattro giorni la signora Elia, una donna di Castel di Ieri, sta protestando in silenzio davanti il Palazzo di Giustizia sulmonese. La sua battaglia in realtà va avanti da quattro anni, da quando morì sua sorella, mamma della nipote disabile. Nel 2012 il tribunale di Sulmona, a seguito di una perizia sulla giovane disabile, decise che si trattava di un soggetto “ anaffettivo” e che aveva bisogno di cure specialistiche.
Di qui la decisione di affidare la nipote della donna a un istituto privato pescarese, come aveva deciso la sorella della disabile che peraltro è anche tutrice. Una scelta che allontanò di fatto la nipote dalla zia che per un anno, dopo la morte della sorella, si era presa cura della ragazza. A riaccendere la rabbia, da quattro giorni a questa parte, è stata la decisione del giudice di ridurre il permesso delle visite della signora Elia: da una volta a settimana a una volta al mese.La donna la mattina si siede sulle scale del Tribunale sulmonese e nel pomeriggio raggiunge la sede dell’istituto di Pescara. “ Andrò avanti ad oltranza- spiega la donna- mia nipote anche se disabile ha diritto di stare con la zia, con la famiglia. In questo modo la stanno lasciando morire”.
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